Giani: «No ad allarmismi» sull’antanivirus, vediamo fino a quando! Giorgio promette uno «spazio ai residenti» in via Campo d’Arrigo, ma non dice dove. La Firenze sui giornali di martedì 12 maggio

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Continua a tenere banco la questione della fiorentina in quarantena per l’antanivirus, con Giani che, ricordando il primo Burioni, esorta a «dire no agli allarmismi» e che «se la prossima settimana non ci saranno problemi, al 95% sarà tutto risolto», una rassicurazione ambigua che, per come riportata su La Repubblica Firenze e La Nazione Firenze, vuole palesemente lasciare spazio a ripensamenti e inversioni di rotta. Non si sono verificati né gli uni né gli altri sul caso Magherini, dove la Corte Europea ha respinto il ricorso del governo italiano e confermato la condanna per mancata tutela del diritto alla vita, apprendiamo dalle stesse due testate. Che fare, però, se tale diritto viene costantemente messo a rischio dall’assenza di tutele per la sicurezza personale? Solo in seguito, e grazie ai nervi saldi della vittima, sono arrivati agenti per arrestare il 17enne albanese che, con un complice, aveva tentato di rapinare di 50€ (!) una 40enne brasiliana in Piazza dell’Unità la scorsa settimana. Sconfortante l’elenco snocciolato anche qui dalle sezioni nostrane di Repubblica e Nazione, che hanno rammentato l’aggressione del 23enne alla fermata tranviaria Strozzi Fallaci, la rapina ai danni di un 34enne in via Guelfa e l’accoltellamento di un 56enne a Novoli, vittima anche lì di un tentativo di scippo. C’è poi la questione della dignità da garantire alla vita: il Corriere Fiorentino parla di 842 case popolari vuote, alcune delle quali sfitte da oltre 16 anni, un colpo diretto e ferale al diritto all’abitare. Eppure, esso stesso riporta la storia di una residente storica di un alloggio ERP in via Carlo del Prete che ha saputo ritagliarsi un «microcosmo multietnico che sa ancora fare comunità». Si tratta tuttavia, evidentemente, di un’eccezione, lodevole ma pur sempre un’eccezione: categorie e comitati, infatti, come si legge su La Repubblica Firenze hanno accolto con malcelato sollievo l’annuncio dell’assessore Giorgio sulla «stretta ai bivacchi» e la sua promessa di «mettere mano al regolamento di polizia urbana», slogan che, visto il soggetto, sono da prendere con le pinze. Da via Mariti i residenti, nel frattempo, fanno sapere di essere quantomai intenzionati a vedere un parco laddove doveva sorgere l’Esselunga, e non un nuovo tentativo di ricostruzione di quest’ultima, che ritengono con ogni ragione «moralmente inaccettabile». A Sesto, al contrario, il campo largo si spacca addirittura «in tre» sullo sfondo della mai archiviata questione dell’aeroporto (che intanto, informa La Nazione Firenze, ha visto saltare 36 voli, stavolta per «sciopero e maltempo»): PD, AVS e Riformisti mal si sopportano, pur con una Lega «fuori dal centrodestra». Giorgio, per l’appunto, si “divide” da solo quando deve parlare del Franchi. Manco a dirlo, per il 2029 il parcheggio «non sarà pronto», essendosi lui reso conto forse soltanto ora che la fine dei lavori tra tre anni è pura utopia. Non contento, pur avendo ammesso che la zona di via Campo d’Arrigo sarebbe «inutilizzabile» all’uopo, poiché «serve al cantiere TAV», ha però ipotizzato di dedicare «un’area» per far parcheggiare i residenti ovviamente solo e soltanto durante i lavori, fa sapere La Nazione Firenze. L’«area» in questione, naturalmente, non è stata specificata e nella via, lunga e stretta e senza posteggi (con l’esclusione del largo Gennarelli) è di difficile individuazione, a meno di non plagiare clamorosamente la proposta elettorale di Eike Schmidt nel 2024. «Sotto assedio», così titola La Nazione Firenze, è nel frattempo anche San Lorenzo per il «restyling» di via Panzani: i fornitori, si spiega, «non riescono a raggiungere le attività» mentre i residenti «non sanno dove parcheggiare o arrivare a casa», il tutto tra «GPS impazziti, caos e divieti». Il cantiere assassino che la notte del 30 giugno 2020 tolse la vita a Gabriele Masi, apprendiamo dal Corriere Fiorentino, ha portato però alla richiesta di condanna per il direttore dei lavori e per il coordinatore e il responsabile della sicurezza della Costruzioni Spagnuolo, operanti sul Lungarno Soderini dove avvenne la tragedia. Tutt’altra musica suona invece per chi si chiama Gucci: alla celebre ditta di moda, infatti, gli spazi per il «Capital Market Days» furono concessi perfino prima ancora che venissero chiesti, come ha rivelato il consigliere Palagi (Sinistra Progetto Comune), menzionato dal Tirreno Firenze. Vogliono invece mantenere la sede RAI, in procinto di chiudere anche a Venezia stando a quanto racconta la stessa testata, i pensionati che ci lavoravano, facendo anche giustamente presente che «eppure l’azienda incassa il canone». Sempre peggio anche la cosiddetta “eccellenza” della sanità toscana, nella quale soltanto a Careggi si contano 23.157 pazienti in attesa pur registrandosi uno smaltimento delle liste al 30%. Figurarsi come sarebbe la situazione senza quei 2.640.000 euro appositamente stanziati…(JCM)

In copertina: Copyright Fotocronache Germogli