Presto nei peggiori teatri perché i migliori sono già occupati da quelli “bravi”.
ATTO I – SGUERGUENZE E UNPALUMPA
Capannone sulla sponda “giusta” della Pesa. Telefono, viva voce. Dietro la porta, tre mini unpalumpa origliano.
Andrea Ammannati: Ingegnere, 200 mila talleri per il suo capannone! Congrui. Mi hanno detto che sta in difficoltà economiche…
Raffaele Tarchiani: Congrui? Congrue le vostre sguerguenze! La ditta lavora. Il nostro valore è largamente superiore.
Andrea Ammannati (perdendo le staffe): C’è un grande progetto e tu devi abbassare il capo!
Raffaele Tarchiani (con tono pacato): Ma c’è di mezzo la politica?
Andrea Ammannati: Ascolta, Ingegnere, se non abbassi il capo, quelli dopo di me saranno più cattivi!
Click.
Mini unpalumpa #1 (agli altri, sussurrando): Aperte virgolette “grande progetto” chiuse le virgolette. Che figo. Come i film.
Mini unpalumpa #2: Aperte virgolette “abbassa il capo” chiuse le virgolette. Sarà yoga. Chakra.
Mini unpalumpa #3: Aperte virgolette “quelli dopo più cattivi” chiuse le virgolette. Come nei videogiochi. Livello boss.
Tarchiani (spalanca la porta): Mini unpalumpa, quello è il codice penale. Non è yoga. Non è un gioco. È minaccia!
Mini unpalumpa #1: Aperte virgolette “codice penale” chiuse le virgolette. Che è? Una serie TV?
Tarchiani: È dove finite voi se continuate a fare i servi sciocchi!
Vengono annunciati il Maresciallo Curradi (onesto) e il Messaggero di Allianz.
Curradi (ai mini unpalumpa): Voi tre chi siete? Cosa fate?
Mini unpalumpa #2: Aperte virgolette “noi nessuno” chiuse le virgolette.
Messaggero di Allianz: Ecco. Servono a questo: ripetere frasi a caso e non capire la gravità della situazione. Così quando il giudice chiede, loro dicono “aperte virgolette boh chiuse le virgolette”.
Curradi: Generalità. Subito. E fuori dalle balle.
ATTO II – NECROLOGIO, TSO E EQUIVOCI
Piazzetta della Sambuca, vicino il ponte. Locandine mortuarie di Tarchiani (non sarà la locale Misericordia a curare le onoranze funebri, ma una ditta privata), affisse nella sponda “sbagliata”. I Mini unpalumpa le incollano con la lingua, letteralmente.
Mini unpalumpa #3: Aperte virgolette “funerale Tarchiani ore 15” chiuse le virgolette. Una grande organizzazione!
Mini unpalumpa #1: Aperte virgolette “non fiori ma opere di bene” chiuse le virgolette. Io porto un bonsai.
Coro (legge): “Il Circolo della Sambuca annuncia la dipartita dell’Ing. Raffaele Tarchiani. I funerali si terranno oggi alle 15. Non fiori ma opere di bene”.
Tarchiani (arriva vivo, con Curradi): Il morto vi licenzia. Tutti.
Curradi: Voi tre avete affisso?
Mini unpalumpa #2: Aperte virgolette “ci hanno detto i bambini sperduti” chiuse le virgolette.
Curradi: E i bambini sperduti chi li manda?
Mini unpalumpa #1: Aperte virgolette “quelli cattivi dopo” chiuse le virgolette.
Curradi (sbotta): Non è un cruciverba. È un’associazione. Voi siete gli scemi utili. Che in Tribunale diventano utili e basta.
Arriva Malacarne (medico corrotto) con Lepori (brigadiere corrotto).
Malacarne: Ingegnere, lei è stressato. Le faccio un bel TSO!
Mini unpalumpa #3: Aperte virgolette “TSO” chiuse le virgolette. Taxi Sanitario Obbligatorio?
Messaggero: Trattamento Sanitario Obbligatorio, mini unpalumpa. Per internare la gente. Avete provato a farlo fuori con la penna.
Lepori: Marescià, son ragazzi…
Curradi: Lepori, e lei è un brigadiere. Se scambia il TSO per un taxi, consegna la divisa insieme ai mini unpalumpa.
In quel momento, Tarchiani barcolla. Si porta una mano al petto. Cade a terra.
