Al centro della contestazione ci sono soprattutto i 428 alberi maturi destinati all’abbattimento, i benefici ambientali attribuiti alla nuova tramvia e il bilancio tra emissioni evitate e capacità di assorbimento persa con il taglio delle piante
Italia Nostra Firenze torna a puntare i riflettori sulle criticità della Tramvia 3.2.2. Libertà-Rovezzano e, dopo le due sedute delle Commissioni consiliari del 10 e del 17 settembre dedicate al progetto definitivo e alle ultime modifiche apportate rispetto a quello approvato nel dicembre 2025, contesta apertamente le risposte fornite dall’assessore Andrea Giorgio e dal direttore Priore. Secondo l’associazione, infatti, proprio quelle commissioni avrebbero rappresentato l’occasione per rispondere alle osservazioni contenute nell’istanza presentata da Italia Nostra il 3 luglio 2026, ma le questioni sollevate non hanno ricevuto risposte puntuali.
Nel comunicato diffuso insieme al video, Italia Nostra sostiene che l’esposizione dell’assessore e del dirigente tecnico si sia sostanzialmente limitata a confermare la validità del progetto modificato e ad annunciare il prossimo passaggio alla fase esecutiva. Il punto più contestato riguarda l’impatto ambientale degli abbattimenti: almeno 428 alberi maturi, secondo i dati richiamati dall’associazione, verrebbero abbattuti lungo il tracciato della nuova linea, con conseguenze che Italia Nostra considera rilevanti non soltanto dal punto di vista ornamentale, ma anche per la qualità dell’aria, l’assorbimento della CO₂ e la mitigazione delle temperature estive.
Nel video, Italia Nostra prende quindi in esame proprio i numeri illustrati durante le commissioni. L’assessore Giorgio, viene ricordato, ha parlato di 32.700 tonnellate di anidride carbonica evitate ogni anno quando la tramvia sarà a regime. L’associazione, però, mette in discussione il significato di questo dato e osserva: “Non sappiamo se questo è un valore assoluto lordo oppure il risultato di un calcolo algebrico in cui si considerano le nuove emissioni da traffico veicolare secondario e i mancati assorbimenti causati dagli abbattimenti degli alberi lungo il percorso della nuova linea 3.2.2 che arriva a Rovezzano”. Italia Nostra richiama quindi anche il dato relativo alle piante presenti lungo i circa sei chilometri della nuova linea: 1.526 alberi complessivi, dei quali 428 destinati all’abbattimento. L’associazione prova a quantificare anche il mancato assorbimento di CO₂ facendo riferimento al bagolaro, indicato come specie arborea prevalente. La stima riportata nel video parla di 199 tonnellate di mancato assorbimento nell’arco dei tre anni di durata dei cantieri. Parallelamente, viene ricordato il dato dei 185 nuovi alberi che dovrebbero essere ripiantati. Ma anche su questo fronte Italia Nostra sottolinea la differenza tra un albero maturo e uno appena piantato: “Se questi fossero tutti i soliti bagolari, la loro capacità di assorbimento sarebbe stimata a 19 tonnellate per anno e questo per i primi cinque anni di impianto”.
Il ragionamento dell’associazione punta dunque sulla diversa capacità ecosistemica di alberi maturi e nuove piantumazioni, sostenendo che il semplice conteggio delle piante sostituite non sarebbe sufficiente a descrivere l’effettivo bilancio ambientale dell’intervento. Un altro capitolo della contestazione riguarda l’aumento delle temperature urbane. Nel video Italia Nostra critica la posizione del consigliere Milani, accusandolo di avere “banalizzato” il problema dell’aumento della temperatura conseguente agli abbattimenti. L’associazione richiama il dato secondo cui negli ultimi 40 anni la temperatura media a Firenze sarebbe aumentata di circa 2 gradi centigradi e sottolinea il ruolo delle chiome degli alberi nell’ombreggiamento degli spazi urbani. “L’ombreggiatura delle chiome lo sappiamo può abbassare la temperatura anche di 10-11 gradi centigradi”, afferma il video, indicando come esempio via Don Minzoni, dove questo effetto sarebbe ancora percepibile.
Ma è soprattutto la questione dei pini a provocare la critica più netta nei confronti delle motivazioni fornite durante i lavori delle commissioni. Italia Nostra cita infatti l’affermazione dell’ingegner Priore secondo cui, trattandosi di pini, l’abbattimento sarebbe comunque previsto: “L’affermazione dell’ingegner Priore durante i lavori di commissione, e cioè che essendo pini è previsto l’abbattimento, non è scientifico, ma solo ideologico”. Una contestazione che riporta il confronto al punto centrale sollevato dall’associazione: quali abbattimenti siano effettivamente necessari e funzionali alla realizzazione della tramvia e quali, invece, potrebbero essere evitati.
Nel comunicato, Italia Nostra accusa inoltre l’assessore Giorgio di avere presentato dati e contenuti del progetto senza fornire elementi sufficienti per verificare pienamente le cifre utilizzate. “Il modo di presentare i dati e i contenuti del progetto, da parte dell’Assessore Giorgio, sono tipici di chi gioca al rilancio senza scoprire le carte, ma questo, più che alla gestione di un bene pubblico, si addice alle partite a poker!”, scrive l’associazione. Il messaggio finale è quindi quello di una richiesta di maggiore trasparenza sui numeri ambientali e sulle motivazioni tecniche degli abbattimenti, proprio mentre il progetto della Tramvia 3.2.2. si avvia verso la fase esecutiva. Per Italia Nostra, le osservazioni presentate il 3 luglio restano sostanzialmente senza una risposta puntuale, mentre il confronto pubblico dovrebbe chiarire con precisione quale sia il reale bilancio tra benefici della nuova infrastruttura, emissioni evitate, nuove emissioni indirette e perdita dei servizi ecosistemici garantiti dagli alberi maturi destinati al taglio.



