Il Manifesto dei Diritti degli alluvionati entra nel dossier della Commissione parlamentare d’inchiesta sul rischio idrogeologico e sismico. Lo riporta La Nazione nell’edizione di ieri, 9 ottobre. A una settimana dalla presentazione alla Camera, il presidente della commissione On. Pino Bicchielli ha annunciato che il documento sarà allegato alla relazione finale.
Un passaggio che i comitati definiscono importante per mantenere alta l’attenzione delle istituzioni sulle richieste avanzate dopo le alluvioni del 2023 e 2024 in Toscana ed Emilia-Romagna.
E mentre a Roma si apre una prima strada concreta, sul territorio la paura torna con le prime piogge. Come scrive La Nazione, è bastata una manciata di minuti di temporale per rivedere le strade allagate. A Montemurlo via Orvieto è finita sott’acqua dopo un breve acquazzone. Video e foto hanno fatto il giro dei social riaccendendo la preoccupazione proprio all’avvio della stagione delle piogge.
E tra i commenti la domanda è sempre la stessa: «Se bastano pochi minuti per mandare in crisi le strade, cosa potrà succedere quando arriveranno precipitazioni piu’ intense e prolungate?».
Tre i fronti su cui i comitati firmatari del Manifesto chiedono risposte, ricorda il quotidiano.
Il primo è quello dei rimborsi. Procedure ancora troppo burocratiche e tempi incerti. «Manca un efficace, reale e pronto accesso dei cittadini agli uffici degli enti incaricati di istruire le domande. Non c’è dialogo, c’è un muro», contestano i comitati. Resta senza certezze anche il ristoro complessivo delle spese sostenute da famiglie e imprese per ripristinare abitazioni e luoghi di lavoro, sia nei tempi sia nella percentuale che sarà riconosciuta.
Il secondo fronte riguarda lo stato dei corsi d’acqua. «I fiumi e i torrenti in secca in estate hanno fatto emergere isole di detriti e di terra da pulire», «isole di detriti e di terra, vegetazione rigogliosa, dossi e contropendenze». Gli alluvionati segnalano argini con alberature cresciute nelle fessurazioni e letti dei torrenti che non sarebbero stati liberati dai detriti accumulati con l’alluvione e che si sarebbero innalzati di almeno un metro e mezzo.
Infine, la questione giudiziaria. I comitati lamentano di non aver ricevuto notizie dalla Procura di Firenze nonostante esposti, denunce e querele presentati a partire dal dicembre 2023.
La commissione d’inchiesta, che ha svolto sopralluoghi e audizioni in città per verificare la gestione del territorio, ha evidenziato, sempre secondo quanto riporta La Nazione, la necessità di arrivare a un testo unico sul rischio idrogeologico, di creare una piattaforma nazionale unica per i ristori e di rendere piu’ efficaci manutenzione e prevenzione.
È su questi nodi che il Manifesto, ora allegato agli atti parlamentari, chiede risposte concrete.

