Sinistra Progetto Comune vuol far luce sulla Tari, Alia-Plures prova a opporsi: “Sono informazioni privilegiate”. E la trasparenza?

nasce il coordinamento dei comitati No Taric. Foto fotocronache Germogli

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Palagi: “Se diamo informazioni parziali, Plures ci fornisca i documenti”.

 

ATO Toscana Centro “ha accolto, anche se parzialmente, la nostra richiesta di accesso civico generalizzato” relativa ai documenti “sulla validazione dei costi del servizio rifiuti gestito da Plures S.p.A. (già Alia)”. “Il percorso per arrivarci ha però prodotto atti che meritano attenzione pubblica. Nel corso del procedimento, Plures S.p.A. ha formulato formale e motivata opposizione alla trasmissione dei documenti”. Ne dà notizia Dmitrij Palagi, consigliere comunale di Sinistra Progetto Comune.

E spiega: “Tra gli argomenti presentati per iscritto ad ATO, tre sono politicamente rilevanti, con tratti che si prestano persino a ironia. Il primo: la nostra richiesta costituirebbe ‘un’applicazione funzionalmente sviata‘ del diritto di accesso civico, ‘diretta a eludere un limite normativo all’accesso del consigliere comunale’. ATO ha risposto che il nostro interesse conoscitivo ‘coincide con la finalità tipica dell’istituto ovvero il controllo diffuso sul perseguimento delle funzioni istituzionali e sull’utilizzo delle risorse pubbliche‘, indipendentemente dalla qualità soggettiva del richiedente. Esattamente quello che un consigliere (di maggioranza o opposizione che sia) è chiamato a fare”.

“Il secondo argomento – prosegue Palagi – è il più straordinario. Plures gestisce un bond quotato su mercati regolamentati. Su questa base ha sostenuto che i dati sui costi del servizio rifiuti ‘costituirebbero informazioni cd. privilegiate ai sensi del Regolamento UE n. 596/2014’ (il regolamento europeo sugli abusi di mercato, concepito per prevenire l’insider trading sui mercati finanziari). Le tariffe che la cittadinanza paga per la raccolta dei rifiuti e come si arriva a definirle, secondo Plures, sarebbero informazioni sensibili per i mercati finanziari e dunque sottratte all’accesso civico? ATO non ha accolto questa impostazione”.

“Il terzo argomento – aggiunge ancora Palagi – è il più esplicito sul piano politico. Plures ha dichiarato che la divulgazione dei documenti, ‘quando accompagnata da letture parziali o decontestualizzate, potrebbe determinare una rappresentazione distorta del loro effettivo contenuto e significato, con conseguenti effetti negativi sull’immagine’ del gestore. Ha indicato espressamente la ‘vicenda giornalistica’ citata nella nostra istanza come il ‘concreto contesto di esposizione mediatica’ che renderebbe prevedibile un ‘aggravamento del pregiudizio reputazionale’. Una società che gestisce un servizio pubblico essenziale, finanziato dalle tariffe di centinaia di migliaia di cittadine e cittadini, ha opposto la propria immagine aziendale al diritto alla trasparenza. ATO ha risposto che il pregiudizio alla concorrenza invocato da Plures ‘permane indipendentemente dalle qualità soggettive del richiedente’ e che il rischio competitivo è ‘meramente eventuale e futuro’. ATO non ha concesso tutto: i database di unbundling (la contabilità separata per voci di costo) sono stati esclusi dall’accesso. Stiamo valutando se procedere con una richiesta di riesame”.

“Lunedì discuteremo in aula un question time. Il Comune di Firenze è il primo socio di Plures con il 36,99% del capitale. Chiediamo se la Giunta sia a conoscenza delle argomentazioni con cui Plures ha opposto l’accesso civico, se condivida che i dati tariffari del servizio rifiuti debbano essere qualificati come ‘informazioni privilegiate’ ai sensi della normativa sugli abusi di mercato, se condivida che la tutela dell’immagine aziendale di una partecipata pubblica prevalga sul diritto alla trasparenza, e quali iniziative intenda assumere nell’esercizio dei diritti di socio. Chiediamo inoltre se la Giunta ritenga che la struttura finanziaria adottata da Plures (fondata su strumenti obbligazionari quotati) sia compatibile con gli obblighi di trasparenza che la legge impone a chi gestisce un servizio pubblico essenziale finanziato da tariffe regolate. Non sono dettagli tecnici, sono scelte politiche. È una scelta politica, che il Comune di Firenze come azionista di riferimento non può ignorare”.

“Chiudiamo con l’elemento di ironia, facendo domande provocatorie a Plures, a partire dal suo Presidente, che in Palazzo Vecchio ha avuto esperienza anche da Assessore (con delega alle partecipate): pensa davvero che un Consigliere comunale di opposizione agisca per ragioni ‘egoistiche e di immagine’ quando svolge la funzione di controllo prevista per legge? Davvero se troviamo informazioni che riteniamo siano di rilevanza pubblica dovremmo rimanere in silenzio? E ancora: se diamo informazioni parziali, Plures ci fornisca i documenti: sono anni che non lo fa e comunque insistiamo a voler capire se ci sono problemi intorno alla TARI e alla gestione dei servizi ambientali. Però sbagliamo a farle a Plures queste domande, dobbiamo farle ai soci che ne fanno parte, cioè gli enti pubblici, a partire dal Comune di Firenze, il socio di maggioranza relativa”, conclude.