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Non dimenticare Beslan: ripristinata la targa davanti alla Fortezza da Basso

PIAZZALE BESLAND CC BY-NC 2.0 Nadia Fondelli
  • 7 Novembre 2026
  • Redazione La Firenze Che Vorrei

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La delegazione di Beslan ha incontrato nuovamente la città di Firenze e trovato finalmente sistemata la targa dedicata ai bambini uccisi nella strage del 2004

 

La memoria non si conserva con le dichiarazioni di circostanza, ma anche attraverso gesti concreti e segni visibili nello spazio pubblico. E dopo mesi di attesa, sollecitazioni e una targa provvisoria che aveva preso il posto di quella commemorativa, il ricordo delle vittime della strage di Beslan è finalmente tornato al suo posto davanti alla Fortezza da Basso. Giovedì 5 novembre il sindaco della città, Khariton Tatrov, accompagnato dal vicesindaco, è tornato nel piazzale intitolato nel 2004 alle bambine e ai bambini uccisi nella strage della scuola n. 1. Questa volta la delegazione ha trovato la targa ripristinata e ha ringraziato la sindaca Sara Funaro, l’assessora alla Toponomastica Caterina Biti e gli uffici comunali che hanno seguito l’intervento.

A riferire la visita è il consigliere comunale Dmitrij Palagi di Sinistra Progetto Comune, presente all’incontro. Per comprendere il significato di quella targa bisogna tornare al 1° settembre 2004, quando nella cittadina di Beslan, nella repubblica russa dell’Ossezia del Nord, un commando di terroristi armati fece irruzione nella scuola n. 1 proprio durante la tradizionale cerimonia di apertura dell’anno scolastico. Nel cortile si trovavano bambini, genitori e insegnanti riuniti per festeggiare il primo giorno di scuola. In pochi minuti la celebrazione si trasformò in un incubo: oltre mille persone, secondo le ricostruzioni circa 1.100-1.200, vennero sequestrate e rinchiuse nell’edificio, soprattutto nella palestra, che i terroristi avevano disseminato di esplosivi. Per quasi tre giorni gli ostaggi rimasero prigionieri in condizioni disumane, senza adeguate quantità di acqua e cibo, esposti al caldo e alla minaccia costante dei sequestratori. Le richieste del commando erano legate soprattutto al conflitto in Cecenia e al ritiro delle forze russe dalla regione. Le trattative non riuscirono a risolvere la crisi. Il 3 settembre la situazione precipitò: alcune esplosioni nella palestra provocarono il crollo di una parte della struttura e un incendio. Nel caos che seguì, numerosi ostaggi tentarono di fuggire mentre le forze di sicurezza russe intervennero con un’operazione armata che si trasformò in una sanguinosa battaglia all’interno e intorno alla scuola. Il bilancio fu spaventoso: oltre 330 morti tra gli ostaggi e i soccorritori, con 186 bambini uccisi, e centinaia di feriti. Una delle più tragiche stragi di civili nella storia contemporanea russa, che lasciò un’intera comunità devastata e un dolore destinato a non rimarginarsi.

Firenze volle esprimere la propria solidarietà alla comunità di Beslan già nel settembre 2004, dedicando alle piccole vittime il piazzale davanti alla Fortezza da Basso. Un gesto che ha costruito nel tempo un legame simbolico tra le due città e che rende ancora più significativo il ripristino della targa commemorativa. La vicenda, tuttavia, aveva richiesto tempi tutt’altro che immediati. Nel settembre 2025 Tatrov aveva scritto formalmente alla sindaca e al Consiglio comunale chiedendo di «restaurare la targa commemorativa» «appena possibile». Palazzo Vecchio aveva annunciato la realizzazione di una nuova targa, da collocare su una palina al centro dello spazio pubblico, in una posizione maggiormente protetta dalle manovre dei mezzi di servizio. Ma durante la visita del 26 novembre 2025 la delegazione di Beslan aveva trovato ancora soltanto un foglio provvisorio. Il ripristino è arrivato il 31 luglio 2026, come confermato anche dalla risposta all’interrogazione presentata da Palagi il 29 luglio.

Un intervento che ha finalmente restituito al piazzale un riferimento commemorativo adeguato alla tragedia che ricorda. «Una targa è il segno visibile che quella memoria viene curata nel tempo, e non soltanto negli anniversari», sottolinea Palagi. Un’affermazione che restituisce il senso più profondo dell’intervento: la memoria pubblica non è un elemento ornamentale, ma una responsabilità che si misura anche nella manutenzione e nella cura dei luoghi dedicati a chi non c’è più. Il consigliere si unisce quindi ai ringraziamenti rivolti all’Amministrazione e agli uffici che hanno seguito il ripristino, ricordando il legame costruito tra Firenze e Beslan attraverso la solidarietà. Un legame che, nelle parole conclusive di Palagi, richiama anche una responsabilità più ampia: «Il desiderio di pace deve essere coltivato nel dialogo e avendo presente la barbarie della violenza, così diffusa nei nostri tempi».

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