Il presidio di domani, sabato 17 ottobre, contro l’ossicombustore di Legoli si farà. Non dove era stato pensato, ma si farà.
Con l’Ordinanza sindacale n. 05 del 15 ottobre 2026, il sindaco Renzo Macelloni ha vietato, dalle ore 10:00 alle ore 12:00 di sabato, l’utilizzo e l’occupazione della corona centrale della rotatoria tra S.P. 26 e S.P. 64, la Rotonda di Giugiaro, noto punto di aggregazione.
È importante dirlo con precisione: l’ordinanza non vieta la manifestazione. Vieta solo la corona centrale, l’aiuola.
Ma è altrettanto importante dire l’altra metà della verità: è un’ordinanza fatta ad hoc, a ridosso di una manifestazione annunciata, che toglie ai manifestanti proprio il punto più rappresentativo della zona.
La rotonda di Giugiaro non è una rotonda qualsiasi. È un simbolo, un luogo dove una protesta sentita come quella contro l’ossicombustore si vede, si fotografa, si racconta. Vietare proprio quella corona centrale, proprio nelle due ore del presidio, significa spostare la protesta ai margini, per tentare di renderla meno visibile, più contenibile.
Cosa dice l’ordinanza, visionata da La Firenze che Vorrei, e cosa non dice.
La motivazione ufficiale è tecnica: nella corona centrale ci sono impianti di illuminazione, apparati del videowall, condutture idriche, sottoservizi, un’opera d’arte contemporanea e superfici a verde.
Le superfici a verde, si legge nell’ordinanza, «sono state recentemente interessate da interventi di risemina del manto erboso, conclusi in data 12 ottobre 2026, e necessitano di essere preservate dal calpestio e dallo stazionamento».
Tutto vero, sulla carta. Ma il calendario conta.
La risemina si conclude il 12 ottobre. L’ordinanza arriva il 15 ottobre. La manifestazione sarà il 17 ottobre, dalle 10 alle 12. E il divieto vale esattamente per quella finestra, «e comunque per tutta la durata delle attività».
Non è un divieto generale. Non è un provvedimento di manutenzione ordinaria. È un provvedimento costruito su misura per quel giorno, per quelle ore, per quella manifestazione.
Si può discutere se sia legittimo. Ma non si può far finta che sia casuale.
Un grande lavorio di cavilli
Vietato sostare sulla corona centrale. Vietato collocare gazebo, tavoli, sedie, palchi, pedane, impianti audio, cartelli, striscioni, aste, transenne. Vietato far transitare veicoli dell’organizzazione. Vietato fare scavi, perforazioni, infissioni, picchettamenti, ancoraggi. Vietato calpestare il verde. Vietato danneggiare o anche solo coprire l’opera d’arte, l’illuminazione, il videowall, le condutture.
È un elenco minuzioso, un grande lavorio di cavilli. Un sindaco che usa il suo tempo, i suoi uffici, la sua firma, non per aprire un confronto pubblico sul futuro della Valdera, non per rispondere alle domande (legittime) sui 140 milioni di euro dell’ossicombustore, su chi li pagherà, su diossine, furani, CO2, camion e TARI. Ma per scrivere, punto per punto, tutto quello che in una rotonda non si potrà fare sabato mattina.
E il messaggio, al di là dei cavilli, è chiaro: contenere la marea umana che ci sarà.
Perché gli organizzatori sono convinti che sarà una marea umana. Perché la Valdera non vuole diventare il grande polo dei rifiuti della Toscana. Perché c’è chi dice che un impianto sovradimensionato diventerà il punto di riferimento per i rifiuti della zona fiorentina e anche da fuori regione. Perché c’è chi chiede dati chiari, trasparenza e controlli reali. Non certo un’ordinanza sulla risemina dell’erba.
Il presidio si sposta, ma non si ferma
Gli organizzatori hanno scelto la strada della responsabilità: niente forzature, niente pretesti per tensioni.
È stato concordato che il presidio si sposterà sulle strade adiacenti alla rotonda, e saranno i carabinieri a farsi carico della sicurezza dei partecipanti sulla strada.
Il presidio, quindi, si farà. Si farà a margine della rotonda, ma si farà. E sarà comunque visibile, comunque numeroso, comunque chiaro.
Perché il punto non è l’aiuola. Il punto è l’ossicombustore di Legoli. Il punto è se la Valdera deve diventare la discarica della Toscana. Il punto è se 140 milioni di euro debbano finire in un inceneritore, con il rischio che a pagarli siano famiglie e imprese con la TARI, mentre si parla di economia circolare solo a parole.
Sabato 17 ottobre, ore 10.00 – Presidio a Peccioli, nelle strade adiacenti alla Rotonda di Giugiaro, strada della Fila.


