I comitati fanno quadrato: «A quasi tre anni dall’alluvione, rimborsi al palo e fiumi abbandonati».
Prossima tappa: Roma. I comitati del Manifesto dei Diritti degli Alluvionati arrivano a Montecitorio. Il 1° ottobre 2026, alle ore 10:00, nella sala Ufficio Stampa della Camera dei Deputati, le sigle promotrici del Manifesto – Alluvione Campi 2023, ArcaDiNoè, Bagnolo per l’Alluvione, Proteggiamo Conselice, Via Cetino Campanella, Santa Maria-La Villa – illustreranno direttamente a Parlamento e Governo i punti chiave del documento nato dopo l’alluvione del novembre 2023.
Un’iniziativa, promossa dall’On. Erica Mazzetti, che arriva a quasi tre anni di distanza da quei giorni, con una situazione che i comitati definiscono «sempre più allarmante» per le vittime.
E lo fanno mettendo sul tavolo tre nodi ancora irrisolti.
Il primo è quello dei rimborsi. Una gestione che, denunciano, «è altamente burocratica, formale, al limite dell’irritante». Manca, scrivono, «un efficace, reale e pronto accesso dei cittadini agli uffici degli Enti incaricati di istruire le domande». E ancora: «Non c’è dialogo, c’è un muro». La procedura per il ristoro dei costi sostenuti da famiglie e imprese per ripristinare case e luoghi di lavoro resta, nonostante plurime segnalazioni, «vaga, incerta, lontana, sia per quanto riguarda la tempistica, sia per la misura percentuale che verrà rimborsata».
Il secondo nodo è il territorio. I comitati parlano di fiumi e torrenti in secca che hanno fatto emergere «isole di detriti e di terra al centro degli alvei con vegetazione rigogliosa e dossi, contropendenze che non garantiscono la cosiddetta pendenza di equilibrio». Segnalano «alberature come ailanthus nati a metà altezza direttamente nelle fessurazioni delle pietre degli argini in muratura, che equivalgono ad incuria e mancanza di manutenzione». E avvertono: i torrenti «non sono ancora stati ricavati dai detriti alluvionali e, per questo, i letti si sono alzati almeno di 1 metro e mezzo».
Il terzo fronte è quello giudiziario. «Ancora nessuna notizia, dalla Procura della Repubblica di Firenze, in merito a nominativi di soggetti rinviati a giudizio, nonostante la numerosa serie di esposti, denunce e querele trasmesse da noi Comitati sin dal dicembre 2023 e l’evidenza di carenza di manutenzione».
Tre questioni che, per i promotori, «risultano del tutto disallineate con i principi riportati nel Manifesto, che ci impegniamo ancora a presentare e a divulgare».
La battaglia, quindi, non si ferma a Campi Bisenzio o alla Toscana. Dopo le piazze e le assemblee locali, ora l’approdo nazionale.


