“Firenze Antifascista” a scuola: dibattito sul fascismo o lista di proscrizione? L’assemblea trasformata in tribunale politico
Quello che doveva essere un momento di riflessione sulla Liberazione è diventato, secondo le denunce di studenti e politici, un atto di schedatura pubblica contro gli attivisti di destra. Un episodio che interroga profondamente il ruolo della scuola come spazio di confronto libero e sicuro. La scuola dovrebbe essere il luogo del dubbio, del dialogo e, soprattutto, della sicurezza per ogni studente, a prescindere dal colore politico.
Eppure, quanto accaduto ieri mattina al Teatro Aurora di Scandicci durante l’assemblea dell’Istituto Machiavelli-Capponi sembra aver preso una deriva opposta, trasformando un momento di approfondimento storico sul 25 Aprile in quello che molti hanno definito un vero e proprio “tribunale politico”. Al centro della polemica c’è la partecipazione di “Firenze Antifascista”, sigla dell’area antagonista invitata a parlare agli studenti in orario didattico.
Secondo quanto riportato in una nota congiunta dagli esponenti di Fratelli d’Italia (tra cui Francesco Torselli, Alessandro Draghi, Francesco Michelotti, Jacopo Cellai, Claudio Gemelli, Simone Sollazzo) e dai rappresentanti di Azione Studentesca, l’intervento non si sarebbe limitato alla cronaca storica. Sullo schermo del teatro sarebbero infatti scorse immagini che poco hanno a che fare con la didattica: foto di attivisti della destra fiorentina, indirizzi di sedi politiche come Casaggì e dettagliati identikit. Un’esposizione pubblica che ha assunto i contorni di una “lista di proscrizione” d’altri tempi, condita da riferimenti a fatti di cronaca recenti — come gli scontri del Liceo Michelangiolo — omettendo però di citare il recente proscioglimento degli studenti coinvolti.
L’aspetto più umano e preoccupante della vicenda riguarda però ciò che è accaduto tra le poltrone del teatro. Secondo alcune testimonianze, dopo che l’attenzione è stata focalizzata sull’identificazione degli attivisti di destra, un giovane militante di Azione Studentesca presente in aula sarebbe stato individuato, accerchiato e minacciato da alcuni collettivi. È qui che la politica cede il passo alla responsabilità educativa. Non si tratta di difendere una parte politica, ma di tutelare il diritto di ogni ragazzo a frequentare un’assemblea senza il timore di diventare un bersaglio.
“È inaudito che in una scuola pubblica si diffonda platealmente odio politico, dando la parola a organizzazioni che operano all’insegna dell’illegalità,” dichiarano gli esponenti di FdI, annunciando azioni legali e segnalazioni al Provveditorato. Dall’altra parte, la sigla Firenze Antifascista liquida la mattinata con toni trionfali sui social, parlando di “dibattiti fruttuosi e interessanti” sul senso del fascismo oggi e rilanciando l’appuntamento per il corteo del 25 Aprile.
Il rischio, quando la scuola abdica al suo ruolo di arbitro neutrale e formatore, è quello di trasformare le aule in centri sociali o, peggio, in arene di scontro ideologico che ricordano gli anni più bui della nostra storia recente. La lotta politica non può e non deve mai passare attraverso la delazione o l’esposizione pubblica del “nemico”, specialmente se a farlo è un’organizzazione ospitata da un istituto statale. Solidarietà va dunque a quegli studenti che oggi sono tornati a casa con il peso di un’aggressione verbale o psicologica, e a chiunque creda che l’antifascismo debba essere un valore di libertà e non un pretesto per liste di proscrizione che nulla hanno a che vedere con la democrazia.
