La parabola del Ponte da Verrazzano: da icona della tranvia a ostacolo da demolire. E la bici si incentiva solo come mezzo elettorale. La Firenze sui giornali di domenica 22 marzo

GERMOGLI PH 27 FEBBRAIO 2026 FIRENZE VARO DEL NUOVO PONTE SULL'ARNO SU LUNGARNO COLOMBO

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La rivoluzione del trasporto pubblico a Firenze travolge ogni tessuto urbanistico, facendo passare dalle stelle alle stalle e viceversa ogni infrastruttura: il Ponte da Verrazzano, fino a ieri progettato per un’inaugurazione che doveva consacrarlo come snodo fondamentale della nuova linea tranviaria verso Bagno a Ripoli, è adesso al centro di «verifiche» sullo sfondo di una «ipotesi demolizione»: non si sa, e non è uno scherzo, se potrà reggere il passaggio di tranvia e auto. La sconcertante notizia, pervenutaci da La Repubblica Firenze, sbalordisce ancor più qualora consideriamo che finora è stato centrale nel percorso, identico, degli autobus già preposti per quella tratta. Un’analoga fine rischiano di farla le carriere del migliaio di professori associati a rischio blocco per mancanza di risorse e, quindi, di date certe per lo scatto che ne determinerebbe l’avanzamento a professori ordinari: ne ha parlato il Corriere Fiorentino. Si riesuma intanto il bike sharing, ma solo da parte di Giorgio (che però non ha ancora accettato la sfida di Giovanni Galli) come mezzo per incentivare al voto nella tornata referendaria apertasi oggi, con una malcelata preferenza per il No quale l’assessore ha del resto esplicitamente reso pubblica: compatta la protesta di Fratelli d’Italia, che ha giustamente definito «inopportuna» l’infelice uscita, cui ha dato risalto La Nazione Firenze. Quivi continuiamo a restare aggiornati sul calvario di Piazza Beccaria, che coinvolge anche i bussini C2 e C3 «costretti a passare fra i pedoni» sempre a causa dei cantieri assassini. Provvedimenti paiono, alla fine, essere stati adottati in San Jacopino, dove già in 45 sono stati identificati per «ubriachezza molesta, bivacchi e droga» che da domani, riporta sempre il quotidiano nazionale, verranno combattuti da «controlli mirati in borghese e in divisa». Una vittoria del Comitato Cittadini Attivi che si tenta di replicare alle Cascine, dove gli esercenti denunciano «furti e degrado tra i banchi» ed esortano a «un cambio di passo», criticando anche l’obsolescenza delle fasce orarie indicate dal Comune per l’inizio delle attività, critica di cui tuttavia l’assessore Vicini smentisce conoscenza. Quest’ultimo, infine, pare essere al lavoro per una nuova stretta sulle attività di somministrazione gastronomica tra via de’ Neri e Borgo San Lorenzo: l’ombra del -30% di prenotazioni turistiche rispetto allo scorso anno, tuttavia, incombe. (JCM)

 

In copertina: Copyright Fotocronache Germogli