Coworking pubblici nei quartieri: la proposta di Edoardo Carli per rilanciare lavoro e comunità

edoardo carli

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Partire dai quartieri, dal lavoro e da spazi pubblici capaci di creare connessioni fra le persone. È da qui che Edoardo Carli, candidato al consiglio comunale nella lista del Partito Democratico alle prossime elezioni amministrative a Prato, a sostegno di Matteo Biffoni sindaco, lancia la propria candidatura e una delle sue proposte centrali: la sperimentazione di coworking pubblici nelle periferie di Prato. «Non si tratta semplicemente di mettere a disposizione scrivanie condivise – spiega Carli – ma di creare veri e propri luoghi civici, in cui la cultura del lavoro pratese possa incontrare scuola, formazione, categorie economiche, professionisti e nuove forme di lavoro autonomo e digitale». Una visione che affonda le radici nella storia della città, ma che guarda in avanti. «Prato ha costruito la propria identità su un sapere pratico, sulla manifattura e sulla capacità di adattarsi ai cambiamenti – aggiunge Carli -. Capacità che hanno fatto la storia della nostra comunità. Oggi questa tradizione non va celebrata in modo nostalgico, ma reinterpretata e accompagnata con modalità nuove». I coworking pubblici, nelle intenzioni del candidato al consiglio comunale, diventerebbero così spazi di scambio e crescita: «Luoghi dove favorire il dialogo tra generazioni, orientare i giovani, aggiornare le competenze e mettere in relazione mondi che troppo spesso restano separati» dice Carli. Un modello che trova esempi anche a livello europeo. «Esperienze come i Job Center danesi dimostrano che il ruolo del pubblico può essere decisivo nel creare spazi territoriali in cui lavoro, formazione e inclusione sociale procedono insieme. Adattare questo approccio al contesto pratese significa rafforzare i quartieri e restituire centralità al lavoro come fattore di coesione». Accanto ai coworking, Carli propone anche il rilancio del progetto “Vicoli d’Arte” attraverso l’attivazione di residenze artistiche pubbliche. «Anche qui il punto centrale è il lavoro, in questo caso creativo e culturale – sottolinea -. Parliamo di spazi in cui artisti e creativi possano lavorare, produrre ed esporre senza il peso dell’affitto, sostenuto dall’ente pubblico, valorizzando immobili sfitti o sottoutilizzati». Due strumenti che, nelle intenzioni di Edoardo Carli, dialogano tra loro. «Coworking e residenze artistiche condividono la stessa idea di fondo: riconoscere il lavoro come valore sociale, creare luoghi di produzione e non solo di consumo, rendere i quartieri vivi, aperti e attraversabili». Le residenze, sottolinea Carli, potrebbero diventare «officine di lavoro creativo capaci di dialogare con scuole, cittadini e professionisti, contribuendo concretamente alla rigenerazione urbana e all’attrattività della città». Il progetto si inserisce in una visione di città più ampia. «Quelle proposte non sono iniziative isolate – conclude – ma parti di un disegno urbano che mette al centro persone, competenze e cultura del lavoro. Aprire oggi un confronto su queste proposte significa offrire al futuro governo cittadino strumenti concreti e sostenibili, coerenti con l’identità di Prato e capaci di produrre effetti duraturi nelle comunità». Un percorso che potrebbe trovare anche il supporto della Regione Toscana, già impegnata su rigenerazione urbana, politiche giovanili e innovazione sociale. «Le condizioni per costruire qualcosa di solido ci sono – chiude Carli – adesso serve la volontà di farlo».