Oggi cortei a Coverciano e Santa Maria Novella. Futuro Nazionale già perde pezzi ma anche tra Giani e Dika non è tutto rose e fiori. La Firenze sui giornali di sabato 7 novembre

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L’attenzione mediatica, e delle forze dell’ordine, è tutta concentrata sull’arrivo, deciso all’ultimo momento, del Generale Vannacci a Firenze per l’inaugurazione della nuova sede di Futuro Nazionale in via Novelli: un nuovo tentativo dopo il flop politico della prima, in piazza Tanucci, che il Corriere Fiorentino ha scoperto essere «quasi sempre chiusa», ma che arriva sullo sfondo delle prime crepe nel suo nuovo partito. Due esponenti, infatti, hanno scelto di passare a Fratelli d’Italia, chi in un ritorno, chi per la prima volta. Se le motivazioni di Gualberto Carrara, consigliere al Quartiere 5, sono prettamente ideologiche («troppo di destra» FnV per lui, che si definisce «moderato» e ha dichiarato di non condividerne i «metodi»), di maggior gravità è quanto denunciato dall’ex presidente del Comitato Firenze e Comuni Medicei, Elisa Falsini: costei sarebbe stata vittima di minacce e offese, anche a sfondo sessista, per aver rifiutato di cancellare un post su Facebook inviso a un suo compagno di partito, che parrebbe essere il candidato sindaco in pectore Alessio Giulivo, che da parte sua nega ogni accusa e ha goduto della protezione implicita di Vannacci, Simoni e Villa, secondo la versione riportata dalle redazioni cittadine di Repubblica, Nazione e Tirreno. Il Corriere Fiorentino, invece, ha dato più spazio agli strali lanciati dal Generale contro i suoi contestatori, definiti «puzzoni» e solo per i quali egli ha deciso di venire nella nostra città. Immancabile l’allarme rilanciato da La Nazione Firenze, che teme «una nuova piazza Tanucci», ma solo un misero trafiletto essa dedica all’altro corteo in programma per oggi, in Santa Maria Novella alle 15, convocato da Firenze in Piazza contro il carovita, l’impoverimento e le strutture sanitarie e scolastiche «al collasso». Dinamiche tutt’altro che dissimili da quelle in corso in FnV, comunque, se ne verificano anche nel PD: come Falsini, Bernard Dika è stato “sgridato” da Giani (ma difficilmente lascerà il partito a cui deve tutto) per aver partecipato a «un incontro di “nemici” e oppositori del sindaco dem Riccardo Franchi», riporta in solitaria La Repubblica Firenze. Una tirata d’orecchie al partito di governo a Firenze e in Toscana, però, arriva sacrosanta pure dal basso, e precisamente dal Comitato Onda, ripreso da La Nazione Firenze, il quale evidenzia come sulla questione del taglio dei 428 alberi sia mancato «un vero ascolto», «un vero dialogo», che chiedono del resto anche i residenti di viale Redi, pur divisi, a quanto evince il Corriere Fiorentino, sull’abbattimento dei 50 pini. A Coverciano il timore serpeggia del pari tra i benzinai: La Nazione Firenze ne ha intervistato uno cui è appena stato ridotto l’orario di lavoro in previsione di un licenziamento sempre più prossimo, poiché, spiega, «con l’introduzione del calmiere ENI, molti piccoli imprenditori sono rimasti tagliati fuori dal mercato», determinando una crisi che fa rischiare la chiusura a molti di loro. Chiusura che invece arriva, tramite commissariamento, per le sedi pratesi di Patrizia Pepe e Dixie, al centro di un’inchiesta per non aver opportunamente vigilato sulla catena di fornitori da cui si è irradiato il grande sistema di sfruttamento che non di rado ha visto gravissime minacce e pratiche quasi di sicariato all’indirizzo dei lavoratori e degli scioperanti da parte dei proprietari albanesi…nel cuore di Chinatown. Lontanissimi, dunque, i tempi dell’amicizia tra Mao Zedong ed Enver Hoxha: qui e ora divieto di smartphone, stipendi da 6€ all’ora (1300 al mese) per non meno di 10 ore di lavoro, straordinari fissi anche per recuperare i pochi minuti di una pausa bagno o caffè e giorni di malattia inesistenti, e giù ancora «società schermo, prestanome, ricambio continuo». Eppure tanti, cui hanno dato voce tutti i principali rotocalchi nostrani, hanno apportato la loro particolare e agghiacciante testimonianza delle dinamiche estremamente vessatorie cui erano sottoposti. Non molto dissimili i metodi utilizzati dai carabinieri contro gli occupanti dell’Agrario, che hanno lamentato offese anche razziste, umiliazioni, intimidazioni e persino pistole puntate alla faccia, si apprende da Repubblica Firenze, Corriere Fiorentino, La Nazione Firenze e Il Tirreno Firenze. Mano molto più leggera hanno però avuto, come leggiamo da un breve dispaccio della terza, contro borseggiatori, rapinatori e un arrestato per maltrattamenti in famiglia, arrestati in sei nel giro di quattro giorni. (JCM)