Disallineamenti tra Plures S.p.A. e Comuni dell’ATO: quali ricadute?

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Dal raffronto tra i bilanci dei Comuni soci e quelli di Plures S.p.A. emergono disallineamenti per circa 47 milioni complessivi. Il caso più rilevante è Firenze: a pag. 187 del Rendiconto 2025 il Comune iscrive debiti per 11,6 milioni, Plures ne indica 41. La differenza da 31,2 milioni è annotata dall’Ente come credito “non presente nei PEF approvati da ATO e che troverà collocazione nei PEF futuri”, con possibile impatto futuro sulla TARI.

 

Mentre scadono i vertici di Plures S.p.A. – già Alia Servizi Ambientali – i Rendiconti 2025 dei Comuni soci fanno emergere disallineamenti contabili per circa 47 milioni di euro complessivi tra i saldi iscritti dagli Enti e quelli iscritti dalla partecipata.

Per questo La Firenze che Vorrei ha formalizzato una richiesta di chiarimento inviata alla Sindaca di Firenze quale rappresentante del socio di maggioranza, al Collegio dei Revisori del Comune, al Collegio Sindacale di Plures S.p.A. e ad ATO Toscana Centro, e trasmessa per conoscenza alla Procura Regionale della Corte dei Conti, alla Camera di Commercio e al Comando Regionale della Guardia di Finanza.

L’istanza sollecita l’esercizio dei poteri di verifica e la valutazione dei presupposti per la denunzia al collegio sindacale ex art. 2396-ter c.c. (già art. 2408 c.c.).

A distanza di giorni dall’invio dell’istanza – effettuato via PEC con richiesta di riscontro – non è pervenuta alcuna replica scritta da parte del Comune di Firenze; in più, né Plures né il Comune, pur contattati, hanno fornito risposta.

Nello specifico, si è chiesto riscontro a Plures riscontro sull’ammontare aggiornato del disallineamento, la natura delle poste, sull’esistenza di eventuali tavoli di conciliazione, su accantonamenti ed eventuali rilievi dei Revisori. Restiamo a disposizione per ospitare repliche o precisazioni.

 

Il quadro dai documenti pubblici

 

Dall’esame delle note di riconciliazione debiti/crediti pubblicate dai Comuni soci:

  1. Firenze: disallineamento complessivo di 31,54 milioni;
  2. Scandicci: credito strumentale di circa 9,5 milioni per superamento del limite tariffario MTR-ARERA, di cui 4,3 milioni maturati nel 2025;
  3. Sesto Fiorentino: partite per detrazioni e conguagli ex MTR 2021-2026 per circa 5 milioni;
  4. Prato: dividendi 2022 e seguenti per circa 1 milione contabilizzati con diverso criterio di cassa.

Nello stesso esercizio 2025 il gruppo Plures ha distribuito dividendi ai soci per 34,4 milioni di euro.

 

Il caso di Firenze: pag. 187 del Rendiconto

 

Il Prospetto di riconciliazione a pag. 187 del Rendiconto di Gestione 2025 del Comune di Firenze riporta:

 

Partite creditorie del Comune verso Plures:

Comune: 40.019,68 euro / Plures: 2.244.800,18 euro / Differenziale: -2.204.780,50 euro

Partite debitorie del Comune verso Plures:

Comune: 11.659.309,69 euro / Plures: 40.999.397,75 euro / Differenziale: -29.340.088,06 euro

 

Le note esplicative del Comune scompongono il differenziale in:

a) poste ordinarie di verifica gestionale:

  • 275.572,61 euro netto IVA: fatture non riconosciute e rifiutate su Piattaforma Crediti Commerciali;
  • 30.673,83 euro netto IVA: stime per sanificazioni e rifiuti speciali in verifica;
  • 1.576,00 euro: storno fattura n. 403941 rifiutata;
  • 944.528,43 euro: IVA in split payment presente nei debiti del Comune e non segnalata da Plures;
  • 1.258.341,62 euro IVA compresa: impegni già assunti dal Comune in corso di verifica.

b) per le partite creditorie:

  • 206.141,28 euro: conguaglio PEF 2024-2025 che Plures dichiara di dover restituire;
  • 1.997.138,72 euro: dividendi 2023-2024 dichiarati da Plures come debito, contabilizzati dal Comune per cassa nel 2025 – disallineamento temporale.

 

La componente principale: 31.236.711,67 euro

 

Questa è la posta di maggior rilievo. Nelle annotazioni ufficiali del Rendiconto il Comune di Firenze precisa che la somma di 31.236.711,67 euro – indicata da Plures S.p.A. quale credito maturato verso il Comune – “non è presente nei Piani Economico Finanziari (P.E.F.) approvati dall’A.T.O. e troverà collocazione nei P.E.F. futuri”.

È opportuno ricordare che il metodo MTR di ARERA consente, a determinate condizioni, il recupero differito di componenti di costo. La verifica spetta ad ATO in sede di approvazione dei PEF.

 

I due profili di interesse pubblico

 

Quali effetti sulla TARI? Per norma (D.Lgs. 152/2006 e regolazione ARERA) i costi riconosciuti nei PEF trovano copertura integrale nella TARI. Qualora la partita da 31,2 milioni venisse recepita come costo conguagliabile nei PEF futuri, si configurerebbe l’obbligo di traslazione sui Piani Finanziari a carico degli utenti.

Requisiti del credito. In presenza di un indebitamento finanziario netto rilevante a livello di Gruppo, l’iscrizione di un credito di tale entità richiede la sussistenza dei requisiti di certezza, liquidità ed esigibilità e il rispetto del principio di prudenza ex art. 2423-bis c.c. Profili che incidono sulla corretta rappresentazione in bilancio del patrimonio e dell’indebitamento della società.

Per queste ragioni l’istanza mira unicamente a sollecitare gli Organi di Vigilanza a verificare la conformità delle rilevazioni ai principi contabili OIC e ai principi di cui al D.Lgs. 118/2011.

Resta da chiarire, nelle sedi competenti, se la posta da 31,2 milioni – che dalle note di pag. 187 risulta indicata da Plures quale credito verso l’Ente “non presente nei P.E.F. approvati dall’A.T.O. e che troverà collocazione nei P.E.F. futuri” – corrisponda a prestazioni già eseguite ed esigibili secondo i PEF approvati da ATO, e se sussistano i requisiti codicistici per la sua iscrizione.

Si chiede pertanto al Collegio Sindacale di verificare la sussistenza dei presupposti di cui all’art. 2423-bis c.c. e la relativa informativa in Nota Integrativa, anche con riferimento alle poste eventualmente portate a garanzia o smobilizzate tramite anticipazione bancaria, ove presenti.