Un focus sull’attuale soprintendente Ranaldi e su una Soprintendenza ancora troppo arrendevole rispetto alle grandi speculazioni
Gli avvisi di garanzia che a cadenza regolare hanno preso a piovere sulle teste dei funzionari dell’ufficio urbanistica del Comune a proposito dello scempio del cubo nero (1) non possono non attirare l’attenzione sul ruolo della Soprintendenza a proposito di questo e affari analoghi, che attualmente dominano le cronache cittadine.
Evidente è il collegamento, non solo operativo ma anche ideologico a tutti gli effetti, con le giunte Nardella-Funaro in Comune e Giani in Regione: difficile spiegare altrimenti come sia stata proprio la soprintendente Ranaldi a ritirare fuori la già da tempo archiviata proposta funariana dell’«isola galleggiante sull’Arno», definita non solo «interessante» ma addirittura «fattibile» (2). Come, naturalmente, si è ben guardata dal dirlo, preferendo riversare una dose non indifferente di gratuita protervia sulle opposizioni, etichettate come «ipercritici» intenti in una «polemica sterile» anche a proposito dei rifacimenti delle spalline sul Lungarno Acciaiuoli, nella quale ha esplicitamente preso le parti di Giani (3). Completamente diverso, invece, l’atteggiamento manifestato nei riguardi di altri progetti ideati dall’amministrazione comunale, come ad esempio tramvia, pensiline e cantieri vari.
Particolare risalto si è guadagnata, infatti, con la questione del cantiere in piazza Beccaria e il ritrovamento dei resti delle mura arnolfiane: inizialmente bloccati i lavori proprio per questa ragione, nel sacrosanto scrupolo morale all’idea di distruggere anche quelle, proprio lei è intervenuta autorizzandone la rimozione per il supremo interesse del profitto e una mal concepita idea di “modernità” e “modernizzazione” della città (4). L’appoggio da ella dato alle «pensiline verdi» per la tranvia ne è un eloquente esempio (5).
Non potrebbe tuttavia essere diversamente, vista la vicinanza anche pubblica dimostrata agli alti papaveri della giunta Funaro: dal concerto di Claudio Baglioni (altro sostenitore del PD, per la cronaca) al Performing Arts Research Centre nel Piazzale delle Cascine appena una decina di giorni fa (6) al relativamente meno recente evento dedicato alla conclusione del restauro di Palazzo Medici Riccardi un mese fa (7), Antonella Ranaldi non ha avuto remora alcuna nel farsi vedere insieme alla sindachessa e alla sua vice, Paola Galgani, in quelli che a tutti gli effetti erano eventi istituzionali, togliendo in tal modo ogni dubbio sulla sua totale assenza di imparzialità e oggettività e dando a intendere una vera e propria amicizia consolidata coi vertici del PD cittadino e dell’amministrazione comunale. Alle speculazioni di ogni tipo le porte della Soprintendenza sono sempre aperte.
Ma tale “benevolenza” è priva di limiti in ogni caso? Certamente no.
Senza un nome o una carica blasonata, la Soprintendenza ranaldiana non perderebbe occasione di vessare piccoli proprietari e singoli cittadini comuni per ogni minima idea di restauro o lavoro domestico. Proprio mentre si concludevano i lavori di Palazzo Medici Riccardi, infatti, l’Unione Piccoli Proprietari Italiani, riunitasi in convegno a Roma, ha attaccato frontalmente le politiche abitative dell’assessore Vicini e del «controverso regolamento cittadino sugli affitti turistici», criticando la continua vessazione della categoria da essa rappresentata tramite «norme confuse e antiquate» (8) che rendono ogni piccolo restauro un calvario burocratico.
Difficile non scorgere, e conseguentemente denunciare, il totale allineamento della Soprintendenza con l’amministrazione Funaro, verso la quale si è impegnata in un’opera di difesa sistemica e sistematica. Resta da valutare l’entità del conflitto d’interessi e dell’indegnità morale di Antonella Ranaldi nell’occupazione di una carica tanto rilevante e significativa in una città che sull’arte e sul bello ha imperniato da sempre la sua fama mondiale.
L’amministrazione comunale, da parte sua, è tutta presa dal «cilindrone» di Iliad davanti al Duomo, di cui noi di LFCV abbiamo parlato subito già l’anno scorso mentre la soprintendente Rinaldi pare essersi accorta solo ora della sua esistenza, fingendo stupore e domandandosi se fosse uno «scherzo». Con un pizzico di malizia verrebbe da dire che lo scherzo vero è che costei si trovi ancora al suo posto, dal momento che ella stessa ha ammesso che «L’autorizzazione paesaggistica del Comune è di luglio 2022. La Soprintendenza non si è espressa» e l’antenna fu quindi montata a gennaio 2023, coi pareri favorevoli di Arpat e della Commissione Paesaggio (9). La Soprintendenza dov’era? Se davvero, e non ironicamente, ha pensato a uno scherzo, la dimostrazione di serietà è tale che per rimediare a tale svista, così motivata, le dimissioni sarebbero il minimo.
NOTE
(1) https://insideart.eu/2026/02/12/firenze-il-cubo-nero-finisce-in-procura-dieci-indagati/
(2) https://www.firenzedintorni.it/it/articolo/37252/aggiornata-lidea-del-soprintendente-ranaldi-mi-piacerebbe-unisola-temporanea-sullarno-lidea-forse-non-e-matura-gli-ipercritici-fiorentini-la-stroncherebbero.html
(3) https://www.firenzetoday.it/cronaca/spalletta-arno-soprintendente-difende-lavori.html
(4) https://lafirenzechevorrei.it/piazza-beccaria-la-soprintendenza-prona-alla-cura-del-ferro-via-i-reperti-e-si-al-tubone/
(5) https://firenze.repubblica.it/cronaca/2024/10/09/news/firenze_soprintendenza_tramvia_pensiline_comunale_asfalto-423544124/
(6) https://www.comune.firenze.it/novita/area-stampa/comunicati-stampa/claudio-baglioni-al-parc-di-firenze-larmonia-tra-musica-e-arte
(7) https://www.firenzetoday.it/cronaca/completato-restauro-palazzo-medici-riccardi.html
(8) https://uppi.it/comunicato-stampa-la-casa-e-un-valore-anche-emotivo-non-va-colpita/
(9) https://corrierefiorentino.corriere.it/notizie/cronaca/26_aprile_23/a-firenze-c-e-un-cilindrone-bianco-che-oscura-il-duomo-la-soprintendenza-ma-e-uno-scherzo-72054ae3-0507-4551-baf1-ad2bc35adxlk.shtml
