Sanità: mancano posti anche in psichiatria. Sull’ossicombustore di Peccioli il primo a bruciarsi sarà Barontini? Confcommercio, intanto, vuol cambiare rotta. La Firenze sui giornali di mercoledì 9 settembre

Ospedale_Pediatrico_Meyer

Condividi sui social

Non solo Careggi, anche il Meyer adesso è oberato di ricoveri e scarno di personale: la Regione «va alla ricerca di nuovi spazi», informa La Repubblica Firenze, perché «la domanda di assistenza da parte di giovani che hanno problemi psichiatrici sta crescendo in modo preoccupante». Esattamente come lo stanno facendo le aree di degrado urbano, che non da adesso interessano anche il Museo del Novecento, ma solo adesso arrivano pelosi appelli a «combattere la povertà» da parte del presidente Marco Risaliti, il quale, citato da La Nazione Firenze, sembra essersi appena accorto del fatto che essa «può degenerare». Dati e tendenza analoghi riscontriamo a proposito degli alloggi universitari: l’ARDSU, ripresa dal Corriere Fiorentino, comunica la bellezza di 12.817 domande per 4.800 posti letto, con annesso «rischio tagli per le mense serali» in quanto sorrette da fondi non coperti dal PNRR e perciò insufficienti. Fondi che però la Camera di Commercio, apprendiamo da La Nazione Firenze e Il Tirreno Firenze, stanzierà nella cifra di 100.000€ per i commercianti vittime delle spaccate, andando a costituire un milione di euro in risorse dal 2024 a oggi, e già 315 imprese, il 96%, ne ha dovuto usufruire, segno dell’urgenza del problema. In San Lorenzo i commercianti dicono sì alla riqualificazione, ma non confidando, più che legittimamente, nelle trovate della giunta, hanno premesso di esigere che il piano sia condiviso attraverso un confronto con loro e che metta al centro loro e i lavoratori della zona. In ciò sono sostenuti da Confcommercio, CNA, ANVA Confesercenti e Confartigianato; nella prima, peraltro, è notizia del Corriere Fiorentino, la nuova gestione Spampani promette cambiamenti nel modus operandi, riassunti nel lemma «meno cene, più servizi alle imprese», privilegiando cioè un operato meno eclatante, fatto di progetti, studi e analisi a discapito delle iniziative pubbliche volte a una «visibilità immediata», una distinzione netta, sulla carta, con la precedente gestione Cursano-Marinoni. Condizioni decisamente peggiori rispetto ai loro colleghi di San Lorenzo, tuttavia, le vivono i commercianti di via Mannelli, che rischiano di perdere letteralmente tutto a causa dello stravolgimento della viabilità (le rivoluzioni sono un’altra cosa, “cari” colleghi de La Nazione Firenze): «le attività di via Aretina soffrono», «così perdiamo i clienti di Gavinana», «non si trovano più parcheggi», «Abbiamo perso tutto quel passaggio che da ponte Verrazzano arrivava verso via De Sanctis e il cavalcavia» di piazza Alberti, sono alcuni degli sfoghi raccolti dal quotidiano di Agnese Pini. Insieme a un trafiletto circa una petizione dei residenti di via Scialoja, con la quale questi ultimi chiedono interventi onde arginare i forti e continui rumori anche a tarda notte, l’inquinamento da PM 10 e biossido d’azoto e i «rischi per la sicurezza di pedoni e ciclisti in vie non idonee a un simile volume di traffico, peraltro in zona densa di istituti scolastici», e propongono un «monitoraggio immediato e pubblico dell’inquinamento acustico» e «misure correttive rapide alla viabilità» (limiti di velocità, dissuasione del traffico di attraversamento, ripartizione dei flussi su più vie), giornalisti della stessa testata hanno accompagnato controllori e AD di Autolinee Toscane in una tratta alla scoperta dei «furbetti del biglietto». Un’inchiesta denominata ironicamente Progetto Ajeje Brazorf, dall’iconica scena di Tre uomini e una gamba, partito però con un ubriaco barcollante che ha gettato una bottiglia sui binari della tranvia in piazza Adua: un segno del destino? Fatto sta che ciò che è emerso è la centralità del problema delle aggressioni verbali e fisiche, piuttosto che dei “portoghesi”, che pure ci sono stati, pur essendo solo poco più della metà a pagare davvero le multe. Qualcuno, non tra i furbetti, è però più vispo, come una signora che, non si sa come, ha riconosciuto l’AD e ne ha approfittato per segnalare in rapida successione tutta una serie di problemi, dalla scarsa igiene dei sedili alla difficoltà di segnalare ritardi tra centralini sguarniti e siti difficili da navigare. Eppure, con tutto questo viavai di mezzi, la panoramica offerta dal Corriere Fiorentino su tutta la regione per i prezzi della benzina è desolante: solo 38 i distributori in cui si possono trovare prezzi inferiori ai 2 euro, mentre, per contro, a Prato il diesel va per i 3. Terricciola (PI) la più economica, 1.5€ la benzina, 1.6€ il gasolio: prezzi simili a Firenze si possono trovare solo in via Ojetti e in via Senese. A proposito di Regione, ma qui nel senso dell’istituzione, non fa che inasprirsi lo scontro sull’ossicombustore di Peccioli: il salto della quaglia dell’assessore pentastellato all’Ambiente, David Barontini, gli ha provocato le ire bipartisan dei suoi e dell’opposizione di centrodestra, la quale, rappresentata da Alessandro Tomasi (FdI), ora ne chiede apertamente le dimissioni definendo a giusto titolo Giani un «bugiardo» per la propaganda portata avanti sulla struttura, ma critiche a Barontini ne sono arrivate anche dai civici di Del Ghingaro. La consigliera Meini (Lega) attacca anche l’assessore Nardini, definendo «troppo comoda la sua via d’uscita» nel non presentarsi al voto, mentre tutto questo quadro, delineato da La Repubblica Firenze, Corriere Fiorentino, La Nazione e Il Tirreno, fa notare persino al consigliere Stella (Forza Italia) l’«oggettiva apertura di una crisi» in seno alla maggioranza, che anziché andare a casa non avrebbe mai dovuto nemmeno uscirne. (JCM)

 

In copertina: Wikimedia Commons