CPR in Toscana, Fratelli d’Italia: “Si farà, perché la sinistra non ha mai offerto un’alternativa”

Gruppo Fdi Comune di Firenze 1

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Dopo anni di opposizioni sterili, il partito di maggioranza nazionale ricorda che governare significa dare risposte, non solo contestare

 

Dopo anni di “no” secchi e nessuna proposta alternativa sul tavolo, la sinistra toscana si ritrova ora a dover fare i conti con una decisione che arriva comunque: il nuovo Centro di Permanenza per i Rimpatri sorgerà ad Aulla. Mentre le verifiche di fattibilità sono ancora in corso, Fratelli d’Italia alza la voce e non usa giri di parole. «La notizia dell’individuazione di un’area ad Aulla per la realizzazione del nuovo CPR in Toscana segna un passaggio chiaro: quando per anni si dice solo no, senza indicare soluzioni, prima o poi decide lo Stato». Lo dichiarano senza mezzi termini i consiglieri comunali Angela Sirello (capogruppo), Matteo Chelli, Giovanni Gandolfo e Alessandro Draghi.

Secondo i consiglieri, le reazioni stizzite dell’opposizione non sorprendono nessuno: ancora una volta si contesta e si protesta, ma senza offrire soluzioni concrete al nodo immigrazione clandestina, rimpatri e sicurezza. «Non si può denunciare problemi di sicurezza da una parte e opporsi a ogni strumento utile a gestirli dall’altra. Anche questo è sicurezza: regole certe, controllo del territorio e rimpatri effettivi per chi non ha titolo per restare in Italia». Se la sinistra ritiene la scelta sbagliata, è tenuta a dire chiaramente quale sia la sua proposta. Perché «dire sempre no non è governare: è lasciare i problemi irrisolti». E quando manca un’alternativa seria, le decisioni arrivano comunque.