Prima di chiamare in causa il governo nazionale, l’amministrazione comunale è chiamata a spiegare nel dettaglio obiettivi, modalità e limiti di un piano che riguarda la qualità della vita di tutti i quartieri
Di Paolo Ermini
Con pacatezza: la sindaca di Firenze impazza sui social per spiegare la svolta della “polizia di prossimità”, che poi sono i vigili urbani, così ribattezzati per dare più enfasi all’operazione. Però non spiega né l’orario coperto dal servizio né tutti gli obiettivi che il progetto intende raggiungere. Ma è sempre in tempo per mettere da parte la propaganda e dare concretezza alle intenzioni di Palazzo Vecchio.
I fiorentini vorrebbero sapere se troveranno la polizia di prossimità in strada anche di notte; se saranno perseguite tutte le infrazioni di legge oppure no, e quale sarà il criterio degli interventi; perché dalla mappa siano escluse periferie tutt’altro che sicure come Peretola e Brozzi; e perché, visto che il provvedimento riguarda le zone “più frequentate” e con evidenti problemi di degrado — a cominciare dai rifiuti sparsi ovunque — siano stati tenuti fuori Sant’Ambrogio, Santa Croce, via de’ Neri, via de’ Benci, Santo Spirito, Porta Romana e San Niccolò: in pratica tutto l’Oltrarno, a parte piazza Tasso. Il parcheggio selvaggio nelle strade intorno al Duomo, di giorno, e quello nelle mete della movida sono o non sono tra le preoccupazioni di chi governa Firenze?
Sara Funaro capirà le motivazioni di chi è scettico: pesano le precedenti esperienze dei vigili di quartiere, tutte fallite nel giro di pochi giorni; e pesano i sospetti che la polizia di prossimità sarà tenuta lontana dalle strade e dalle piazze in cui da tempo vige la legge dei più forti, cioè ristoratori e gestori dei locali, sempre generosi con l’amministrazione in tempo di elezioni e che, di fatto, hanno finora governato la città insieme alla giunta (un tempo si chiamava “concertazione”).
Sara Funaro si spieghi meglio. Solo dopo avere fatto chiarezza su quanto compete al Comune potrà tirare in ballo le responsabilità del governo nazionale, come invece ha già fatto nella fretta di passare il cerino. E solo dopo potrà contare sul consenso dei cittadini di tutti i rioni.