Mini unpalumpa #1: Aperte virgolette “è morto?” chiuse le virgolette.
Mini unpalumpa #2: Aperte virgolette “sembra” chiuse le virgolette.
Curradi: Defibrillatore! Subito!
Buio. Boato. Luce rossa. Odore di cherosene e lamiere bruciate. Rumore di lavanderia lontano, come un Acheronte industriale. Tarchiani apre gli occhi. Non è più alla Sambuca. È nell’Ade. Fiamme basse, azzurre.
Tarchiani: Dove sono?
Voce (dalle fiamme): Dove finiscono quelli che sanno troppo e parlano poco. Benvenuto, Raffaele. Anche se non è la tua ora.
Dalle fiamme di cherosene emerge Marcantonio, un uomo di circa 60 anni. Tuta da volo bruciata. In mano ha un registro del depuratore e un pezzo di fusoliera carbonizzata del suo elicottero.
Marcantonio: Io son l’empio Marcantonio, di Tavarnelle, noto per infamia oltre gli inferi. Ho lasciato un corpo morto bruciato ma non è l’unico “rifiuto” che ho lasciato sulla terra. Era un giorno di mezza estate ed ero tanto lontano da casa. No, non ho fatto il bene in vita e ne pago il conto da morto per l’eternità. E tutto mi manca del mondo che non ho più.
Tarchiani: Ti hanno spezzato le ali, faranno lo stesso con me?
Marcantonio: Mi hanno “abbassato il capo”. Definitivamente. Qui brucio in un flusso di cherosene infinito, infinito come ciò che scaricavamo nel depuratore, di notte. Saturo da anni, il depuratore. Ma una professionista finanziava lo stesso. “Basta che girino le fatture”, diceva. E tutta Dannata Croce girava.
Tarchiani: E i bambini sperduti?
Marcantonio (indica giù, più in basso): Sono al piano di sotto. “Aperte virgolette sperduti chiuse le virgolette” perché non sanno più se stanno facendo male o folklore. Li ho mandati io, prima di morire. Per fame. Per paura. Per “grande progetto”.
Tarchiani: Quale progetto?
Marcantonio (ride, amaro): Svuotare Santa Croce dal keu. Riempirla con i tuoi vicini, che lavorano. Poi svuotare la Sambuca e riempirla di Chianti. E in mezzo, noi. Morti, spaventati, comprati. E, in mezzo, gli sperduti depravati. Quelli che toccano i bambini e le bambine. Quelli che spacciano la morte bianca ai figli degli operai. C’è anche lui, sai? Quello che è morto schiacciato. Diceva che comandava la terra. Ora è sommerso in una montagna di cocaina, per contrappasso. La annusa per l’eternità. E non gli basta mai. E c’è anche lei, una donna, che sguazza nei fanghi del depuratore per l’eternità: come un tortellino in un brodo di veleno. E c’è anche colei che, per andare contro il Padre, è finita nel Paese della Depravazione. E io sto qui e sconto, per sempre, i miei peccati. Ma tu devi tornare.
Tarchiani: Perché?
Marcantonio: Perché tu hai detto “basta sguerguenze”. Io ho detto “firmo”. Tu sei ancora in tempo. Io brucio per tutti. Di’ a Baroncelli che il progetto è scritto nel mio registro. Di’ a Curradi che a manomettere l’elica è stato Lepori, zio di Malacarne. Di’ ai mini unpalumpa che “aperte virgolette cattivi dopo chiuse le virgolette” significa “aperte virgolette galera chiuse le virgolette”. E di’ ai bambini sperduti… che possono parlare. Se parlano. Se smettono di incollare morti vivi e di toccare i bambini. Se smettono di vendere polvere ai ragazzi.
Tarchiani: E tu?
Marcantonio (torna nelle fiamme): Io resto. Finché il cherosene non finisce. O finché il depuratore non dice la verità. Torna, Raffaele. E non abbassare il capo. Abbassa loro.
Boato contrario. Luce bianca. L’ingegnere si risveglia sul pavimento del capannone. Accanto a lui Curradi col defibrillatore e il Messaggero di Allianz con la pratica “Decesso Annullato”. I mini unpalumpa sono in un angolo, muti per la prima volta.
Curradi: Ingegnere, è andato. Due minuti secchi. L’abbiamo ripreso.
Tarchiani (si siede. Lentissimo. Poi si alza. La voce è cambiata. Non urla più. Taglia): Non mi avete ripreso. Ho cambiato idea.
