L’Alluvione. Ieri, oggi… domani? Tra ferite aperte e problemi irrisolti

IMG-20260826-WA0020(1)

Condividi sui social

Venerdì 16 ottobre a Firenze confronto con alluvionati di ieri e di oggi, della Toscana e dell’Emilia-Romagna.

 

Un uomo infangato, con gli stivali nella melma, ritrova il vessillo viola in mezzo al disastro e lo solleva. Ci scappa anche un mezzo sorriso. Siamo a Campi Bisenzio, la mattina dopo la tragica notte del 2 novembre 2023, quando gli argini si ruppero.

È l’immagine scelta come copertina per l’iniziativa «L’alluvione. Ieri, oggi… domani? Tra ferite aperte e problemi irrisolti», in programma venerdì 16 ottobre alle 18:00 alla Libreria L’Ora Blu (viale dei Mille 27/A, Firenze).

Sono passati quasi tre anni, molte ferite sono ancora aperte. E le domande, spesso, ancora senza risposta: cosa è stato fatto? Cosa resta da fare?

A discuterne saranno tecnici e studiosi: l’ing. Raffaele Tarchiani, il geol. Riccardo Galassi, il prof. Stefano Orlandini e l’arch. Filippo Boretti.

Con loro, soprattutto, le voci dei territori: i comitati firmatari del «Manifesto dei Diritti degli Alluvionati» – recentemente presentato anche alla Camera dei Deputati –, unitamente alle testimonianze dirette degli alluvionati di ieri e di oggi. Di Campi, di Prato, di Sesto Fiorentino, di Montemurlo, di Empoli. E di Firenze, nell’anno dei 60 anni dal ’66.

L’elemento di novità è chiaro: a Firenze si incontrano comitati toscani ed emiliano-romagnoli, a simboleggiare la nascita di un fronte trasversale per la sicurezza idraulica che supera ogni barriera, anche l’Appennino. Ci saranno Comitato Cetino Campanella, Comitato Bagnolo per l’Alluvione (Bagnolo, Montemurlo, Oste), Comitato Alluvione Campi 2023 di Campi Bisenzio, Comitato Santa Maria alla Villa, Comitato Arca di Noè e Comitato Proteggiamo Conselice, quest’ultimo arrivato dalla Romagna alluvionata.

Un’alleanza dal basso, tra due regioni ferite dalle stesse esondazioni, per chiedere risarcimenti certi, manutenzione dei fiumi, casse di espansione e una vera prevenzione.

Conduce Lorenzo Somigli, direttore de La Firenze che Vorrei.

Ingresso libero.