Sinistra Progetto Comune denuncia: decisioni su soldi, rischi e ambiente prese fuori dal Consiglio
Il Ponte Giovanni da Verrazzano è al centro di un dibattito rovente che va ben oltre la tecnica e i controlli strutturali. Sinistra Progetto Comune, con Dmitrij Palagi, Lorenzo Palandri e Lorenzo Fantoni, mette sotto la lente due novità emerse dagli atti comunali che non sono ancora entrate nel dibattito pubblico.
Il primo nodo riguarda la spesa di 240.567 euro per la bonifica da ordigni bellici sulla Linea 3.2.1 approvata il 6 marzo: “imprevista ma non imprevedibile”, “ascrivibile ad omissione in fase di progettazione”, un quarto di milione di euro che il Comune stesso ammette si sarebbe potuto evitare, sollevando interrogativi politici e di responsabilità: quali misure organizative sono state adottate per evitare altre omissioni analoghe e chi risponderà?
Il secondo nodo è il ritardo nel deposito del progetto esecutivo degli interventi strutturali: diciassette mesi di rinvii, con la delibera 505 del novembre 2024 e la determina 5838 dell’agosto 2025, pressioni sul concessionario Tram di Firenze S.p.A., fino all’accordo del 2 febbraio 2026 e alla successiva VAL4 di marzo. Intanto cantieri sono stati aperti, alberi adulti abbattuti in area vincolata e varianti paesaggistiche approvate su un ponte non ancora valutato strutturalmente.
Sinistra Progetto Comune denuncia anche la mancanza di trasparenza sulla governance: il settimo atto aggiuntivo della Convenzione di Concessione stipulato il 15 maggio 2024 regola rapporti economici e rischi con Tram di Firenze S.p.A., ma non è mai stato discusso in Consiglio. “Il Ponte Giovanni da Verrazzano non è un problema tecnico da cui tenere alla larga la politica: è un nodo di trasparenza — perché si è arrivati a una Valutazione di Livello 4 solo dopo diciassette mesi di rinvii —, un nodo di giustizia climatica — perché ogni scenario di intervento tocca alberi adulti in area vincolata e una mobilità dolce che sull’asse dei lungarni è già stata sacrificata —, e un nodo di controllo democratico — perché un’opera PNRR da oltre 300 milioni non può essere governata a colpi di determine dirigenziali senza che il Consiglio, i Quartieri e la cittadinanza abbiano modo di conoscere e discutere.” La richiesta è chiara: depositare tutta la documentazione in Commissione Urbanistica e Mobilità in seduta congiunta e convocare assemblee pubbliche nei Quartieri 2 e 3 prima di qualsiasi decisione ulteriore. “Anche perché in Città circola voce che dai cantieri si dia già per probabile l’ipotesi di demolizione. La cittadinanza di Gavinana, Bellariva, San Niccolò, Campo di Marte e San Salvi ha diritto di sapere e di contare, non di apprendere le cose dai giornali.”
