Acqua & calcare mi fai bere. Atto I: Quali sono le priorità di Publiacqua?

GERMOGLI PH: 1 FEBBRAIO 2024 SESTO FIORENTINO VIA LAZZERINI GIARDINI PARCO ZAMBRA INAUGURAZIONE DEL NUOVO FONTANELLO DI ACQUA PUBBLICA INSTALLATO DA PUBLIACQUA E COMUNE DI SESTO NELLA FOTO

Condividi sui social

Firenze maglia nera per le tariffe dell’acqua: stangate da oltre 500 euro a famiglia (alle quali si sommano le stangate per i rifiuti).

 

I sudditi fiorentini pagano le bollette per l’acqua più care d’Italia – Federconsumatori dixit -, oltre che non priva di calcare, che non fa bene né ai “consumatori” della «buona acqua quotidiana» (con ricadute sulla salute) né agli elettrodomestici (con danni economici). Circa 564 euro per una famiglia, 16% in più in nemmeno un decennio. La stessa famiglia, come abbiamo scritto ieri, costretta a pagare 120 euro in più per la TARI in appena 5 anni.

Non sarebbe il caso di intervenire sui costi, aiutando i cittadini in un momento già difficile da un punto di vista economico? Non sarebbe il caso di migliorare il servizio? Non sarebbe il caso di prevenire le dispersioni, che nella migliore delle ipotesi si attestano al 30%? Non sarebbe il caso di fare conferenze stampa sulle analisi dell’acqua?

Tuttavia, come ricordano le locali gazzette, Publiacqua ha destinato 100 mila euro allo sport locale. A darne notizia in una delle ultime conferenze stampa il Presidente di Publiacqua Nicola Perini (Perini Dynasty), ieri in maglietta senza nemmeno una giacca. Nella precedente conferenza aveva parlato di fondi alla cultura.

In tutto questo pare non esserci attenzione ai compiti reali di Publiacqua. Chi ci impedisce di pensare che la gestione dei servizi pubblici sia improntata solamente a estrarre soldi ai cittadini, indebolendoli, come se si trattasse di una patrimoniale sui piccoli e deboli? Chi ci impedisce di pensare che questi finanziamenti, per quanto lodevoli, siano una forma di distrazione di massa? Come mai si paga così tanto di acqua – non di ottima qualità – e di TARI a Firenze? E, soprattutto, dove si trovano le rendicontazioni delle analisi delle acque che rassicurino sull’assenza di contaminanti cancerogeni e non, anche alla luce del caso keu?

Infine, dove si trova il piano di realizzazione dei depuratori e perché i Comuni, come quello di Barberino Tavarnelle da noi interpellato, non rispondono in merito?