Il tratto più colpito quello tra viale Mamiani, Duse e Verga: 118 abbattimenti su 152 alberi.
«Siamo favorevoli al trasporto pubblico. Ma chiediamo che si dica la verità sui suoi costi ambientali, e che li si riduca dove è ancora possibile». Con queste parole Dmitrij Palagi, consigliere di Sinistra Progetto Comune, e Lorenzo Palandri, Sinistra Progetto Comune Quartiere 2, depositano un’interrogazione sul progetto definitivo della tramvia per Rovezzano.
È scritto nero su bianco nella relazione tecnica allegata al progetto approvato dalla Giunta: 428 alberi saranno abbattuti lungo la linea, su 1.526 censiti.
«Nella comunicazione pubblica quel numero non c’è. Si parla del 72% di vegetazione mantenuta, di saldo positivo di 78 alberi. Cifre esatte. Nessuna delle quali costringe a scrivere “428”», spiegano.
Un saldo che però, secondo i due consiglieri, «dice molto meno di quanto sembri». Nei viali storici – da Don Minzoni a Campo di Marte – a 194 abbattimenti corrispondono 163 nuove piante: -31 alberi nei quartieri più abitati. Il segno positivo si recupera tutto in periferia, nel parcheggio scambiatore di via della Chimera con 52 nuovi impianti. In effetti, «chi perde l’ombra a Campo di Marte non la ritrova in un parcheggio a Rovezzano».
Il tratto più colpito è quello tra viale Mamiani, Duse e Verga: 118 abbattimenti su 152 alberi. Più di tre su quattro.
E poi c’è il tema delle dimensioni: si tagliano platani e bagolari secolari, ma si ripiantano alberelli di 16-30 cm di circonferenza. «Nel conteggio valgono uno a uno. Ma ombra, raffrescamento e habitat non arrivano con la piantumazione: arrivano con i decenni», fanno notare.
Altro dato taciuto: 219 alberature sono “interferenti”. Restano in piedi, ma con scavi a un metro dal tronco. Il progetto rinvia tutto alla fase esecutiva e a 1.032 giorni di cantiere, con l’obbligo di irrigazione costante. «Chi garantisce quelle irrigazioni? Con quali risorse? Oggi non è scritto da nessuna parte».
Dubbi anche sul parcheggio di via della Chimera: 136 posti auto su un’area descritta come “in abbandono” e con vegetazione “di poco interesse”. Peccato che il Regolamento Comunale tuteli anche gli alberi non censiti. «Quanti sono? Che dimensioni hanno? Non è scritto».
Palagi e Palandri chiedono che il bilancio arboreo sia pubblicato «in formato aperto e consultabile, albero per albero». E poi: garanzie per le 219 piante a rischio, monitoraggio per le 506 di nuovo impianto, conteggio delle piante non censite, e compensazioni calcolate «sulla superficie di chioma e sul valore ecosistemico, non sul numero».
«Il progetto esecutivo non è ancora stato prodotto. È il momento in cui si può ancora spostare un binario di due metri invece di abbattere un platano di ottant’anni. È una scelta politica, non un vincolo tecnico». «Una città che non riesce a dire quanti alberi taglia – concludono – sta chiedendo ai cittadini di fidarsi al buio. Gli alberi di Firenze sono patrimonio pubblico. Anche la loro contabilità deve esserlo».

