Sfrattata a 94 anni, adesso pure noi abbiamo la nostra Maricarmen. Giorgio, anche i commercianti “strumentalizzano” la tranvia? La Firenze sui giornali di mercoledì 14 ottobre

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La nuova normativa anti-affitti brevi continua a fare acqua da tutte le parti, nonostante la crisi di quelli lunghi, secondo il SUNIA ripreso dal Corriere Fiorentino, non accenni a placarsi: facendosi scudo della «richiesta presentata prima della stretta», nuovi B&B faranno la loro comparsa nel palazzo tra via della Condotta e via dei Cerchi per una causa vinta al TAR, informa La Repubblica Firenze. Purtuttavia, dall’Isolotto a Rifredi ben 12 strade e piazze potrebbero veder entrare in vigore divieti di apertura di nuovi bar, pizzerie e ristoranti, nel quadro di un’estensione di quelli già sanciti due anni fa in via Gioberti, via Pisana e via Senese, ricorda La Nazione Firenze. La misura è al centro di un confronto tra i presidenti di quartiere e le associazioni di categoria, le quali, non si sa con quale logica, hanno chiesto di non coinvolgere nel blocco le aree interessate dai cantieri della tranvia, a maggior ragione visto che, come ha detto Lorenzo Rosi di Confcommercio, «nei prossimi mesi potrebbero subire ulteriori disagi». A proposito di bar e locali, a Novoli il barista del Demidoff ha dovuto chiamare le forze dell’ordine per ben due volte nel giro di pochissime ore: la prima per una rapina nella quale i ladri gli hanno intimato di consegnar loro 20 stecche di sigarette e 2.600€ di fondo cassa, la seconda per una rissa di gruppo, e in entrambi i casi, riportati in un trafiletto dal Corriere Fiorentino e in un articolo più dettagliato da La Nazione Firenze, i protagonisti erano tutti nordafricani, compreso l’unico espulso, un 32enne marocchino, perché risultato irregolare all’arresto, aggravato dalla resistenza a pubblico ufficiale. In questo contesto Il Tirreno Firenze è andato a spulciare i propri archivi per raccogliere gli articoli dedicati al tema criminalità e spaccate onde effettuare un raffronto con gli ultimi dati di Confcommercio: è emerso che, solo nelle ultime due settimane, se ne sono avute una decina in tutta la Toscana, mentre su scala nazionale è il 34.8% delle attività, quasi un terzo, ad averne subita una. Oltre che per la sicurezza, i commercianti sono in rivolta anche per i lavori della tranvia: «dopo San Marco e via Cavour la protesta arriva nei viali Europa e Giannotti», sottotitola La Nazione Firenze, dando notizia di una causa pronta da 3 milioni di euro contro il Comune «per i mancati incassi», che in certi frangenti ha toccato l’80% spingendo molti a dar seguito all’intenzione di chiudere. L’assessore Giorgio, da parte sua, «apre al confronto» su alberi e tranvia, «ma non con chi strumentalizza», cioè non con coloro che vedono il problema nella sua interezza, che invece “esorta” retoricamente a «venire allo scoperto e avere il coraggio di dire che non vogliono un trasporto pubblico efficiente» (parole riportate sul Corriere Fiorentino). La contrarietà è certamente all’opera, caro assessore, ma proprio perché vogliamo un trasporto pubblico efficiente come era prima che la tranvia venisse ideata e come non è più, anche per la privatizzazione dell’ex ATAF decisa dal suo fu collega di partito Matteo Renzi. A tal proposito è interessante l’analisi de La Nazione Firenze sul corteo di venerdì, che si accompagna a un’intervista molto ponderata e costruttiva ad essa rilasciata dalla consigliera Sirello (FdI), che ai comitati invece apre e propone di collaborare, definendoli «risorse preziose». Forse illusorio il monito ai fiorentini a «credere di più nelle figure istituzionali», soprattutto se raffrontato alle parole dello sfogo di una donna che abita a due passi dal suddetto bar Demidoff, laddove si interrogava se i politici vedessero lo stato in cui è ridotta la nostra città: no, signora. Ancor più c’è da interrogarsi se lo vedono i nostri concittadini che se li sono votati, perseguitati invece dalle allucinazioni che invece fanno loro scorgere fascisti e camicie nere dappertutto. Su questo sfondo, difficile dire quanto l’articolo propagandistico de La Nazione Firenze sulla polizia di prossimità, che quasi nessuno, in quel quartiere come altrove, ha mai visto dopo il primo periodo seguito alla sua istituzione, possa giovare alla “causa”. Al contempo, la repressione, l’altro braccio del regime funariano, si abbatte sui lavoratori degli Uffizi, precettati oggi in 49 dalle 13 alle 19: si condannano le presunte “derive securitarie della destra”, ma quando fa comodo anche “a sinistra” ci si abbandona ben volentieri, e le informazioni fornite dal Tirreno Firenze a tal proposito lo confermano. Chissà però se le vigorose lotte spagnole si ripeteranno anche nel nostro Paese, ora che anche noi abbiamo un’anziana signora, peraltro di sette anni più anziana di Maricarmen Abascal, sfrattata dopo 60 anni di vita in una casa il cui padrone le ha triplicato l’affitto. Le analogie con la Spagna non sono sfuggite al Corriere Fiorentino, ma c’è ragione di temere che finiscano qui: La Repubblica Firenze, dal canto suo, riporta i dati di Idealista per i quali «solo un terzo dei canoni per gli appartamenti sono accessibili per chi ha un reddito medio», il 37%; a livello nazionale la «quota di abitazioni compatibili con il reddito medio familiare» è diminuita dal 63 al 61% negli ultimi sei mesi. E diminuisce sempre più anche la qualità dei lavori: dal Tirreno Firenze apprendiamo che un cavo di fibra ottica tranciato in un cantiere di Rignano ha fatto saltare internet tra la nostra città e Arezzo, con particolari disagi per l’ASL Toscana Sudest. Forse, vista anche l’incapacità sempre più diffusa di chi vi opera, sarebbe il caso di introdurvi una lunga moratoria. (JCM)