Una città di anziani ma che degli anziani non si prende cura. Crollano gli introiti da B&B e nemmeno gli studentati rendono. I toscani, intanto, se ne vanno. La Firenze sui giornali di martedì 21 aprile

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Anche i cavalli di battaglia del funarismo dominante iniziano a tradire: la crisi interna, combinandosi con la situazione internazionale, fa sentire i suoi effetti e così il settore turistico vede crollare le prenotazioni negli affitti brevi, anche di fascia medio-alta, che registrano cali dal 60% all’80% rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso: la tregua tra Stati Uniti e Iran aveva fatto sperare turisti e affittuari per le vacanze di Pasqua, ma il fallimento dei negoziati e la riattivazione del blocco dello Stretto di Hormuz ha fatto tornare tutto come prima. Problematica la situazione anche per gli albergatori, che tuttavia, asserisce Federalberghi, hanno retto «grazie ai last minute» e al «turismo interno ed europeo». Tale la sintesi offerta da La Repubblica Firenze, Corriere Fiorentino, La Nazione Firenze e Il Tirreno Firenze, condita, sulla terza, da varie testimonianze relativamente ai furti nei ristoranti del centro storico, che non possono non omettere il particolare che i borseggiatori «sono sempre gli stessi, li conoscono tutti» perché «polizia e carabinieri li prendono e li rimettono fuori». Probabilmente la stessa sorte toccherà al 17enne tunisino arrestato al CAS dell’Osmannoro con tre coltelli, 26 grammi di cocaina e un bilancino di precisione, tra le altre cose: ne ha parlato, molto più brevemente, anche il Corriere Fiorentino, che insieme al Tirreno Firenze ha dato notizia anche di un 23enne suo connazionale che è stato accoltellato alla fermata tranviaria Strozzi-Fallaci davanti alla Fortezza da Basso. Comunque sia, sempre continuando a sfogliare il primo, notiamo che neanche gli studentati sopperiscono al decadimento dell’economia fiorentina, con appena 300.000€ di incassi in quattro anni, anzi, per l’esattezza 311.000, lo 0.11% del gettito annuo, e ci sono volute due interrogazioni da parte dei consiglieri Palagi (Sinistra Progetto Comune) e Sirello (Fratelli d’Italia) affinché l’assessore Biti “sputasse il rospo”. Ora si chiedono maggiori indagini perché, chiaramente, i conti non tornano. E mentre il Comune si è messo a litigare, perdendo, con la GEST per un albero caduto sulla tranvia (apprendiamo da La Nazione Firenze, evidentemente l’azienda non ha creduto al Summer Branch Drop), i soldi vengono a mancare anche agli anziani: da un rapporto congiunto di CGIL e Caritas rilanciato da La Repubblica Firenze, Corriere Fiorentino, La Nazione Firenze e Il Tirreno Firenze, emerge che «il 10% dei pensionati non ha soldi per il cibo», «il 60% deve rinunciare a spese come auto o riscaldamento», «un anziano su due vive in povertà» e «solo tre su dieci si trovano sopra la soglia di benessere», mentre «il 27% rinuncia alle cure per costi e attese», anche perché «oltre il 76% di chi vive solo percepisce meno di 800 euro al mese». Numeri ancor più inquietanti se si tiene conto del fatto che «i pensionati, di ogni tipo, rappresentano quasi un terzo di tutta la Metrocittà». Sulla prima delle testate sopramenzionate veniamo altresì a conoscenza del racconto di una dipendente della Regione che, con un figlio disabile e recentemente separatasi, non riesce più a permettersi la residenza a Firenze ma, con soli 1.550€ al mese di stipendio, non viene «considerata povera». Sulla seconda, invece, dalla SPI CGIL raccontano che sempre di più sono le persone, soprattutto appunto anziani, che si rivolgono ai suoi sportelli d’aiuto anche per i figli e quindi per il conseguente carico sociale, o che direttamente vanno alla Caritas appena sorge un piccolo imprevisto, come la rottura di una caldaia, perché la pensione a quel punto non basta più per tutto il resto. Fioccano intanto salatissime multe, fino a 10.000€ raggranellati in tre mesi e 60.000 previsti per tutto il 2026 a quanto leggiamo su La Nazione Firenze, per la «guerra al rumore» contro «movida, cantieri e aziende», comico perché soprattutto i secondi voluti dallo stesso Comune che ora esige il silenzio. Il problema è che proprio quelli sono tornati a bloccare via dell’Agnolo («chiusa, anzi no»: emblematica l’ironia nel titolo del Corriere Fiorentino), immergendola nel «caos sui viali, tra code e furbetti», in realtà e con ogni probabilità semplicemente persone esasperate dalle follie di Giorgio che non sanno come raggiungere la via e spostano le barriere anche per evitare improbabili «viabilità alternative». E se l’ex assessore Cioni, ricordando il suo passato in cui sgominò il racket dei lavavetri, esorta la Funaro ad avere «più coraggio» in tema di sicurezza, ritenuta vivaddio «necessaria», tanti toscani si sono definitivamente stufati e, riproponendosi le dinamiche del Sud Italia, il 43% dei laureati in «professioni digitali» (Il Tirreno) si trasferisce al nord, specialmente in Lombardia, o all’estero. Per dirla col compianto Luciano De Crescenzo: «Si è sempre meridionali di qualcuno». (JCM)

 

In copertina: Copyright Fotocronache Germogli