Tramvia 3.2.1, Giorgio annuncia la festa per i cantieri. Ma cosa c’è da festeggiare?

foto ale

Condividi sui social

Transenne, disagi e scadenze riformulate: mentre l’assessore immagina una festa, cittadini e commercianti attendono certezze

 

Nel question time di ieri in Consiglio comunale, il consigliere Massimo Sabatini ha chiesto all’assessore Andrea Giorgio date precise sui lavori al ponte da Verrazzano, sulla conclusione dell’intervento e sull’entrata in esercizio della tramvia Libertà-Bagno a Ripoli. La risposta? Ancora tempi generici, mentre la scadenza continua a spostarsi.

Ricordiamo da dove siamo partiti: il 25 gennaio 2025 sono iniziati i lavori e il comunicato ufficiale del Comune annunciava la conclusione delle lavorazioni, pre-esercizio compreso, a fine 2026. Una formulazione poi modificata il 13 agosto 2026, facendo sparire proprio quel riferimento al pre-esercizio. Una vicenda che ha sollevato polemiche e sulla quale Palazzo Vecchio ha parlato di un’imprecisione da correggere. Resta il fatto che quella era la comunicazione ufficiale con cui l’amministrazione aveva presentato l’opera ai cittadini.

Oggi, invece, Giorgio ribadisce che la tramvia entrerà in esercizio entro l’estate 2027. Eppure, anche questa previsione è appesa a una serie di incognite. L’assessore ha parlato di sette mesi di lavori al ponte da Verrazzano, sulla base delle stime del progettista. Ma a che punto è davvero la progettazione? Quando inizieranno concretamente gli interventi? E quanto tempo servirà, una volta terminati i lavori, per i collaudi e per ottenere le autorizzazioni ministeriali necessarie all’apertura della linea?

Domande tutt’altro che secondarie. Sette mesi sono una stima, non una certezza. E i collaudi non si fanno con una dichiarazione in Consiglio comunale. Anche se a dicembre dovessero sparire transenne e restringimenti, non significherebbe che la tramvia sarà pronta. Togliere gli ingombri stradali non equivale a completare l’opera e renderla operativa. Il disagio per cittadini e attività economiche non si misura soltanto contando le transenne.

E poi arriva la frase dell’assessore che merita un premio per la distanza dalla realtà quotidiana di chi vive e lavora nei quartieri interessati: «Diremo il giorno, sarà una festa, penso, ma sarà importante perché vuol dire che avremo rispettato i tempi che ci siamo dati».

Una festa? Ma per festeggiare cosa, assessore? I ritardi accumulati, le scadenze riformulate e le continue incertezze che gravano su cittadini e commercianti? Saremmo davvero curiosi di sapere cosa vi hanno raccontato i commercianti di Gavinana durante la passeggiata che lei dice di aver fatto con la sindaca. Perché, a giudicare dai disagi che hanno sopportato per mesi e mesi, forse la festa avrebbero voluto farla a voi !

E non è soltanto una questione di date. C’è anche l’atteggiamento con cui l’assessore affronta il confronto democratico: in Consiglio comunale, quando parlano gli altri, l’atteggiamento appare spesso di insofferenza e scarso ascolto, salvo poi intervenire e interrompere a sua volta. Non era abituato al dissenso, assessore? Dica la verità: forse non vi aspettavate che i cittadini venissero a chiedervi conto delle vostre promesse direttamente, come è successo ieri a Campo di Marte, dove sono state chieste spiegazioni su date e progetti.

Per troppo tempo avete pensato che bastasse annunciare un’opera, snocciolare qualche scadenza e liquidare le critiche come il rumore di una minoranza. Magari confidando anche nei risultati elettorali, dimenticando che le percentuali non raccontano tutta la storia e che chi non vota per voi non smette per questo di avere voce. Ma il dissenso sulla tramvia è ormai trasversale. Non riguarda soltanto gli avversari politici: coinvolge cittadini con orientamenti diversi, commercianti esasperati e anche persone che potrebbero avervi votato.

Perciò, assessore, continui pure a parlare di feste e a distribuire date ancora tutte da verificare. Ma si abitui a una cosa: avere il fiato sul collo non soltanto della “minoranza rumorosa”, ma anche di quella “maggioranza silenziosa” che ha iniziato a presentarvi il conto. E quel conto, a differenza delle vostre scadenze, non si può correggere sbianchettando un comunicato.