Emergenza casa, le proposte di Noi Moderati

GERMOGLI PH: 14 GENNAIO 2018 FIRENZE VEDUTE AEREE CAREGGI  CASE POPOLARI DI VIA NICCOLO' DA TOLENTINO

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Noi Moderati Toscana ha presentato stamani le proposte in materia di politiche abitative pubbliche e private. Alla conferenza stampa sono intervenuti il consigliere comunale di Noi Moderati Luca Santarelli, il coordinatore regionale di Noi Moderati Andrea Ulmi (già consigliere regionale), il responsabile Nazionale del Dipartimento della Casa e delle Politiche Abitative di Noi Moderati Marco Macchioni.

È ormai evidente a tutti, non soltanto agli addetti ai lavori, come la questione abitativa sia sempre più centrale e necessiti di essere messa ai primi posti dell’agenda politica Nazionale e Regionale.

L’emergenza abitativa nasce e si concretizza da un insieme di fattori: dalla carenza d’offerta, dall’incertezza normativa, dalla pressione fiscale e dalla scarsa tutela dei proprietari nel mercato della locazione di lungo periodo.

Occorre ripensare gli strumenti di Edilizia Residenziale Pubblica (ERP) e di Edilizia Residenziale Sociale (ERS), integrandoli in una strategia complessiva.

Veniamo alle nostre proposte.

 

Edilizia/Alloggi Privati:

 

1 . Fiscalità agevolata

La leva fiscale è la chiave per riportare sul mercato milioni di case oggi sfitte.

Bonus fiscale aggiuntivo per chi ristruttura appartamenti di proprietà per immetterli nel mercato a canone di locazione a lungo termine.

Rent-to-buy o affitto con riscatto agevolato garantito dalla Regione, per consentire all’inquilino di destinare parte del canone all’acquisto futuro.

Banca dati Regionale della morosità: sistema simile al CRIF per il credito, per valutare il “merito locatizio” dell’inquilino.

Fondo di garanzia finanziato dalla Regione per inquilini fragili, per conciliare tutela sociale e sicurezza per i proprietari.

 

2 . Affitti brevi

Una strada da percorrere con molta cautela è quella, dalla quale in troppi sono attratti, che vede nella limitazione degli affitti brevi lo strumento per accrescere l’offerta abitativa.

Occorre semmai sgravare/cassare alcuni elementi di perequazione che la Regione Toscana ha inserito rispetto alle strutture recettive che per quanto ci riguarda dovrebbero limitarsi a:

Le attività imprenditoriali possono operare per un periodo non superiore a cinque anni in civili abitazioni senza cambio di destinazione d’uso.

Un proprietario non può frazionare l’unità immobiliare con lo scopo di aumentare la capienza in più appartamenti nello stesso edificio per superare i limiti ricettivi.

Cautele Innovative Perequative. Per gli immobili dichiarati inagibili o per quelli agibili classificate come civile abitazione (categorie A1-A11) e dichiarate sfitte, l’obbligatorietà della verifica delle utenze, comprovante il reale non utilizzo.

 

Alloggio Sociale/Edilizia Residenziale Pubblica

 

Riteniamo che il solo approccio “più case” non possa essere la soluzione al problema, o per meglio dire, occorre chiarire cosa intendiamo per aumento dell’offerta abitativa.

Prima di realizzare nuovi insediamenti abitativi è estremamente utile ed economicamente conveniente ristrutturare e rendere utilizzabili gli alloggi popolari chiusi e non assegnati perché inagibili.

Occorre anche affrontare e chiarire una volta per tutte il tema dell’occupazione illegalmente e illegittimamente di immobili pubblici.

Chiunque si renda colpevole di occupare illegalmente e illegittimamente un immobile pubblico, oltre a ricevere l’azione di sgombero forzato per riacquisire il bene, non potrà partecipare per cinque anni ai bandi comunali per l’assegnazione di un alloggio sociale e, nel caso di recidiva, non potrà partecipare per dieci anni ai bandi comunali.

Inoltre, oltre agli interventi di recupero del patrimonio esistente, il comparto necessita di piano strutturale di Edilizia Residenziale Sociale (ERS) ed Edilizia Residenziale Pubblica (ERP), capace di ampliare l’offerta abitativa e rispondere ai bisogni delle fasce più fragili, anche, ma non soltanto, con la collaborazione pubblico – privato.

Occorre introdurre una nuova metodologia di calcolo dei canoni di locazione, che non tenga di conto soltanto del reddito del nucleo familiare, ma che consideri anche il valore dell’immobile (Superficie/Finiture/Posizione).

Per evitare riscossione della morosità che costa agli enti mediamente 4 volte il valore canone di riscossione, si propongono interventi differenziati sia per la soglia di esclusione dal pagamento del canone di locazione, sia per la morosità incolpevole e per quella colpevole.

Dirottare parte delle risorse (promesse) destinate all’efficientemento energetico degli edifici sociali alla realizzazione di montacarichi di categoria A in modo da migliorare l’accessibilità per persone con disabilità o mobilità ridotta.

Sempre in merito all’efficientamento energetico, occorre stabilire criteri e azione prioritarie degli edifici sociali.

Creazione di un fondo per la realizzazione di Nuovi Alloggi e/o ristrutturare parte del patrimonio attualmente non agibile, compreso ove possibile in cambio di destinazione d’uso, da dedicare al rischio imminente per la salute o l’incolumità (es. fratto esecutivo con figli minori). La permanenza in questi alloggi deve essere limitata al tempo strettamente necessario per superare l’emergenza, ipotizzabile in sei mesi prorogabile al massimo per ulteriori altri sei mesi. Alla scadenza del periodo si accede alla graduatorie E.R.P.