Silenzio. Anche la lavanderia sembra zitta.
Tarchiani: Prima avevo paura. Di perdere il capannone, gli operai, la faccia. Ora ho visto Marcantonio nel cherosene. Ho visto Lepori che manometteva le leve. Ho visto dove finite voi se continuate. La paura è finita. È rimasta la contabilità…
Messaggero: Che intende fare?
Tarchiani: Quello che dovevo fare dal primo “abbassa il capo”. Non abbassare il capo. E farvelo abbassare. A tutti. Con le carte, con i nomi, con i morti che parlano.
Si volta verso i mini unpalumpa.
Tarchiani: Voi tre. Da oggi niente più “aperte virgolette chiuse le virgolette”. Da oggi parlate chiaro o tacete per sempre. Avete capito la gravità?
Mini unpalumpa #1 (senza virgolette, tremando): Sì.
Mini unpalumpa #2: Sì.
Mini unpalumpa #3: Sì.
Tarchiani: Bravo. Quando uno cambia idea, poi gli altri capiscono.
Si gira verso Curradi.
Tarchiani: Maresciallo, Lepori ha manomesso le leve. Malacarne mi voleva internare. I bambini sperduti hanno scritto il mio necrologio. Ammanmati mi ha minacciato. Io ho cambiato idea. Voi arrestate.
Curradi: Ingegnere, io arresto. Ma lei è sicuro? Se cambia idea, non si torna indietro.
Tarchiani (prende la locandina mortuaria dal tavolo, la strappa): Io indietro ero morto. Da morto ho cambiato idea. Avanti, c’è solo la Procura.
Squillo. È il Comune.
Segretaria (al telefono): Ingegner Tarchiani, Messaggero, Maresciallo Curradi, il sindaco Baroncelli vi convoca. Ha visto le locandine. Porta anche quelle. E il registro.
Buio. Sipario su ATTO II
ATTO III – IL SINDACO E LA TRADUZIONE PER SCEMI
Sala Giunta Tavarnelle. Baroncelli, Segretario, Tarchiani, Messaggero, Curradi. Sul tavolo: articoli, PEC, trascrizione, locandina, ricetta TSO. In un angolo, i tre Mini unpalumpa con un quaderno: “cose da non capire”.
Baroncelli: Quindi: offerta irrisoria. Telefonata mafiosa. TSO compiacente. Bambini sperduti. Finto funerale. Carabiniere infedele. E tre mini unpalumpa che ripetono tutto dentro “aperte virgolette chiuse le virgolette” perché non capiscono la gravità.
Mini unpalumpa #1 (alza la mano): Aperte virgolette “gravità” chiuse le virgolette. È quando uno cade?
Tarchiani: È quando uno va in galera.
Curradi: E ci va anche chi “non ha capito”. Il dolo eventuale esiste, mini unpalumpa.
Mini unpalumpa #2: Aperte virgolette “dolo eventuale” chiuse le virgolette. Dolce a Natale?
Messaggero: Dolore al portafoglio. E penale. Voi siete la manovalanza che fa da scudo. Ripetete, equivocando, così i grandi dicono “ma loro non avevano capito”.
Baroncelli: Da oggi capite. Vi leggo io la delibera. Parola per parola.
Detta lentamente, guardando i mini unpalumpa.
Baroncelli: Uno: vincolo produttivo 15 anni Sambuca. Traduzione per unpalumpa: aperte virgolette “non vendi ai furbi” chiuse le virgolette. Due: obbligo mantenimento attività 5 anni. Traduzione: aperte virgolette “se c’è ditta, resta ditta” chiuse le virgolette. Tre: atti in Procura per minacce, TSO, necrologi, Lepori, Malacarne. Traduzione: aperte virgolette “galera” chiuse le virgolette. Quattro: tavolo Prefettura su tutti. Traduzione: aperte virgolette “adesso vi guarda lo Stato” chiuse le virgolette. Cinque: i mini unpalumpa, se ricompaiono, vengono segnalati per concorso morale. Traduzione: aperte virgolette “finite male anche voi” chiuse le virgolette.
Mini unpalumpa #3 (finalmente capisce): Aperte virgolette “ah” chiuse le virgolette.
Curradi: Ecco. Prima “ah” utile della vostra vita. Verbalizzato.
