La discussione sul rafforzamento dei controlli nel Quartiere 3 sfocia in una dura polemica dopo le parole di un consigliere di AVS sul caso Fakir. Fratelli d’Italia, Lega e Forza Italia chiedono una presa di distanza, espressa soltanto dal rappresentante di Italia Viva
La seduta della Commissione Territorio del Quartiere 3, convocata per discutere una mozione urgente presentata dai gruppi di Fratelli d’Italia, Lega e Forza Italia con la richiesta di rafforzare le misure di sicurezza e il controllo del territorio in alcune aree del quartiere, si è trasformata in un acceso scontro politico destinato a far discutere. I consiglieri di centrodestra parlano di un episodio “estremamente grave” verificatosi durante il confronto consiliare. Secondo quanto riportato dai consigliere di centrodestra, nel corso del dibattito il consigliere di AVS Paolo Collini, illustrando la propria posizione contraria alla mozione, avrebbe concluso il proprio intervento affermando che “si può anche mettere a terra una persona ed ammazzarla”, riferendosi con tutta probabilità alla vicenda della morte di Fakir, tuttora oggetto di accertamenti da parte dell’autorità giudiziaria.
Per Fratelli d’Italia, Lega e Forza Italia si tratta di parole che attribuirebbero responsabilità alle forze dell’ordine prima dell’accertamento dei fatti e che, proprio perché pronunciate da un rappresentante istituzionale, risultano incompatibili con il principio della presunzione di innocenza. La tensione sarebbe poi aumentata quando i consiglieri di centrodestra hanno chiesto ai presenti di prendere pubblicamente le distanze da quelle dichiarazioni. Sempre secondo il comunicato, soltanto il consigliere di Italia Viva avrebbe espresso apertamente il proprio dissenso, mentre gli altri esponenti della maggioranza sarebbero rimasti in silenzio. Un atteggiamento che i consiglieri di centrodestra interpretano come un fatto politico di rilievo, sostenendo che rischi di essere percepito come una tacita condivisione di affermazioni ritenute offensive nei confronti delle forze dell’ordine.
Nel documento il centrodestra ribadisce inoltre che “chi ricopre un incarico istituzionale ha il dovere di rispettare il principio di presunzione di innocenza e di sostenere il lavoro di chi serve lo Stato, senza alimentare accuse che anticipano il giudizio della magistratura”, esprimendo piena solidarietà agli uomini e alle donne in divisa impegnati quotidianamente nelle attività di controllo e sicurezza del territorio.

