Domenica scorsa, al bar del circolo Arci di Quarrata, era prevista la presentazione del libro “Cultura Sovranista” di Antonello Cresti
Un evento annunciato e organizzato da tempo, cancellato però all’ultimo momento senza una motivazione credibile. Antonello Cresti, critico musicale, musicologo e saggista fiorentino, è autore di numerosi volumi e attualmente sta portando in tutta Italia il suo ultimo lavoro, suscitando attenzione e dibattito. Cultura Sovranista è un testo che sfida apertamente l’egemonia culturale dominante, mettendo in discussione neoliberismo, tecnocrazia e conformismo. Un libro che, al di là delle opinioni che si possano avere, propone una visione strutturata e radicale del presente.
Eppure, proprio questo confronto è stato negato. L’evento, organizzato dalla sezione pistoiese di Democrazia Sovrana Popolare — il partito guidato da Marco Rizzo e Francesco Toscano a cui appartiene anche Cresti — è stato annullato unilateralmente dal circolo Arci quando ormai era già stato confermato e pubblicizzato. Non problemi logistici. Non assenza di pubblico. Ma una scelta politica.
Il titolo dell’incontro era tanto semplice quanto provocatorio: “Chi ha paura del sovranismo?” La risposta, a questo punto, appare evidente: qualcuno ha paura eccome. E ce l’ha al punto da impedire non solo la presentazione di un libro, ma qualsiasi forma di discussione pubblica.
Questo episodio non è solo discutibile: è grave. Molto più grave di quanto si voglia far credere. Quando si decide di silenziare un autore perché “scomodo”, si supera una linea pericolosa. Non si tratta più di dissenso, ma di censura. Impedire la presentazione di un libro significa colpire la libertà di espressione. Non si mette a tacere solo un autore, ma un’idea, un confronto, un diritto fondamentale. E che tutto questo avvenga in un circolo — storicamente luogo di dibattito e pluralismo — rende la vicenda ancora più inquietante. Il sospetto che la decisione sia arrivata “dall’alto”, in un contesto politico ben preciso come quello della sinistra toscana, non solo è legittimo: è difficile da ignorare. Alla fine resta una domanda, tanto semplice quanto scomoda: chi ha davvero paura di Antonello Cresti?

