Firenze seconda in Italia per criminalità denunciata: dal 2023 la città ha guadagnato posizioni fino a raggiungere il vertice durante la giunta Funaro.
Firenze resta seconda in Italia per numero di reati denunciati, con alle spalle soltanto Milano. E la sua ascesa nella classifica nazionale coincide con gli anni del passaggio dalla precedente amministrazione alla giunta di Sara Funaro. Una coincidenza che non dimostra un rapporto diretto di causa-effetto, ma che pone una questione politica difficile da eludere: che cosa è cambiato concretamente nella gestione della sicurezza cittadina? Perché mentre Firenze si consolida ai vertici nazionali per criminalità denunciata, a Palazzo Vecchio le spiegazioni rischiano di ripetersi: il turismo, i limiti dei poteri comunali, le competenze del Governo. Fattori reali, ma che non cancellano il dovere di chi amministra la città di fare fino in fondo la propria parte.
Secondo l’Indice della criminalità del Sole 24 Ore, elaborato sulle denunce del 2025, Firenze registra 6.374 denunce ogni 100mila abitanti, per un totale di circa 63.010 reati segnalati. Il calo del 2,9% rispetto all’anno precedente non modifica il quadro complessivo: il capoluogo toscano resta al secondo posto nazionale, davanti a Roma e dietro Milano. Un risultato che dovrebbe spingere a interrogarsi sull’efficacia delle politiche di prevenzione, anziché limitarsi a prendere atto delle statistiche.
È soprattutto la successione delle classifiche a richiamare l’attenzione. Nel 2023 Firenze era quinta; nel 2024 è salita al secondo posto, confermandolo nel 2025. La progressione comprende l’insediamento della giunta Funaro, eletta nel giugno 2024, e i primi anni del suo mandato. Se non è corretto attribuire automaticamente alla sindaca la responsabilità dell’andamento dei reati, condizionato da molteplici fattori, è altrettanto legittimo chiedere quali risultati abbia prodotto l’azione amministrativa per contrastare il fenomeno e impedire che Firenze si consolidasse ai vertici della graduatoria.
Dietro i numeri ci sono soprattutto furti, scippi, borseggi e rapine: persone derubate per strada, anziani presi di mira, commercianti esasperati e lavoratrici che, dopo il turno, chiedono di essere accompagnate a casa. Ci sono cittadini che rinunciano a uscire la sera o cambiano percorso per evitare luoghi che considerano rischiosi. La classifica non racconta ogni singola esperienza, ma restituisce una fotografia che non può essere liquidata come una semplice questione statistica.
A rendere più difficile la situazione contribuisce anche la percezione di abbandono che si sviluppa quando gli spazi pubblici perdono cura, manutenzione e vivibilità. Parchi e giardini trascurati, sfalci in ritardo, aree verdi poco curate e illuminazione insufficiente in alcuni luoghi di passeggio rendono più minacciosi e meno accoglienti gli spazi pubblici, soprattutto nelle ore serali. Il decoro urbano non è soltanto una questione estetica: riguarda la possibilità di vivere gli spazi comuni e la fiducia dei cittadini nella capacità delle istituzioni di prendersene cura. Su questi aspetti le responsabilità del Comune sono dirette. Manutenzione del verde, illuminazione, pulizia degli spazi pubblici e programmazione degli interventi richiedono risorse, organizzazione e controlli.
Lo stesso discorso vale per la Polizia di prossimità. Nel maggio 2026 Funaro e l’assessore alla sicurezza urbana e alla Polizia municipale, Andrea Giorgio, hanno presentato un progetto con pattuglie a piedi, servizi programmati nei quartieri e raccolta delle segnalazioni, annunciando circa 80 agenti impegnati ogni settimana. Sulla carta, una direzione condivisibile. Ma un progetto non si misura dal momento della presentazione: si misura dalla sua efficacia sul territorio. Quali criticità sono state risolte? Quali cambiamenti hanno percepito residenti e commercianti? Quante segnalazioni hanno prodotto interventi concreti? Giorgio potrà ricordare che Firenze accoglie milioni di turisti e migliaia di persone che arrivano ogni giorno per lavorare, studiare o visitare la città. Potrà anche sottolineare che l’ordine pubblico coinvolge le forze di polizia statali e il Governo. Sono considerazioni pertinenti, ma non possono diventare la risposta automatica a ogni critica. Il Comune non dispone di tutti gli strumenti necessari per affrontare la criminalità, ma ha competenze e responsabilità che non può delegare ad altri.
C’è poi una promessa precisa con cui la giunta deve fare i conti: l’obiettivo di arrivare a mille agenti di Polizia municipale. A oltre due anni dall’insediamento di Funaro, l’organico si aggira ancora intorno agli 860 agenti. Le assunzioni effettuate vanno riconosciute, ma il traguardo resta distante. E non conta soltanto il numero complessivo degli agenti: sono determinanti la distribuzione del personale, la copertura dei turni e la presenza effettiva nelle aree più esposte, comprese le ore serali e notturne. Nessuno pretende che un agente municipale sostituisca un poliziotto o un carabiniere. Si chiede che il Comune utilizzi con efficacia gli strumenti a propria disposizione e renda conto dei risultati. Se l’obiettivo dei mille agenti è ancora lontano, Giorgio deve chiarire tempi, priorità e misure previste per raggiungerlo.
C’è anche una questione che riguarda direttamente la sindaca. Recentemente Funaro ha denunciato il sessismo e le offese ricevute online, annunciando iniziative legali e la destinazione di eventuali risarcimenti a un fondo per sostenere le donne. Una battaglia giusta: nessuna donna dovrebbe essere insultata, intimidita o aggredita per il fatto di essere donna. Ma la libertà femminile ha anche una dimensione concreta, quotidiana, che riguarda il diritto di uscire di casa, prendere un autobus o rientrare dal lavoro senza vivere nell’ansia di subire un’aggressione, uno scippo o una molestia. Una ragazza che cambia strada per paura, una lavoratrice che cerca compagnia per tornare a casa o un’anziana che evita di uscire la sera raccontano un problema che non può essere ignorato. La libertà delle donne si difende anche contribuendo a creare condizioni che consentano loro di muoversi in sicurezza negli spazi pubblici. Sarebbe quindi importante che la stessa determinazione mostrata da Funaro nel contrastare le offese online si traducesse in un’assunzione di responsabilità altrettanto netta sulla sicurezza quotidiana e sulla cura della città. Si tratta di riconoscere che la vivibilità degli spazi pubblici e la possibilità di attraversare i quartieri senza paura sono parte integrante della qualità della vita e della libertà dei cittadini.
La collaborazione con Prefettura, Questura e Governo resta indispensabile. Chiedere più risorse allo Stato è legittimo e, in determinate circostanze, necessario. Ma la collaborazione istituzionale non può trasformarsi in un alibi. Una sindaca deve pretendere interventi efficaci dalle autorità competenti e, allo stesso tempo, rispondere delle misure che dipendono direttamente dal Comune: dalla Polizia municipale alla manutenzione degli spazi pubblici, dalla programmazione dei controlli all’attuazione degli impegni annunciati.
Dalla quinta alla seconda posizione: è questo il dato con cui la giunta Funaro deve confrontarsi. Dopo oltre due anni di amministrazione, non bastano più annunci e obiettivi rinviati. Giorgio deve rendere conto dei risultati della Polizia di prossimità e del percorso verso i mille agenti; Funaro deve dimostrare che la cura della città e il controllo del territorio sono priorità effettive, non soltanto dichiarate.

