Diaccio, muffa, rischio incendi e pure le reprimende. Sollicciano è un inferno, e non solo per i detenuti: ecco le condizioni dei poliziotti

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Dopo il principio d’incendio dello scorso gennaio, la speranza era che Palazzo Vecchio si rendesse conto delle reali condizioni dei poliziotti.

 

Giustamente, spesso si accendono i riflettori sulle condizioni di estremo disagio, sulla scarsa igiene, sul freddo e sul caldo estremi e sul degrado strutturale in cui sono costretti a vivere gli “ospiti” del carcere di Sollicciano.
Ma raramente si alza una voce per denunciare la situazione indecorosa in cui vivono i tutori dell’ordine, quelli di cui tutti si riempiono la bocca.

Nemmeno il principio d’incendio avvenuto lo scorso gennaio nella caserma della Polizia di Stato di viale Gori, utilizzata come alloggio per il personale in servizio a Firenze, è bastato a far comprendere le condizioni in cui sono costretti a vivere gli agenti, quegli stessi che la sindaca Sara Funaro chiede in numero sempre maggiore per garantire la sicurezza.

Ma l’amministrazione fiorentina, oltre alle dichiarazioni di circostanza, si è mai realmente resa conto della situazione ormai intollerabile in cui versano gli alloggi di servizio della Polizia di Stato?

La sindaca ha mai visitato la struttura dal nome che suona quasi ridicolo, il “Magnifico”?

 

Infiltrazioni di acqua poco pulita nei bagni

È evidente che la risposta sia no.

Lo dimostra il fatto che l’Organizzazione Sindacale Autonoma Polizia sia stato costretto a scrivere al Questore che dopo l’incendio ha intimato con toni perentori agli agenti di non tenere nemmeno un televisore nelle stanze, paventando addirittura la revoca delle concessioni alloggiative.

Il Comune che non perde occasione per recitare il refrain che se non ci sono agenti è colpa del Governo perché non sollecita il questore a garantire il diritto alla salute, alla sicurezza e alla dignità del personale in servizio?

Forze dell’Ordine trattate peggio dei carcerati di Sollicciano?

 

Strutture pericolanti

La provocazione è forte, ma rispecchia la realtà. Perché, mentre l’amministrazione si spertica a chiedere più agenti, li lascia poi vivere in strutture fatiscenti, al limite della sopportazione strutturale e igienico-sanitaria.

Perché non mette loro a disposizione come dovrebbe a titolo gratuito strutture per commissariati e appartamenti a prezzi in affitto calmierati per gli agenti?

Edifici pieni di infiltrazioni, con controsoffitti pericolanti, muffa ovunque, stanze in cui è vietato persino tenere un televisore. D’inverno il riscaldamento non funziona (come nello stesso carcere), d’estate non esistono condizionatori. La pulizia è inadeguata, le mense poco dignitose e per nulla funzionali.

I poliziotti non ci stanno

Non accettano che l’unica risposta al loro disagio abitativo sia lo spauracchio della revoca degli alloggi, in una città dove, a causa dell’overtourism e delle politiche sbagliate sugli affitti, per un agente è di fatto impossibile accedere al mercato immobiliare.

Bagni improvvisati

Il Comune che, a parole, chiede più poliziotti, vorrebbe poi sbatterli in mezzo alla strada dopo averli costretti a vivere in condizioni disumane?

Sara Funaro pr la sua Firenze vorrebbe davvero vedere gli agenti trasformati in clochard, magari accampati nei pressi della stazione tra un turno e l’altro?

È questo il modo in cui il Questore tratta con l’indifferenza di Palazzo Vecchio gli uomini e le donne in divisa che dice di volere così tanto?

Aggiornato il 18 febbraio 2026 ore 14.50