Plot twist: subito chiuse le saracinesche dei “laboratori vivi” in via Guelfa

Foto gruppo

Condividi sui social

Sotto la narrazione il niente?

 

Tra tagli di nastro, sorrisoni e proluvie di comunicati stampa, un’inaugurazione in pompa magna per il neonato Polo Artigiano, per di più nel giorno dedicato al Patrono degli Artigiani, San Giuseppe, il 19 marzo; tuttavia, già ieri, venerdì 20 marzo, le saracinesche erano giù. Ne dà notizia il quotidiano web Nove da Firenze, che rileva la stridente “discrepanza” tra narrazione e realtà. Funaro, fa notare sempre Nove da Firenze, ha addirittura scomodato il sempreverde Rinascimento, “metropolitano” in questo caso. Dal canto loro, i rappresentanti degli artigiani, segnatamente Cna e Confartigianato, si sono sperticati a elogiare le botteghe come laboratori “vivi” e non mere esposizioni. A occupare gli spazi, informa una nota vergata dal duo Cna-Confartigianato, sono otto imprese: Venturi Matteo (liuteria e fotografia), Petra srl (lavorazione della pietra serena e del travertino), Slowlab Firenze di Tami Eyal (gioielli in cemento e ceramica), La Bottega della cintura di Francesco Bambi (cinture e piccola pelletteria), Aleksandra Laurenzo (borse in pelle e moda), Fratelli Graziani (lavorazione dell’argento), Il Pennello di Freja (gioielli e oggetti in pietre dure, fimo e materiali naturali) e Vanessa Haddad (oreficeria). Insomma, le categorie economiche senza economia si sono prestate a essere megafoni della Giunta. O, meglio, si prestano a costruire il set per lo spettacolo che alimenta la narrazione di una Giunta che boccheggia. Però, quando manca la sostanza, il risultato è questo. Basta appena un giorno.