Caos bus turistici alle Cascine: un anno di promesse non mantenute. Parla Bambagioni

GERMOGLI PH: 1 LUGLIO 2025 FIRENZE PIAZZALE VITTORIO VENETO BUS TURISTICI SCARICANO TURISTI NEI NUOVI SPAZI DEDICATI

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Dalla sperimentazione al disordine: undici mesi dopo, la gestione dei pullman alle Cascine finisce sotto accusa

 

Era il 21 giugno 2025 quando il Comune di Firenze annunciava con ottimismo la nuova fermata “Cascine” in piazza Vittorio Veneto. Una soluzione “temporanea ma funzionale” per far fronte ai cantieri della tramvia su lungarno Pecori Giraldi: 22 stalli dedicati esclusivamente a salita e discesa rapida dei turisti, servizi igienici, punto ristoro, cartellonistica chiara e, soprattutto, una pattuglia della Polizia Municipale dedicata come presidio di sicurezza e viabilità. Gli assessori Andrea Giorgio e Jacopo Vicini parlavano di riorganizzazione intelligente dei flussi, riduzione dell’impatto sul traffico e ascolto delle categorie. A distanza di quasi undici mesi, la realtà è ben diversa e racconta una storia di buone intenzioni finite nel caos.

Nel Question Time del 4 maggio 2026 in Consiglio comunale, il consigliere Paolo Bambagioni (Lista Civica Eike Schmidt) ha portato all’attenzione dell’assessore Giorgio proprio questo nodo: gli autisti dei bus turistici, dopo aver pagato ticket salati tra i 315 e i 426 euro, sono convinti di poter sostare tutto il giorno in piazza Vittorio Veneto o si tratta solo di un’area di carico/scarico rapido? La risposta dell’assessore Giorgio ha confermato la versione ufficiale: la sosta nella piazza è consentita solo funzionalmente per le operazioni di imbarco/sbarco. I mezzi dovrebbero poi spostarsi nell’area attrezzata di viale Piombino (16 stalli) per le soste lunghe. Giorgio ha ammesso di aver visto di persona i bus fermi troppo a lungo e ha assicurato maggiori controlli da parte della Municipale, inviti alle aziende e multe per chi lascia il motore acceso.

Nella replica, Bambagioni non ha usato giri di parole: «C’è un evidente cortocircuito tra le regole e la realtà. Gli autisti sostengono con convinzione di avere diritto a stare lì tutto il giorno. Se questa è la loro percezione, la comunicazione dell’Amministrazione è fallimentare. Dov’è la pattuglia dedicata annunciata con enfasi? Durante i nostri sopralluoghi era assente. Abbiamo contato 22 bus, parcheggiati in doppia fila o davanti alla catena della tramvia, in condizioni di totale insicurezza».

I fatti hanno dato ragione alle preoccupazioni di Bambagioni. Come documentato anche nei post di questi giorni, l’area “Cascine” si è trasformata in un parcheggio selvaggio a due passi dal parco. Con soli 15 stalli ufficiali, si arrivano a contare anche 22 pullman contemporaneamente. Molti sostano per ore, fuori dagli spazi, in doppia fila, ostacolando il traffico e creando situazioni di pericolo per pedoni e altri veicoli. Autisti italiani e stranieri (un polacco lo ha dichiarato apertamente) credono che il ticket pagato dia loro diritto di permanenza illimitata. A pochi chilometri di distanza, viale Piombino racconta l’altro volto della medaglia: desolazione pura. 16 stalli (con potenzialità per molti di più) spesso quasi vuoti – solo due occupati in alcuni rilevamenti. Niente ombra adeguata, zero toilette dedicate, un unico bar-pasticceria lontano presso il distributore di benzina e attraversamenti pedonali a 500 metri. Autisti che rispettano le regole, scaricano i turisti in piazza e si spostano lì, si ritrovano a passare ore sotto il sole cocente in una zona isolata e poco accogliente. Pagano, seguono le indicazioni e vengono di fatto penalizzati. È umano comprendere la frustrazione di chi lavora sui pullman: guidare per ore, gestire comitive di turisti, dover rispettare tempi stretti e poi non trovare né servizi né controlli coerenti. Ma è altrettanto umano (e doveroso) tutelare la vivibilità di una piazza che è porta d’accesso alle Cascine, la sicurezza stradale e il rispetto delle regole per tutti.

La pattuglia “dedicata” annunciata con enfasi nel comunicato del giugno 2025 è, secondo numerose segnalazioni di cittadini e operatori, più un ricordo che una presenza costante. Senza vigilanza efficace, chi rispetta le regole viene isolato in una zona inadeguata, mentre chi le ignora occupa indisturbato la piazza. Il risultato è un degrado tollerato che vanifica lo spirito stesso del progetto: alleggerire il traffico invece di spostare il problema. L’amministrazione aveva parlato di sperimentazione e di un tavolo di confronto per arrivare a una soluzione organica di lungo periodo. A un anno di distanza, quel tavolo sembra ancora lontano e i problemi si sono cronicizzati.

Bambagioni ha fatto bene a sollevare la questione con chiarezza. Ora serve passare dalle parole ai fatti: controlli reali, comunicazione efficace verso le aziende di trasporti, miglioramento concreto dei servizi a viale Piombino (ombre, bagni, ombreggiature, collegamenti) e, se necessario, una revisione complessiva del sistema prima che l’anarchia diventi la norma accettata.