Masi M5S. “Sicurezza sui mezzi pubblici: servono numeri chiari e risposte concrete

GERMOGLI PH: 3 GIUGNO 2024 FIRENZE CHIESA BASILICA DI SANTO SPIRITO DIBATTITO FRA I CANDIDATI SINDACO SULLA SICUREZZA DEL QUARTIERE NELLA FOTO LORENZO MASI

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Dopo l’ennesimo nuovo brutto episodio di un aggressione su un mezzo pubblico il capogruppo del M5S chiede in consiglio comunale una risposta concreta sui controlli

Diamo dei numeri: quante unità sono oggi effettivamente impiegate nei controlli sui mezzi pubblici?” . Con queste parole il capogruppo del M5S Lorenzo Masi è intervenuto in consiglio comunale dopo la risposta dell’assessore Giorgio alla domanda di attualità sulla sicurezza del trasporto pubblico locale. Il tema, ahimé è tornato al centro del dibattito dopo l’ennesimo grave episodio di violenza avvenuto sul bus della linea 37, dove una giovane autista è stata aggredita verbalmente e fisicamente, fino a rendersi necessario il ricovero ospedaliero.
Un fatto che conferma un quadro già segnalato dalle organizzazioni sindacali, che denunciano la mancata piena applicazione del Protocollo per la sicurezza del TPL sottoscritto in Prefettura. “La risposta dell’assessore contiene elementi condivisibili, a partire dalla condanna di questi episodi – prosegue Masi – ma resta un nodo centrale: l’assenza di dati. Senza numeri chiari sull’impiego della Polizia Municipale e sulle attività di controllo, non è possibile valutare l’efficacia delle misure messe in campo.” Secondo il capogruppo, la questione non è solo di principio, ma di metodo. “Se le risorse sono limitate, allora è evidente che serve un intervento a livello nazionale per rafforzare i presidi di sicurezza. Se invece le risorse ci sono, bisogna capire perché non producono risultati. In entrambi i casi, la trasparenza è il punto di partenza.” Masi richiama inoltre le criticità strutturali già evidenziate: cabine guida non adeguatamente protette, assenza di strumenti di tutela per gli operatori e una percezione di insicurezza crescente sia tra i lavoratori che tra i cittadini. “La sicurezza sui mezzi pubblici non può essere affidata solo a progetti sperimentali o alla buona volontà degli operatori. Serve un cambio di passo: applicazione piena del protocollo, monitoraggio costante e un quadro chiaro delle risorse realmente impiegate.”