Dal Vigile di Quartiere alla Polizia di prossimità. Le critiche: insufficiente per la Lega, troppo securitario per Sinistra Progetto Comune
La sindaca Sara Funaro e l’assessore alla Sicurezza Andrea Giorgio hanno presentato il nuovo progetto “Polizia di prossimità”, un piano che prevede un rafforzamento della presenza della Polizia Municipale sul territorio con pattuglie a piedi in aree critiche dei cinque Quartieri. Finalmente.
Il servizio, in via sperimentale fino alla fine del 2026, coinvolgerà circa 80 agenti a settimana per un totale di oltre 40 servizi settimanali e 8.500 ore di attività. Gli agenti opereranno su percorsi programmati insieme ai presidenti di Quartiere, riconoscibili da una mostrina specifica sulla divisa, raccogliendo segnalazioni da residenti e commercianti. Ogni servizio si concluderà con un report che alimenterà una cabina di regia interservizi (sociale, ambiente, mobilità) riunita ogni due settimane. Saranno coinvolti anche reparti specialistici come cinofili, antidroga e a cavallo a seconda delle criticità (spaccio, degrado, mercati, parchi).
«Per noi la sicurezza è una priorità – ha dichiarato la sindaca Funaro –. Stiamo usando tutte le cartucce a disposizione, grazie anche alle assunzioni recenti. Ora tocca anche al Governo nazionale fare la sua parte». L’assessore Giorgio ha sottolineato come il modello rappresenti un’evoluzione rispetto al tradizionale “Vigile di Quartiere”, più operativo, flessibile e orientato a risposte concrete attraverso programmazione e rendicontazione. Non sono previsti sportelli fissi: «È l’agente che va incontro ai cittadini».
Il progetto si concentra su zone sensibili come giardini, mercati, scuole e aree turistiche: da piazza D’Azeglio e San Lorenzo nel Quartiere 1, a via Gioberti e Mercato delle Cure nel Quartiere 2, fino a specifici interventi negli altri quartieri.
Ma il progetto non ha convinto del tutto né la destra né la sinistra in Consiglio comunale. Guglielmo Mossuto, capogruppo della Lega, ha commentato: «Meglio tardi che mai, la Giunta si accorge finalmente che la città è insicura». Pur apprezzando il passo in avanti sul presidio dei Quartieri, Mossuto lo giudica insufficiente e troppo “morbido”. La Lega chiede un approccio più “muscolare”: introduzione del taser per gli agenti, presenza fissa sui mezzi del trasporto pubblico per contrastare lo spaccio, turni riorganizzati per coprire meglio le ore serali e notturne, e la realizzazione di un CPR in Toscana per gestire i rimpatri. «Mentre l’amministrazione investe sul modello del vigile di quartiere e sulla mediazione sociale – conclude Mossuto –, noi spostiamo il focus su strumenti di difesa attiva e sul contrasto diretto alla clandestinità legata al crimine».
Dall’altra parte, Dmitrij Palagi di Sinistra Progetto Comune ha criticato duramente sia il metodo che la sostanza. Secondo Palagi l’amministrazione ha annunciato il progetto in conferenza stampa senza un reale confronto preventivo in Commissione consiliare e con i comitati del centro storico, svuotando di fatto la partecipazione democratica. «Non è una vera polizia di comunità – sostiene Palagi –, ma un modello di polizia territoriale potenziata orientato al controllo di zone-target. Si gestiscono le conseguenze invece di agire sulle cause strutturali attraverso coesione sociale e prevenzione. Manca un rapporto fiduciario continuativo: gli agenti transitano invece di essere un punto di riferimento stabile».
Da una parte un’amministrazione che presenta il progetto come risposta concreta e innovativa alle richieste dei cittadini; dall’altra opposizioni che, seppur da posizioni opposte, lo giudicano inadeguato: troppo soft per la Lega, troppo orientato al controllo e poco comunitario per la sinistra. Il confronto, anche dopo l’avvio sperimentale, è destinato a continuare in Consiglio e nei Quartieri.
