Chi l’avrebbe mai detto che scrivere i protocolli contro la biocontaminazione, cioè strumenti per salvaguardare la vita e permettere la continuazione del lavoro, avrebbe portato tanti problemi all’Ing. Tarchiani. Il documento ISPESL è la lettera scarlatta. Tuttavia, gli spazi di libertà di oggi – un governo non guidato da Conte e una Commissione parlamentare incaricata di fare luce sulla gestione pandemica – e la necessaria opera di verità hanno permesso di rendere di dominio pubblico le evidenze.
Ecco perché siamo tornati a contattare i protagonisti.
La fusione tra Barberino e Tavarnelle, stanti le difficoltà di bilancio del primo, non doveva essere in alcun modo ostacolata? È impossibile non ricordare il ruolo del difensore civico e dei suoi collaboratori, che scelsero di non agire quando Tarchiani denunziò un abuso edilizio fatto da un assessore comunale. Il difensore civico è un difensore civico a servizio del cittadino o è un servizio raccolta informazioni per i potenti regionali?
Per mantenere la presa sul territorio servivano motivazioni economiche per ingolosire e invitare alla collaborazione. Enormi sforzi furono fatti per promettere la venuta di grandi affari e investimenti. Il risultato? Promesse inesistenti, anche al costo di togliere al territorio alcune aziende presenti o di rallentare l’arrivo di altre. Il sogno Biotecnopolo (a discapito della senesità) e Hub del vino, a discapito di pH srl e LVMH, alle quali oggi si somma la partita dell’olio che coinvolge anche Carapelli.
Tutti questi argomenti parlano di PD. Come non parlare allora del comportamento del Senatore PD Luigi Spagnolli che scrisse di cestinare la nostra inchiesta sui protocolli contro la biocontaminazione. Perché il PD si comporta così? È volontà di Schlein, di Giani o di Conte?
Torniamo a parlare di un mistero buffo. Il Maresciallo Nicolò Di Placido, che era in servizio alla stazione di Tavarnelle sotto Cantarero, deve essersi nascosto molto bene se nessuno è riuscito a rintracciarlo. Egli fu convocato e non venne a testimoniare in tribunale al processo per il divorzio di Tarchiani. Né il giudice né l’avvocato Monnini fecero alcuno sforzo per convocarlo. Perché quest’ultimo non si è adoperato per raggiungerlo, pur sapendo che la sua testimonianza sarebbe stata determinante? Perché Monnini ha tergiversato rallentando le operazioni fino all’avvio dei lavori della Commissione Covid (2024)? E perché la giudice non volle approfondire? Rendiamo pubblica questa anomalia.
Tarchiani oggi merita giustizia, solidarietà e protezione da parte di tutti. Non vi è vendetta migliore della pietà per i propri nemici.
Alla prossima puntata per quelli che mancano all’appello.

