FOCUS LFCV | Dopo il caso Pierguidi, parliamo di “Autolinee Franco-Toscane”: la grande promessa (miliardaria) che lascia i cittadini a piedi

GERMOGLI PH: FIRENZE PRESENTAZIONE NUOVI AUTOBUS AUTOLINEE TOSCANE NELLA FOTO L'AMMINISTRATORE DELEGATO DI AUTOLINEE TOSCANE JEAN-LUC LAUGAA

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I disservizi di AT fanno andar fuori di brocca Michele Pierguidi, ma anche migliaia di fiorentini. Ecco la storia del grande fallimento

 

Che Michele Pierguidi sia un uomo diretto e sanguigno è cosa ormai risaputa in città, soprattutto a Campo di Marte; così come è noto che sia spesso una scheggia impazzita in seno al Pd fiorentino, che — complice anche le non eccelse figure dell’attuale amministrazione — non sta certo vivendo un momento favorevole. La sortita di sabato sera, sparata a caldo sui social mentre attendeva (invano) un bus di Autolinee Toscane insieme alla madre ultraottantenne dopo essere sceso da un treno a Santa Maria Novella, ha fatto parecchio rumore.

Pierguidi “scopre”, in rapida successione, che gli orari indicati sulle paline non sempre corrispondono a quelli dell’app segnalata da alcuni passanti — di cui ignorava l’esistenza — e che alle fermate non sono presenti né pensiline né panchine. Il suo compagno di partito e di amministrazione, il superassessore “col tutor” Giorgio, risponde a stretto giro di stampa, come da tradizione, usando il futuro: «Ci stiamo lavorando». E aggiunge che la responsabilità sarebbe di altri.

A dirlo è chi, evidentemente, non viaggia spesso sui bus, e non conosce i disagi quotidiani di tanti fiorentini costretti a utilizzare i tanto decantati mezzi pubblici. Pierguidi ci ha sbattuto la faccia in prima persona; l’assessore al traffico sostiene di aver chiesto un report ad Autolinee Toscane, ma nel frattempo scarica le colpe — in questo caso su chi parcheggia male — dimenticando che, dopo aver eliminato migliaia di posti auto, da qualche parte i fiorentini dovranno pur parcheggiare.

La realtà, colta al volo dalle opposizioni, è che questa politica ha contribuito a svendere l’ex Ataf ai francesi, con un servizio oggi pessimo sia per i cittadini sia per i dipendenti, che appena possono scappano da una Firenze dove, per chi viene da fuori, è sempre più difficile vivere e lavorare.

Benvenuto nella realtà fiorentina, presidente Pierguidi! Nel frattempo approfondiamo insieme la storia di un fallimento.
Doveva essere una “rivoluzione”, ed è diventata, per molti, l’ennesima dimostrazione di come in Toscana si possano spendere miliardi per peggiorare la vita quotidiana delle persone.