Aeroporto di Firenze, per un disabile uscire dal parcheggio la sera diventa un percorso a ostacoli

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La denuncia del capogruppo del Movimento Cinque Stelle in Palazzo Vecchio Lorenzo Masi

 

Dopo la segnalazione del cantiere travestito da ponte (il “Nencioni”, che pare non abbia le dovute misure necessarie per una persona che si muove in carrozzina) e dopo aver sollecitato l’intervento, mai pervenuto, della consigliera Michela Monaco e del vicepresidente del Quartiere 2 Andrea Mucci, siamo nuovamente a portare all’attenzione della consigliera Monaco la realtà che ha davanti qualsiasi cittadino con disabilità che si trovi nella sventurata ipotesi di dover atterrare all’aeroporto fiorentino dopo le 21.

«Quello che può accadere a una persona con disabilità che deve recuperare la propria auto dal parcheggio dell’aeroporto Amerigo Vespucci nelle ore serali e notturne è inaccettabile. Una procedura che dovrebbe essere semplice si trasforma in un vero e proprio percorso a ostacoli». A denunciarlo è Lorenzo Masi, capogruppo del Movimento 5 Stelle in Consiglio comunale a Firenze, dopo la segnalazione relativa alla procedura necessaria per ottenere la validazione del ticket del parcheggio. «Dalle 20 alle 7 del mattino il punto informazioni situato nel parcheggio risulta privo di personale. La persona con disabilità esce quindi dall’aeroporto, raggiunge il parcheggio e la propria auto, ma quando arriva alla sbarra scopre che non può completare la procedura. Suonando il citofono, la risposta arriva addirittura da Pisa e viene spiegato che la sbarra non può essere aperta e che occorre tornare all’interno dell’aeroporto per ottenere la validazione necessaria». «A quel punto – prosegue Masi – bisogna riparcheggiare l’auto, scendere nuovamente, percorrere alcune centinaia di metri e tornare al terminal. Ottenuta l’autorizzazione, occorre rifare ancora una volta tutto il percorso verso il parcheggio. E per chi si muove in carrozzina il problema è ancora più grave: lungo il tragitto si incontrano ulteriori ostacoli, compresi motorini parcheggiati in corrispondenza delle rampe di accesso ai marciapiedi. Solo dopo questa assurda trafila la persona può tornare alla propria auto, raggiungere nuovamente la sbarra e finalmente lasciare il parcheggio. Nel caso che ci è stato segnalato, per riuscire a uscire sono state necessarie ore», prosegue Masi.

«Un servizio organizzato in questo modo è vergognoso. Non possiamo parlare di accessibilità e autonomia delle persone con disabilità e poi costringerle a percorrere avanti e indietro centinaia di metri, magari in piena notte, soltanto per uscire da un parcheggio. Chiediamo a Toscana Aeroporti di verificare immediatamente quanto accaduto e di modificare la procedura, garantendo un servizio realmente accessibile anche nelle ore in cui il punto informazioni non è presidiato. Una persona con disabilità deve poter recuperare la propria auto e uscire dal parcheggio in autonomia, senza affrontare una simile odissea», conclude il capogruppo pentastellato.

Immagine: Aeroporto di Firenze