Gli abitanti scrivono a Comune, Prefettura, Quartiere 5 e Polizia Municipale: «Intervento immediato».
Serpiolle. Via del Mulino. Dal civico 1/c in poi, quattro mesi da prigionieri. È la denuncia degli abitanti di via del Mulino 2 contenuta in una lettera inviata al Presidente del Quartiere 5, al Comune di Firenze, al Comando di Polizia Municipale e alla Prefettura, di cui La Firenze che Vorrei ha preso visione.
A fine maggio crolla un muretto. All’altezza dello sbocco in via delle Masse. Il Comune chiude la strada. Da allora, più nulla.
L’unica alternativa è via Nuova del Mulino. Ma è un’alternativa che non esiste. Impercorribile per le ambulanze. Impraticabile per i mezzi di emergenza. Carreggiata strettissima. Fondo dissestato. Nessuna possibilità di scambio. Macchine parcheggiate che bloccano tutto.
Gli abitanti sono chiusi tra due interruzioni. Da una parte il cantiere infinito di via del Mulino. Dall’altra il guado del fiume, interrotto da oltre due anni.
A fine luglio, incontro con i rappresentanti del Comune. La promessa: fine lavori per fine estate. Siamo a ottobre. I macchinari sono stati portati via. Ma la strada resta chiusa.
Perché? Ai residenti è stato detto che il Comune avrebbe deciso di non riaprire. Per estendere il rifacimento del muretto anche alle parti sane.
«Per noi significa essere prigionieri in casa», scrivono. «La situazione è davvero insostenibile». Con l’arrivo della stagione piovosa, via Nuova del Mulino diventerà ancora meno praticabile.
Il punto più grave. Quello che gli abitanti sottolineano con forza. «I mezzi di soccorso non sono in grado di raggiungerci tempestivamente in caso di emergenze».
Non è più accettabile, dicono, che le loro esigenze «vengano del tutto ignorate».
Ora chiedono un intervento immediato. Che ponga fine a quella che definiscono «questa nostra prigionia».
In copertina: Wikimedia Commons


