Ecco il decentramento low-cost della Giunta: 83 centesimi di euro all’anno per residente. Palagi: “In altre città Italiane risorse nell’ordine di milioni”

GERMOGLI PH:28-10-09 FIRENZE QUARTIERE LE PIAGGE

Condividi sui social

Secondo l’opposizione, l’ipotesi di 60mila euro annui per ciascuna circoscrizione sarebbe insufficiente persino per incidere sulla manutenzione ordinaria, mentre altre grandi città italiane affidano ai quartieri budget ben più consistenti

 

A Firenze il decentramento torna al centro dello scontro politico, ma stavolta il terreno di battaglia sono i numeri. Secondo Sinistra Progetto Comune, dietro l’annunciato rafforzamento del ruolo dei Quartieri si nasconderebbe infatti una dotazione economica talmente ridotta da svuotare di significato qualsiasi promessa di autonomia amministrativa.

Francesca Lupo, Lorenzo Palandri, Lorenzo Fantoni, Giulia Marmo, Thomas Maerten e Dmitrij Palagi puntano il dito contro quella che definiscono un’ipotesi “insostenibile”: “60.000 euro annui per ciascuna circoscrizione, quindi 300.000 euro complessivi”. Una cifra che il gruppo sostiene di aver appreso informalmente e che, denunciano i consiglieri, non troverebbe ancora alcun riscontro ufficiale nella Rete Civica del Comune.

Da qui la decisione di rendere pubblica la notizia e depositare immediatamente un’interrogazione indirizzata alla Sindaca e alla Giunta. La tempistica, osservano, rende il quadro ancora più delicato: la deliberazione approvata il 26 febbraio scorso aveva infatti imposto alle Direzioni Infrastrutture e Ambiente di definire entro sessanta giorni modalità operative, ambiti di intervento e budget per l’autonomia decisionale dei Quartieri. Il termine scade il 13 maggio, ma “ad oggi, nessuna determina dirigenziale attuativa è pubblicata”.

Per SPC il nodo non è burocratico, ma eminentemente politico. “60.000 euro l’anno per Quartiere corrispondono a meno di un euro per abitante all’anno — 0,83 euro, per essere precisi — e a meno dello 0,02 per cento del bilancio comunale complessivo”, ricordano i consiglieri, evocando il confronto con altre città italiane dove il decentramento avrebbe ben altra consistenza economica. “A Bologna le circoscrizioni gestiscono risorse dell’ordine di decine di milioni di euro con funzioni proprie. A Torino, Genova, Padova e Verona le istituzioni decentrate ci risultano operare con dotazioni incomparabilmente superiori. Questa non è una polemica ideologica: è il parametro con cui si misura se un decentramento è reale o simbolico”.

Il sospetto dell’opposizione è che dietro la retorica dell’autonomia si celi in realtà una semplice delega gestionale priva di veri margini decisionali. Il punto cruciale, spiegano, riguarda infatti la natura stessa delle risorse: nuovi capitoli di bilancio realmente assegnati ai Quartieri oppure semplici quote interne ai contratti Global Service già in vigore? “La differenza non è tecnica, ha conseguenze fondamentali”, insistono. Per questo l’interrogazione chiede chiarimenti sugli atti formali che giustificherebbero la cifra circolata, sulla provenienza effettiva delle risorse, sul confronto con altre città di dimensioni analoghe e sul previsto incremento del personale nei Quartieri.

Sullo sfondo resta una lunga storia di promesse mancate. “A Firenze si parla di decentramento da decenni”, ricordano gli esponenti di Sinistra Progetto Comune, citando anche la DG 278/2021, che avrebbe già previsto un rafforzamento del ruolo delle circoscrizioni senza produrre cambiamenti sostanziali. Da qui l’affondo finale contro una macchina amministrativa accusata di immobilismo: “Vogliamo che questa volta i dati siano verificabili, gli impegni siano formali e le risorse siano reali. Ricordiamo che da inizio consiliatura sono state bocciate le nostre proposte per superare l’elezione diretta delle figure apicali e un ritorno alla situazione pre-Renzi-Sindaco: i mesi passano e tutto risulta immobile”.