La protesta dei dipendenti di Alia e le denunce dei residenti confermano un problema che da tempo è sotto gli occhi di tutti: raccolta insufficiente, rifiuti abbandonati e un sistema che non riesce più a rispondere alle esigenze di una Firenze profondamente cambiata
Di Paolo Ermini
Dai e dai, il muro di Alia comincia a sgretolarsi.
Il Corriere Fiorentino oggi ci racconta la protesta dei dipendenti: “Pochi e male utilizzati, il sistema di raccolta dei rifiuti non funziona”. Rincara la dose il presidente dell’Associazione Borgognissanti, Fabrizio Carabba, che nella sostanza ha detto: la citta’ è cambiata, per il boom del turismo e anche per un calo vistoso dell’educazione civica, ma a Firenze l’immondizia viene trattata come 20 anni fa; e la nostra a strada ne e’ sommersa: sacchetti a cumuli accanto ai cassonetti, cartoni ovunque, ingombranti abbandonati sui marciapiedi.
Lo scrivo da tempo: la sindaca Funaro e la sua vice Paola Galgani, che ha la delega all’ambiente, impongano una svolta o commissarino l’azienda municipalizzata. E anche le opposizioni si scrollino dal torpore: non c’è solo il caso sicurezza, o il taglio degli alberi. Firenze è lercia, unta e puzza. Anche dell’orina che ogni notte sparge il popolo della movida.
Basta con la pulizia quindicinale delle vie e delle piazze, la città dell’overtourism e della maleducazione va pulita e disinfettata ogni mattina, e non a mezzogiorno. Basta con l’andirivieni di furgoncini che si lasciano troppi rifiuti alle spalle, le scope di cui sono dotati vanno usate. Basta con la raccolta del vetro in piena notte. Basta con i blocchi del traffico anche nelle ore di punta. E basta con la legge dell’impunita’. Servono controlli continui e severi. Le regole esistono ma nessuno le rispetta: si devono fissare e fare rispettare orari e giorni precisi per il rilascio della spazzatura e dei cartoni. Vale per i commercianti e vale per i privati cittadini. E che in centro si mettano cestini (decenti) ogni dieci metri.
Sindaca, lasci perdere i sondaggi compiacenti e ascolti sul serio chi vorrebbe una città migliore, più accogliente, più decorosa. Non e’ con i post autocelebrativi che si assicurerà il consenso e, se vorrà, la rielezione. C’è’ bisogno di un gran lavoro, di un impegno costante e silenzioso. Parleranno i risultati. I maghi e i maghetti della comunicazione sono il suo peggiore nemico. Loro costruiscono solo illusioni.

