Dal confronto tra comitati e Commissione 8 emerge un progetto strutturato che punta su ascolto e trasparenza
Ieri in Commissione 8 si è svolta un’audizione che ha riunito 16 comitati e associazioni firmatarie della proposta di istituzione del servizio di “Vigile di Quartiere” nel Quartiere 1, un confronto definito dal capogruppo M5S Lorenzo Masi come “un momento significativo che riporta al centro del dibattito il tema della sicurezza urbana e, soprattutto, il rapporto tra cittadini e istituzioni”. La proposta presentata dai comitati non si limita a chiedere maggiori controlli, ma rappresenta un modello articolato “che mette al centro prevenzione, presenza e partecipazione. È una proposta che condividiamo pienamente e che, tra l’altro, era già al centro del nostro programma elettorale, dove parlavamo chiaramente della reintroduzione dei vigili di quartiere”.
Durante l’incontro, i rappresentanti territoriali hanno illustrato un progetto di polizia di prossimità fondato su una presenza stabile della Polizia Locale nei rioni, un rapporto diretto con i cittadini e strumenti concreti per raccogliere e gestire le segnalazioni, con l’obiettivo di evitare che restino senza risposta. “Il tema della sicurezza – ha proseguito Masi – non può essere affrontato solo quando le criticità esplodono. Serve una presenza quotidiana sul territorio, capace di ascoltare, intercettare i problemi e ricostruire un rapporto di fiducia oggi sempre più fragile.”
Tra le proposte emerse, particolare rilievo ha avuto l’introduzione di sistemi digitali che permettano ai cittadini di seguire l’iter delle proprie segnalazioni, aumentando trasparenza ed efficacia dell’azione amministrativa: “Superare il modello della segnalazione che resta senza risposta è fondamentale. I cittadini devono sapere cosa succede dopo aver segnalato un problema e in quali tempi verrà affrontato.” L’audizione ha inoltre sottolineato la necessità di un coinvolgimento attivo delle realtà territoriali, promuovendo una collaborazione stabile tra istituzioni, comitati e tessuto sociale. Concludendo, Masi ha richiamato l’attenzione sulle prossime fasi: “Ora spetta all’amministrazione valutare seriamente questa proposta e aprire una fase di sperimentazione, a partire proprio dai rioni del Quartiere 1. La sicurezza non è solo controllo, ma presenza, ascolto e fiducia.”
