Firenze, il paradosso dei “Nidi Gratis”. Del Re: “Aumentano le domande ma mancano i posti”

GERMOGLI PH 16 MARZO 2026 FIRENZE SALONE DEI DUECENTO CONSIGLIO COMUNALE NELLA FOTO CECILIA DEL RE

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Tra liste d’attesa, iscrizioni bloccate e nidi convenzionati saturi, emerge il lato nascosto di un’emergenza che colpisce soprattutto le famiglie che lavorano

 

I numeri ufficiali raccontano una storia apparentemente sotto controllo, ma secondo la capogruppo di Firenze Democratica Cecilia Del Re la realtà quotidiana vissuta dalle famiglie fiorentine è molto diversa. Il dibattito in Commissione consiliare sui servizi per la prima infanzia ha infatti riportato al centro una questione che va ben oltre i circa 150 bambini oggi in lista d’attesa per i nidi comunali: esiste un bisogno sommerso che non compare nelle statistiche ma che pesa ogni giorno su decine di genitori costretti a rincorrere soluzioni improvvisate per poter continuare a lavorare. “Non solo in lista d’attesa ci sono circa 150 bambini, ma quei numeri non bastano a descrivere la realtà vissuta da diverse famiglie del nostro territorio”, denuncia Del Re, sottolineando come il vero muro sia rappresentato dal sistema stesso delle iscrizioni, bloccate al 31 ottobre di ogni anno.

Una rigidità burocratica che produce situazioni paradossali: bambini che maturano i sei mesi necessari per entrare al nido appena dopo la scadenza restano automaticamente esclusi fino all’anno successivo. “Il tema che occorre quindi porsi è: chi si prende cura di quel bambino mentre i genitori devono rientrare al lavoro?”, domanda la consigliera, spostando il focus dal semplice dato numerico all’impatto sociale ed economico sulle famiglie. Durante la discussione in Commissione, gli uffici comunali hanno difeso il sistema sostenendo che le liste d’attesa siano “contenute”, ma lo stesso dato dei 150 esclusi avrebbe sorpreso anche parte della maggioranza.

Del Re riconosce la qualità del servizio comunale, ma accusa Palazzo Vecchio di ignorare ciò che resta fuori dalle graduatorie ufficiali: famiglie che non riescono nemmeno ad accedere alle liste o che trovano saturi anche i nidi privati convenzionati. Una pressione aumentata dopo il boom di richieste generato dalla misura regionale dei “Nidi Gratis”, definita dalla consigliera “certamente positiva nelle finalità”, ma incapace di reggere senza un contemporaneo aumento strutturale dei posti disponibili.

Il risultato è che il beneficio economico introdotto dalla Regione Toscana ha finito per congestionare ulteriormente un sistema già fragile. E quando il nido non c’è, le alternative restano poche e insufficienti. Gli asili domiciliari, pur previsti dalla normativa regionale, sono appena 23 in tutta Firenze e possono ospitare un massimo di sei bambini ciascuno, troppo poco per rappresentare una risposta reale. Anche il registro comunale delle baby sitter qualificate, secondo Del Re, appare incompleto e scarsamente utile alle famiglie: “solo in 50 hanno risposto all’ultimo avviso”, senza che vi siano informazioni trasparenti su formazione, esperienza o disponibilità territoriale. La conseguenza, avverte la capogruppo di Firenze Democratica, è che “oltre ai 150 bambini in lista di attesa, c’è un numero consistente di famiglie che vengono lasciate sole”.

Sullo sfondo emerge un tema più ampio che intreccia natalità, occupazione femminile e conciliazione vita-lavoro. “Bisogna chiedersi quanti bambini nati sul territorio restano fuori dalla domanda, e quindi, potenzialmente almeno all’inizio, quante madri, o meno spesso, quanti padri, riducono o lasciano il lavoro perché il servizio non è disponibile quando serve”, afferma Del Re, chiedendo alla Giunta una riflessione urgente su più posti nido, ingressi più flessibili, potenziamento degli asili domiciliari e un vero rafforzamento degli strumenti di supporto alle famiglie. Perché, conclude la consigliera, “i freddi numeri possono anche sembrare rassicuranti. La vita quotidiana delle famiglie, però, racconta un’altra cosa. Ed è da quella che bisogna partire”.