Il Presidente Giani difende la sua scelta e mette le mani avanti: “No al populismo contro chi fa politica”
Dopo settimane di polemiche, rinvii, trattative, divisioni e colpi bassi nella maggioranza, il Consiglio regionale della Toscana alla fine ha nominato il nuovo Garante per l’infanzia e l’adolescenza. A spuntarla, al termine di una lunga giornata politica e di una seduta del consiglio a tratti surreale alla fine, con il voto segreto, l’alleanza Pd e Italia Viva, con la regia attiva del presidente Giani, ce l’ha fatta a nominare Stefano Scaramelli.
Il voto è arrivato dopo le 20:30 con uno scrutinio lento ed estenuante seguito con grande tensione nell’Aula di palazzo del Pegaso. Nessun consigliere ha lasciato il Consiglio durante le operazioni di voto, segno dell’importanza politica assunta da una nomina diventata, nelle ultime settimane, un simbolo di alleanze ed equilibri precari, nonché terreno di scontro interno alla maggioranza e di forte critica da parte delle opposizioni.
Il risultato finale ha visto Stefano Scaramelli ottenere 19 voti con la maggioranza che ha votato compatta contro i 14 voti raccolti dalla candidata indicata dal centrodestra Paolina Pistacchi. Un solo voto è andato a Luciano Trovato, candidato da AVS e Movimento 5 Stelle, mentre le schede bianche sono state cinque. I presenti al voto erano 39 e la maggioranza necessaria per la nomina era quella di 18 voti.
Determinante, nel corso della discussione, l’intervento del presidente della Regione Eugenio Giani che è stato il regista dell’operazione promessa all’alleato Renzi, che ha scelto di esporsi apertamente a favore di Scaramelli, rivendicando il valore dell’esperienza politica come elemento qualificante per il ruolo.
“È possibile che ci si debba vergognare di fare politica?”, ha detto Giani in Aula. “Scaramelli è stato per cinque anni presidente della commissione sanità e sicurezza sociale del Consiglio regionale, la più alta funzione che in queste materie possa esserci per acquisire competenza”.
Il presidente ha poi criticato quella che ha definito una deriva “demagogica e populista” contro chi ha svolto incarichi politici. “La politica ha una funzione alta e nobile – ha aggiunto – e io non ci sto più a questa idea per cui chi ha fatto politica non capisce nulla”.
Secondo Giani, il garante deve essere “una figura dotata di sensibilità politica”, capace di attivare relazioni e affrontare temi complessi legati all’infanzia e all’adolescenza, più che svolgere funzioni tecniche o gestionali.
L’elezione di Scaramelli resterà sicuramente nella storia di questa consiliatura regionale, con tutte le polemiche e le tensioni che l’hanno preceduta e che l’elezione non metterà a tacere. “È possibile che ci si debba vergognare di fare politica?”. Su questa frase dovremmo riflettere, anche nei prossimi giorni.

