Bocciato aiuto da 53 mila euro con dividendi Plures. Cittadini per Fiesole: «Risorse trattenute per spesa corrente».
Il Consiglio comunale di Fiesole perde un’occasione per difendere il potere d’acquisto dei cittadini. La maggioranza ha respinto la mozione presentata dal gruppo Cittadini per Fiesole che chiedeva di utilizzare i dividendi straordinari di Plures S.p.A. per azzerare l’impatto dei rincari della TARIC su famiglie e imprese.
La mozione muoveva da una contraddizione finanziaria. Da un lato, spiegano i proponenti, l’Assemblea di Ato Toscana Centro ha ratificato per il PEF un adeguamento dei costi operativi del +6,7% sull’intero ambito e del +4,84% per il sub-ambito di Firenze. Aumenti, sottolineano, «che gravano sulle componenti fisse e sui minimi obbligatori della TARIC, colpendo i fiesolani a prescindere dagli sforzi individuali di riciclo e innescando il cosiddetto paradosso della virtuosità».
Dall’altro lato, a fine giugno, l’Assemblea dei soci di Plures S.p.A. ha deliberato la distribuzione di 34,4 milioni di euro di dividendi ai Comuni soci, attingendo per 14,1 milioni dalle riserve patrimoniali storiche per compensare il crollo degli utili ordinari e le perdite del comparto ambientale.
«Siamo di fronte a un’anomalia evidente di giustizia distributiva», denuncia il gruppo consiliare. «I Comuni si trovano nella duplice veste di controllori che avallano i rincari tariffari a valle e di soci che incassano utili erodendo il patrimonio societario a monte. In questo modo si genera un vero e proprio guadagno sulla tariffa pagata dai cittadini».
Al Comune di Fiesole spettano circa 53.000 euro da questa operazione. «Avevamo chiesto formalmente di vincolare il 100% di questa risorsa per ampliare il Fondo comunale per le agevolazioni TARIC, che oggi si ferma a soli 21.000 euro», prosegue la nota, «neutralizzando così i rincari per i nuclei familiari vulnerabili, le famiglie numerose e le attività economiche colpite dagli aumenti fissi della quota base».
La mozione impegnava, inoltre, la Giunta a sollevare riserve in Assemblea Plures sulla prassi di intaccare le riserve storiche per distribuire liquidità correnti e a pretendere un’accelerazione degli investimenti per il revamping dei siti esistenti. L’obiettivo, precisano, è colmare il deficit impiantistico strutturale della regione, «che costringe le province di Firenze, Prato e Pistoia a esportare su gomma oltre 220.000 tonnellate annue di scarti fuori dai confini dell’Ato o verso altre regioni, gonfiando a dismisura i PEF locali».
La bocciatura, per Cittadini per Fiesole, sancisce una scelta politica precisa.
«Prendiamo atto con profondo rammarico del voto contrario della maggioranza», conclude il gruppo. «Purtroppo ha prevalso la linea del passivo allineamento alle decisioni dei grandi Comuni soci e la volontà di trattenere queste risorse per la spesa corrente generica, anziché restituirle immediatamente alle tasche dei fiesolani sotto forma di sgravi. I proventi straordinari generati dall’ecosistema dei rifiuti dovevano tornare all’ecosistema dei rifiuti. Continueremo a vigilare per un sistema tariffario equo, trasparente e vicino ai bisogni della comunità».
In copertina: Wikimedia Commons

