La giungla urbana che non piace al pasionario Pierguidi (Q2)

Un frame del video in cui Pierguidi taglia l'erba

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Prima l’erba a Villa Arrivabene, poi la panchina mancata e infine la “giungla”: Pierguidi contro l’assessorato all’ambiente

 

Che il pasionario Michele Pierguidi sia spesso il peggior nemico della sua stessa amministrazione è ormai un dato di fatto. Chi conosce l’irruento, focoso ma decisamente diretto presidente del Quartiere 2 non ha dubbi.

Dalla contestazione al suo sindaco di allora, Nardella, quando si parlava di spostare lo stadio, fino alla recente sfuriata sull’attesa del bus serale mai arrivato, gli esempi non mancano. Ma questa volta il bersaglio è uno solo, ben preciso: chi si occupa del verde. Verrebbe da dire: citofonare alla vicesindaca Galgani. Ma forse Pierguidi lo ha già fatto senza ottenere risposta, a giudicare dalle sue recenti performance social, che raccontano molto più di un isolato episodio di “opposizione interna”.

Veniamo ai fatti. La primavera, si sa, è la stagione in cui la natura esplode in tutta la sua bellezza e, se il meteo alterna giornate di sole ad improvvisi acquazzoni come in questo periodo, il verde cresce in modo rigoglioso. In ogni comunità, un’amministrazione attenta al ciclo delle stagioni sa bene che questo è il momento in cui intervenire per evitare che erba e cespugli trasformino le aree verdi in vere e proprie giungle.

A quanto pare, però, gli uffici ambiente del Comune di Firenze sembrano ignorarlo. E lo sa bene Michele Pierguidi che, dopo aver richiesto invano lo sfalcio dell’erba nel giardino della sede del Quartiere, ha deciso di intervenire personalmente: tagliaerba alla mano, si è messo a ridurre l’altezza dell’erba. Il video è diventato rapidamente virale, anche per il look poco adatto, lo stile da neofita e risultati non proprio impeccabili.

Di certo c’è che Pierguidi, dopo aver più volte attaccato i suoi “superiori” di Palazzo Vecchio, oggi si conferma, di fatto, la migliore opposizione interna al Pd fiorentino.

Come se non bastassero le polemiche sul rischio desertificazione dell’area del Franchi o quelle sui ritardi dei bus, sul fronte di quartiere si aggiungono altri episodi: dalla questione della sosta dei pioli in via Aretina fino a un recente post social in cui, pubblicando la foto di un giardino, scrive: “qui era stata chiesta una panchina, agli anziani piaceva questo posto perché in inverno ci picchia il sole. Se s’aspetta dell’altro al posto della panchina ci mettiamo un mazzo di crisantemi”. E poi, proprio oggi, un nuovo video — questa volta muto — accompagnato dalla scritta “giungla”, in cui mostra una stradina pedonale invasa dall’erba alta.

È evidente che l’obiettivo di Pierguidi, in questo caso, sia la direzione ambiente del Comune, guidata dall’assessora e vicesindaca Galgani, espressione però della sua stessa maggioranza politica.

L’opposizione, inevitabilmente, coglie la palla al balzo e il consigliere di quartiere 2 Simone Sollazzo commenta: “se persino un Presidente di Quartiere del Pd resta inascoltato e deve improvvisarsi giardiniere, quale attenzione viene realmente data ai Quartieri?” Ma c’è anche un altro aspetto, che vale la pena sottolineare. Della tanto annunciata accelerazione sul decentramento, accompagnata da assemblee pubbliche e grandi proclami, cosa è rimasto, se un presidente di quartiere non viene ascoltato e il quartiere stesso viene trattato come un semplice ufficio di rappresentanza, privo di reali poteri, autonomia e capacità di incidere?

La verità è che i Quartieri, così come sono stati pensati ai tempi dell’allora sindaco Renzi, non funzionano. E a certificarlo, ormai, sono gli stessi presidenti di quartiere della maggioranza, con i loro video e i loro post.