Dai dati dell’assessore Monni all’inchiesta di Ravenna sui presunti certificati falsi. Stella e Ferri (FI): «Aree isolate ma centrali». Petrucci (FdI): «Numeri devastanti al Ponte a Niccheri».
La Toscana è tra le poche regioni senza un Centro di permanenza per i rimpatri. E quando un irregolare dovrebbe esserci inviato, nel 50% dei casi viene dichiarato inidoneo. È questo il dato che accende lo scontro politico in Regione Toscana, all’indomani dell’inchiesta della Procura di Ravenna che ipotizza una presunta associazione per delinquere finalizzata al rilascio di falsi certificati medici per evitare il trattenimento nei Cpr, con perquisizioni scattate anche tra Firenze e Livorno.
A portare i numeri in aula è stata l’assessore alla Sanità Monia Monni, rispondendo a due interrogazioni del centrodestra. Numeri che Forza Italia e Fratelli d’Italia leggono come la prova di un sistema che non funziona.
Il primo attacco è di Forza Italia. I consiglieri regionali Marco Stella, segretario regionale azzurro, e Jacopo Ferri chiedono alla Regione di dotarsi finalmente di una struttura. E indicano il luogo: Sesto Fiorentino.
«La Toscana ha assolutamente bisogno di un Centro di permanenza per i rimpatri – affermano Stella e Ferri –. Proponiamo che ne venga realizzato uno a Sesto Fiorentino, una zona ricca di aree isolate e periferiche, ma al contempo centrale nella geografia della nostra regione, vicina ad autostrade, aeroporto, stazione ferroviaria e a grandi sedi di polizia e delle forze dell’ordine».
Il dato che, secondo gli azzurri, rende non più rinviabile la questione è quello relativo all’Asl Toscana Centro: «Non è normale il dato che ci ha fornito l’assessore, e cioè che siano stati dichiarati inidonei ad andare nei Cpr 46 immigrati irregolari su 105 lo scorso anno, e 34 su 50 nell’anno ancora in corso. Praticamente si tratta di un migrante su due, che viene quindi lasciato libero e che molto probabilmente finirà, o ritornerà, nelle maglie della criminalità e della delinquenza».
Da qui la richiesta formale alla Giunta: «La Regione si attivi, anche in raccordo con l’Autorità Giudiziaria e con il Ministero dell’Interno, per promuovere verifiche ispettive e per costituirsi parte attiva al fine di accertare eventuali responsabilità nella vicenda del rilascio di certificazioni mediche non veritiere».
Una prassi che, se accertata, «rappresenterebbe un grave reato, ma anche una grave violazione dei doveri deontologici del personale sanitario coinvolto – sottolineano i due consiglieri –. Vanificherebbe l’esecuzione dei provvedimenti di espulsione, con ricadute sulla sicurezza e sull’effettività del controllo dell’immigrazione irregolare. La Regione, in qualità di ente che organizza i servizi sanitari, ha la responsabilità di garantire correttezza, trasparenza e verificabilità».
Sugli stessi numeri incalza Fratelli d’Italia. Il vicepresidente del Consiglio regionale Diego Petrucci si concentra sul caso dell’ospedale Santa Maria Annunziata di Ponte a Niccheri.
«I numeri illustrati dall’assessore Monni sono preoccupanti – afferma Petrucci –. Il caso emblematico è quello del Santa Maria Annunziata: qui, nel 2025, ben 46 immigrati su 105, pari al 43,8%, sono risultati inidonei. Un dato che diventa devastante nei primi 4 mesi del 2026, con le inidoneità schizzate a 34 su 50, ovvero il 68%».
Per Petrucci la formula «scienza e coscienza», usata dall’assessore per difendere l’operato dei medici, non basta: «Non ho alcun dubbio che la stragrande maggioranza dei dottori agisca secondo scienza e coscienza, ma questi numeri dovrebbero far saltare sulla sedia chiunque. È assurdo che si continuino a trovare giustificazioni per chi lavora contro le leggi dello Stato, arrivando a falsificare certificati per evitare i Cpr a soggetti destinatari di espulsione».
Poi l’affondo politico: «I cittadini non ne possono più di questi soggetti che, a quanto pare, non sono idonei per stare in un Cpr ma sono liberi di delinquere nelle nostre strade. E fa rabbia vedere ancora una volta la sinistra che corre immediatamente in difesa di chi tutela i delinquenti per motivi puramente ideologici mentre i cittadini sono vessati quotidianamente».
Un elemento, secondo il centrodestra, confermerebbe la bontà dell’iniziativa politica: «L’assessore ha spiegato che è stato disposto un nuovo protocollo d’intesa tra Asl e Prefettura di Firenze per gestire questa particolare procedura. Questo fatto ci conferma che abbiamo fatto benissimo a intervenire all’indomani dello scoppio dell’inchiesta di Ravenna».
Netto il partito di Giorgia Meloni: «Non è ammissibile che un medico o un qualsiasi funzionario pubblico applichi le leggi dello Stato solo se e quando gli fa comodo o se condivide un’ideologia. Le regole vanno rispettate ed applicate da tutti, che piacciano o no. A pagare le conseguenze di questa resa della sinistra sono prima di tutto le fasce più deboli e chi vive nelle case popolari e nei quartieri popolari. Per Fratelli d’Italia deve essere espulso il maggior numero possibile di immigrati clandestini che infrangono le nostre regole».


