Conti in ordine, ma città allo sfascio: Locchi (FI) denuncia un’amministrazione senza visione su manutenzione e qualità urbana

GERMOGLI PH: 13 NOVEMBREV 2022 FIRENZE PIAZZA SANTA MARIA NOVELLA CENTRO STORICO DEGRADO NEGOZI CHIUSI SENZA FISSA DIMORA

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Il capogruppo di Forza Italia attacca il rendiconto 2025 e denuncia una strategia assente su manutenzione e qualità urbana. Dalle piazze ai marciapiedi, viaggio nelle criticità quotidiane che i numeri non raccontano

 

Un bilancio che non basta a raccontare la città reale, quello del 2025 discusso in Consiglio comunale, e che secondo il capogruppo di Forza Italia Alberto Locchi lascia emergere una frattura evidente tra numeri e quotidianità, tra rendiconti e qualità della vita: “Intervengo su questo consuntivo economico 2025 con un senso di forte insoddisfazione, perché dietro i numeri che oggi ci vengono presentati emerge una visione della città che ritengo incompleta e, per molti aspetti, distante dalle esigenze quotidiane dei cittadini, affonda, indicando subito il punto politico della questione, perché “un bilancio consuntivo non è soltanto una fotografia tecnica: è il riflesso delle priorità politiche di un’amministrazione” e ciò che pesa è soprattutto ciò che non c’è, a partire da “un investimento serio, strutturato e riconoscibile sul decoro urbano”, definito non come elemento accessorio ma come indice diretto della qualità della vita e dell’orgoglio civico, mentre l’elenco delle criticità scorre concreto e localizzato tra giardini pubblici trascurati, piazze con manutenzioni tardive e spazi che perdono funzione sociale, dai giardini Caponetto alla Fortezza da Basso, da Piazza Savonarola al Campo di Marte fino a Piazza Tasso, simbolo di promesse mancate come quella dei bagni pubblici, senza dimenticare il Parco del Mensola ormai da troppo tempo ostaggio di degrado e insicurezza.

Insomma una mappa urbana che nelle parole del consigliere si trasforma in un atto d’accusa verso una gestione frammentaria e priva di strategia anche negli spazi di passaggio, nei marciapiedi e nelle aree comuni che costituiscono “il biglietto da visita quotidiano della città”, aggravata da fenomeni ormai cronici come quello delle transenne lasciate per mesi o anni a segnalare una “sensazione di provvisorietà permanente, di disordine amministrativo”, mentre il quadro si completa con arredi urbani deteriorati, spartitraffico trascurati e ingressi cittadini come Firenze Nord che restituiscono “un’approssimazione gestionale ed un disinteresse per l’ordine urbano e il decoro”, tra panchine rotte, cestini insufficienti e aiuole abbandonate, elementi che, lungi dall’essere dettagli, diventano indicatori tangibili di attenzione o disattenzione politica, incidendo non solo sulla percezione dei residenti ma anche sull’attrattività per visitatori e operatori economici, in una città che rischia di adagiarsi sul proprio patrimonio storico.

“La sensazione è che si continui, presuntuosamente, a gongolarci dei nostri bei monumenti e del fascino del nostro centro storico, disinteressandoci, di tutto il resto”, una critica che si estende alle scelte sulla mobilità e sulla sosta, tra parcheggi fermi agli interventi dei primi anni Duemila e politiche penalizzanti per l’uso dell’auto, dalle ciclabili in strade strette allo “scudo verde” fino all’aumento dei costi nei parcheggi scambiatori, ponendo una domanda che è al tempo stesso tecnica e politica: “possibile che in un bilancio come quello che oggi approviamo non si sia riusciti a destinare risorse adeguate e continuative a questi ambiti?”, interrogativo che apre al dubbio più radicale, quello sulla volontà stessa di intervenire, perché “forse più semplice ma allora più grave, manca la volontà o la capacità di farlo?”, collegando il tema del decoro a quello della sicurezza, del turismo di qualità e del senso di appartenenza, fino a toccare anche ambiti come la cardioprotezione urbana e il sostegno al volontariato, con la richiesta di nuovi defibrillatori pubblici e investimenti nella formazione alla rianimazione cardiopolmonare, per chiudere con una valutazione netta: “Anche per queste ragioni, il mio giudizio su questo consuntivo non può che essere critico… è mancata una chiara volontà politica di indirizzarle anche verso ciò che rende Firenze non solo bella sulla carta, ma vivibile nella realtà quotidiana”, accompagnata da un auspicio che suona come un monito all’amministrazione, quello di riportare il decoro urbano al centro dell’azione politica con interventi concreti, programmati e visibili, per trasformare la bellezza storica in qualità urbana diffusa.