Cittadini e commercianti di San Iacopino sul piede di guerra contro la nuova pista ciclabile in via Doni

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Dibattito acceso al Circolo Pescetti: la pista ciclabile in via Doni tra critiche, proposte alternative e preoccupazioni per i soccorsi

 

Oltre due ore di dibattito acceso, circa 80 persone presenti, forti critiche al progetto e un invito al confronto che finora è rimasto inascoltato. È questo il bilancio dell’incontro pubblico organizzato giovedì 23 aprile al Circolo Pescetti di via Bellini, nel quartiere San Iacopino, dal Comitato Cittadini Attivi San Iacopino guidato da Simone Gianfaldoni. La serata, moderata dalla nostra giornalista Nadia Fondelli, ha visto la partecipazione di rappresentanti delle forze dell’ordine (Avv. Luigi D’Angelo, ex comandante dei Carabinieri; Dott. Francesco Pasciuto del SILF-GDF; Tiziano Morelli dell’OSA-Polizia di Stato), della psicologa D.ssa Maria Letizia Magnelli, e di numerosi comitati e associazioni tra cui Aria Nuova per Firenze, Abusivismo e Degrado Firenze, Ribella Firenze, Il Mondo che Vorrei e Osservatorio Circondaria.
Presenti anche esponenti politici: Simone Sollazzo (Consigliere Q2 – Fratelli d’Italia), Salvatore Gurrieri (Consigliere Q1 – Azione) e Federico Bussolin (Segretario Provinciale Lega Firenze). Tra il pubblico, Zeno Bargelli, vicepresidente di FIAB Firenze Ciclabile.

Il nodo centrale: la pista ciclabile in via Doni
Al centro della discussione il progetto di pista ciclabile che collegherà quella esistente in via Toselli con quella di viale Redi, attraversando via Doni. L’intervento rientra nel Piano Integrato di Attività e Organizzazione (PIAO) – Fase 4, con approvazione del PFTE (Progetto di Fattibilità Tecnico Economica) prevista tra gennaio e giugno 2026, a cura dell’ing. Stefano Longinotti (Responsabile del Servizio Programmazione Mobilità e Piste Ciclabili) e finanziato con risorse PN Metro Plus 21-27. Il progetto prevede: Una ciclabile bidirezionale di circa 2 metri di larghezza; Restringimento del marciapiede; Realizzazione di un cordolo di separazione e piantumazione di nuove alberature; Eliminazione dei parcheggi in via Doni (con recupero “a spina di pesce” su via Maragliano, che comporterebbe un ulteriore restringimento della carreggiata per le auto). Luca Bordoni, portavoce di circa 50 commercianti del “Centro Commerciale Naturale” di via Doni – uno dei pochi ancora vitali del quartiere, con iniziative di negozi aperti, mercati e strade chiuse – ha lamentato la mancanza di un reale confronto dopo una prima fase di consultazione con l’Assessore alla Mobilità. I commercianti si dicono fortemente contrari alla perdita di posti auto e propongono come alternativa via Bellini, meno commerciale e già destinata a collegarsi con la ciclabile di viale Redi.

Le criticità emerse: sicurezza, soccorso e viabilità
La preoccupazione più forte espressa dai cittadini riguarda la sicurezza stradale e soprattutto il passaggio dei mezzi di soccorso. Via Doni rappresenta una delle direttrici principali verso l’ospedale di Careggi: l’aggiunta di un’ulteriore pista ciclabile rischierebbe di creare un nuovo “collo di bottiglia”, aggravando le difficoltà già presenti in via Toselli. Su questo punto è intervenuto con forza Tiziano Morelli (OSA – Polizia di Stato), sottolineando la necessità di coinvolgere le Forze dell’Ordine e i Vigili del Fuoco fin dalla fase di progettazione di ogni modifica alla viabilità. I rappresentanti delle forze dell’ordine hanno ribadito di essere “dalla parte dei cittadini” e hanno criticato le limitazioni investigative introdotte dalla legge Vassalli del 1989 e dal passaggio al sistema accusatorio. Zeno Bargelli (FIAB) ha illustrato le ragioni dei ciclisti – percorsi sicuri soprattutto per famiglie e bambini – e ricordato che l’associazione ha proposto il tracciato al Comune, che lo ha poi valutato fattibile. Il suo intervento ha però scatenato numerose critiche per una visione ritenuta “unilaterale” e non sufficientemente attenta alle esigenze complessive del quartiere. Molti cittadini hanno contestato non tanto FIAB quanto la mancata partecipazione del Comune nelle scelte definitive. Le proposte politiche e l’appello all’unità I consiglieri presenti hanno illustrato possibili azioni concrete: dalla raccolta di 100 firme per convocare un Consiglio di Quartiere straordinario fino, in extrema ratio, a un ricorso al TAR. Salvatore Gurrieri (Q1), pur essendo in maggioranza, si è detto disponibile a portare le istanze dei cittadini in consiglio di quartiere. Alberto Martini di Aria Nuova per Firenze ha invitato tutti a lasciare da parte le ideologie politiche: «Su temi come la sicurezza e la mobilità serve una visione oggettiva, non ideologica. Troppi cittadini hanno remore a manifestare il proprio dissenso».La psicologa Maria Letizia Magnelli ha sottolineato l’importanza dei comitati come momenti di aggregazione e ascolto, idea ripresa da Francesca Marrazza di Ribella Firenze, che ha proposto di integrare in questi percorsi anche donne e ragazzi di etnie diverse per favorire integrazione.

Simone Gianfaldoni ha ricordato che l’invito al confronto è stato esteso anche al Presidente del Q1 e all’Assessore alla Mobilità, che però non hanno risposto. «Non vogliono il confronto», ha detto, rinnovando l’impegno del Comitato a dare voce ai residenti su tutte le criticità croniche del quartiere, dalla sicurezza al degrado. La serata si è conclusa con la promessa di un nuovo incontro nel mese di giugno per continuare il lavoro di coinvolgimento dei cittadini avviato da anni. Un dibattito che conferma come, nel quartiere San Iacopino, la questione della mobilità non sia solo tecnica, ma profondamente legata alla vivibilità quotidiana, alla sicurezza e al futuro commerciale di una delle zone storiche di Firenze. I cittadini chiedono ora ascolto reale prima che il progetto entri nella fase esecutiva.