La Firenze Che Vorrei è stato l’unico media ad aver raccontato quanto accaduto ieri in Consiglio Comunale, dove il centrodestra compatto ha chiesto le dimissioni del presidente del Q5 Ferraro
Stamani, aprendo i quotidiani locali, l’offerta della Fiorentina per lo stadio Artemio Franchi monopolizza le prime pagine e le cronache cittadine: analisi dettagliate, cifre, rendering e scenari futuri occupano colonne su colonne.
Sull’accaduto di ieri in Consiglio Comunale, invece, è calato un silenzio chirurgico e assordante. Eppure, a Palazzo Vecchio l’atmosfera era tutt’altro che tranquilla: battibecchi nervosi, accuse reciproche sussurrate fuori dai microfoni e l’intera opposizione rimasta in piedi per protesta hanno reso la tensione palpabile. Per la grande stampa fiorentina, però, a Palazzo Vecchio non è successo nulla di rilevante.
È curioso – e preoccupante – come certe notizie fatichino a trovare spazio. Sembra non sia “notiziabile” che tutto il centrodestra, in modo compatto, abbia chiesto a gran voce le dimissioni del Presidente del Quartiere 5, Filippo Ferraro (PD). Le motivazioni? Dichiarazioni gravi in cui si parlava di controlli amministrativi “mirati” per ragioni politiche e di inquietanti “appuntamenti serali” per farsi giustizia da soli, aggirando le vie istituzionali.
Forse è troppo scomodo ricordare le frasi shock pronunciate dallo stesso Ferraro nelle scorse settimane: dal suggerimento di “tirare una testata” a un ascoltatore radiofonico, fino all’idea che la macchina amministrativa possa essere utilizzata a discrezione contro chi non la pensa come la maggioranza.
È la seconda volta in pochi giorni che un sipario cala con velocità imbarazzante su episodi che meriterebbero ben altra attenzione. Evidentemente a qualcuno fa comodo che i fiorentini dimentichino in fretta. Meglio voltare pagina, non disturbare il manovratore e fingere che l’“ottimo presidente” (come l’ha definito la Sindaca Sara Funaro) non abbia mai pronunciato parole intrise di un livore che pensavamo appartenesse al passato.
Tranquilli: la memoria corta è un difetto di pochi. In attesa della prossima esternazione di Ferraro, godiamoci questo silenzio assordante. In fondo, se non esce sui giornali, è come se non fosse mai successo. Giusto?
