Lo sciopero di domani, che coincide con la delicata giornata della ripresa delle scuole, è «un’azione non più rimandabile». Lo ha dichiarato ai microfoni di Nova Radio Massimo Milli, esponente sindacale di Faisa-Cisal, illustrando i due nodi cruciali della mobilitazione: la regolarità delle corse e la sicurezza all’interno dei mezzi per utenti e lavoratori.
Sul fronte della sicurezza, per il sindacalista si è ormai raggiunto «un punto di non ritorno». «Registriamo circa un’aggressione a settimana, e si tratta solamente di quelle denunciate. Autisti e utenti devono potersi sentire al sicuro». Le soluzioni richieste dal sindacato sono chiare e immediate: l’installazione di una cabina ermetica per i conducenti e l’applicazione in toto del protocollo di sicurezza approvato a fine 2025.
Altrettanto pressante per Faisa-Cisal è il problema organizzativo legato ai tempi di percorrenza. «Oggi manca del tutto la certezza dei tempi. Se per coprire una tratta servono 55 minuti effettivi rispetto ai 40 previsti dalla tabella di marcia, si creano disagi e ritardi sistematici, in particolare sulle linee a lunga percorrenza. Ci troviamo di fronte a tempi ‘virtuali’ che si scontrano con i tempi reali del traffico».
Milli ha, quindi, rivolto un appello diretto alle istituzioni: «Chiediamo a Comune e Regione di sedersi a un tavolo con noi, una volta per tutte, per definire tempi e percorrenze certe, ricalibrate su una Firenze che negli ultimi dieci anni è profondamente cambiata».
«Le nostre azioni di sciopero – ha concluso il sindacalista di Faisa-Cisal – non nascono per puntare il dito, ma per trovare e applicare soluzioni definitive».


