Siamo in interlocuzione con Paolo Ammannati, compagno della ex sindaca di Santa Croce (Centrosinistra) e amministratore della SPA Immobiliare srl, che ci ha chiesto una rettifica sull’offerta economica. Per l’attuale sindaco di Santa Croce (Centrodestra) faremmo meglio a “occuparci” di Firenze, ma noi continuiamo a indagare, scrivere, segnalare. Lo chiedono anche i PM. E i Carabinieri di Tavarnelle e Santa Croce hanno tutto…
Chissà se per arrivare al capannone sito sulla sponda giusta della zona industriale di Sambuca in Val di Pesa è passato dalla Firenze-Siena, magari uscendo al Bargino, costeggiando le viti e la Cantina Antinori, o se, invece, ha fatto il rally tra le buche della FI-PI-LI, tagliando da Castelfiorentino e poi da Montespertoli, dopo aver percorso un tratto della celeberrima SR429, quella nota per i fanghi un tanto al chilometro. E chissà se Ammannati (Andrea) ha avuto modo di meditare, mentre era alla guida, sui danni prodotti all’uomo e all’ecosistema dagli scarti delle concerie, il famigerato keu.
Nella trattativa, quella di cui abbiamo dato notizia, si espose lui in prima persona, Andrea Ammannati, sebbene ad amministrare la società – S.P.A Immobiliare srl – fosse, ed è tuttora, un altro Ammannati, Paolo (classe ’84), che risulta compagno della ex sindaca di Santa Croce, Giulia Deidda (PD).
E si lasciò anche andare, Andrea, di solito molto composto a quanto ci viene riferito, a qualche parola di troppo, di fronte al rifiuto dell’offerta: un «grande progetto» di fronte al quale «chinare il capo» e in caso di rifiuto – disse al telefono – l’arrivo dei «più cattivi».
Da fine del 2023 a oggi, non si sono viste cattive presenze o cattive azioni, fatto salvo che l’azienda da egli visitata è stata vittima di un’effrazione.
Seguendo ciò che hanno consigliato i PM agli imprenditori in Toscana, cioè di denunciare comportamenti mafiosi o anche para-mafiosi – evidentemente di fronte a prove della penetrazione nel tessuto toscano -, noi diamo ampio spazio a chi non china il capo.
Ad ogni modo, vista l’interlocuzione avviata, abbiamo chiesto conto a Paolo Ammannati di quelle dichiarazioni, dato che possono rivelare molti dettagli in più sul progetto.
Proviamo a capirne di più sull’incastro dei capannoni tra Pisa e Firenze. A Santa Croce, stante quanto emerso, avrebbe dovuto trasferirsi un’azienda, la pH srl, ad oggi ancora attiva alla Sambuca. Nelle intenzioni di Riccardo Merello, al tempo Amministratore delegato della PH (storico laboratorio di analisi organiche e inorganiche), avrebbe dovuto – per avere maggiore spazio – trasferirsi nei capannoni attualmente vuoti a Santa Croce, così da “rigenerare” il territorio deindustrializzato dopo l’inchiesta keu. Al momento, pur contattata, PH ha preferito non fornire informazioni.
Dove sta il business in tutto questo? Molto probabilmente nel comprare i capannoni al minor prezzo possibile e a rivederli, magari dopo una trasformazione volta a intercettare le nuove esigenze. Sulle nuove esigenze torneremo dopo. Ecco, allora, l’offerta di cui abbiamo prova: 250 mila per un capannone di circa 1000 metri quadrati posto, soprattutto, nella riva “giusta”. E, per “spingere” il proprietario a vendere, le parole via telefono di cui abbiano dato conto poco prima.
L’offerta da 250 mila euro della S.P.A Immobiliare srl di Santa Croce sull’Arno che abbiamo menzionato, e di cui abbiamo tutte le tracce, fu trasmessa da Stefano Fusi, che si firmava Responsabile Corporate della Gabetti (marchio storico d’interesse nazionale).
A “favorire”, per così dire, la “trattativa”, se così si vuole definirla, fu una professionista nel settore dei fondi di investimento e del risparmio privato, referente di Allianz per la zona di Poggibonsi (Siena). Dopo le dimissioni del precedente referente Allianz (passato ad un altro importante gruppo italiano), l’imprenditore avrebbe dovuto essere seguito da un consulente Allianz di Perugia, ma d’improvviso questi fu sostituito da un’altra consulente, proveniente proprio dalle zone del cuoio, colei che poi “imboccherà” la vittima.
Già, Fusi. Cognome non proprio ignoto dalle parti di Barberino Tavarnelle. Che sia il mega-progetto menzionato, seppur incidentalmente, da Ammannati la trasformazione dei capannoni “fortunati” (o sfortunati, dipende dal punto di vista) posti di qua dalla Pesa nell’hub del vino? Fare la “Castel del Chianti del vino Chianti” e non dell’olio? Magari pescando uve da vari vitigni? Con un bel bollino “Chianti” per spedire le bottiglie in tutto il mondo e fare più business?
Come mai tanto attivismo della politica locale, in primis del sindaco David Baroncelli, e della Giunta regionale quando la pH srl minacciò di trasferirsi, non a Santa Croce ma a Calenzano/Sesto Fiorentino, senza nessuno licenziare?
Stante quanto scritto, l’ufficio stampa dell’Unione dei Comuni ha maturato la decisione di invitarci a inoltrare alle Forze dell’Ordine una segnalazione. Noi lo abbiamo fatto consegnando brevi manu un incartamento al Vicecomandante della stazione dei Carabinieri di Tavarnelle giovedì 9 aprile. Non si trattiene dal dire la sua, invece, Roberto Giannoni, attuale sindaco per uno scarto di voti di Santa Croce (avvicendatosi con Giulia Deidda), che ci invita su una chat a “pensare a Firenze”. Allianz ha garantito di prendere in considerazione quanto segnalato, pH srl preferisce non esprimersi. La nostra redazione ha trasmesso segnalazione alla Procura di Firenze e alla DIA, sottoponendo gli articoli anche a Libera e Fatto Quotidiano.
Siamo convinti che Ammannati ci dirà di più sul grande progetto e sui più cattivi.
« […] Iudicate egeno et pupillo,
humilem et pauperem iustificate. Eripite pauperem et egenum de manu peccatoris liberate».
In copertina: Wikimedia Commons