Buio. Timbro. La lavacontinua riparte. Sipario.
Coro: Sono parole di un sistema sano o marcio? Com’è possibile che certi metodi siano penetrati nella Toscana che si dice civile? Perché tacciono gli amministratori?
Baroncelli: Il Comune non tace più. Vincola. E traduce per i mini unpalumpa.
Curradi: E l’Arma non archivia più. Indaga. E spiega. Anche agli scemi.
Messaggero di Allianz: E io pago solo i sinistri veri. Le sguerguenze, i TSO, i necrologi e le “aperte virgolette” le porto in Tribunale. Senza interpreti. Auf Wiedersehen!
I tre mini unpalumpa insieme: Ooooh, mini unpalumpa, dum-da-di-dum!
Se non capisci che è grave, poi paghi tu!
Ooooh, mini unpalumpa, dum-da-di-dum!
Il dolo esiste anche per chi fa “cucù”!
Ooooh, mini unpalumpa, dum-da-di-dum!
Se dici no al capo, non sversi più tu!
Ooooh, mini unpalumpa, dum-da-di-dum!
E se non hai parlato prima, parla adesso su!
Poi, escono.
Luce. Solo su Tarchiani, al centro. Tutti gli altri escono, lenti. Restano solo le locandine strappate a terra e il registro di Antonio sul tavolo. Tarchiani le guarda. Poi guarda avanti, oltre la quarta parete.
Tarchiani: Fermi. Prima che cali il sipario, due parole le dico io. Perché i sindaci vincolano, i marescialli arrestano, gli assicuratori non pagano. Ma il marcio non lo ferma una carta. Lo ferma uno che si alza e dice basta.
Pausa.
Tarchiani: Io sono morto sì, ma solo per due minuti. Sono finito dove si brucia a cherosene. Ho visto Marcantonio, che una volta si era salvato e quella volta no perché avevano manomesso una leva. Sapete cosa mi ha detto? Che brucia perché ha taciuto. Perché ha firmato. Perché ha lasciato che i bambini sperduti facessero il lavoro sporco al posto suo. E mi ha parlato dei depravati. Di quelli che mettono le mani sui bambini. Di quelli che vendono la cocaina ai figli degli operai. Mi ha detto di uno morto schiacciato che ora è sommerso nella polvere bianca, e non gli basta mai. Contrappasso.
Fa un passo avanti.
Tarchiani: Il male è “Abbassa il capo” per un “grande progetto” oppure “dopo vengono i cattivi”. “Firma e non se ne parla più”. Il male è un TSO usato come taxi. È un necrologio per un vivo. È una leva manomessa. È un mini unpalumpa che dice “aperte virgolette boh chiuse le virgolette” e va a dormire tranquillo. Il male è chi tocca un bambino. È chi spaccia morte ai ragazzi. Il male campa perché i disonesti si organizzano e gli onesti stanno zitti.
Pausa. Raccoglie il registro.
Tarchiani: Allora adesso parlo a chi sa e ha fatto. A chi ha portato un pizzino. A chi ha girato una fattura finta. A chi ha visto il depuratore saturo e ha detto “non mi riguarda”. A chi ha sentito “abbassa il capo” e lo ha abbassato. A chi ha visto e ha taciuto sugli abusi, edilizi e non solo. A chi ha visto la polvere girare e ha fatto finta di niente. Parlate. Ora. Non quando bussano i finanzieri. Non quando cade un elicottero. Ora. Venite a dire i nomi, le date, i conti. Da Curradi. Da Baroncelli. Da me. I morti hanno già pagato. I vivi possono ancora scegliere.
Batte una mano sul registro.
Tarchiani: Io combatto il male e i disonesti. Con questo. Con i fatti. Con Marcantonio che mi guarda dal cherosene. Non vi chiedo di fare gli eroi. Vi chiedo di fare il vostro. Di non vendervi per due talleri. Di non internare chi vi dà fastidio. Di non ammazzare la gente sulla carta. Di non toccare i bambini. Di non vendere polvere ai ragazzi. Vi chiedo di crederci scusa. Di credere che Sambuca non è una buca. Che Tavarnelle non è una discarica. Che si può dire no. Che si deve dire no. Anche se ti hanno scritto il necrologio. Anche se ti hanno detto che sei solo.
Buio. Silenzio. Solo la lavacontinua, lontana. Sipario.
++ FINE ++
In copertina: Wikimedia Commons

